Mentre negli Stati Uniti Lena Dunham – che gli dèi l’abbiano in gloria – ha fatto dell’esibizione del suo tutt’altro che perfetto corpo uno dei punti di forza della (straordinaria) serie televisiva Girls e Beyoncé con le sue strepitose forme detta un nuovo stile che definire curvy è veramente riduttivo, qui in Italia quest’ondata di consapevolezza sembra ben lontana dal travolgere tutti i nostri insipidi stereotipi e accettarsi sembra ancora un miraggio.
Siamo ancora a discutere di centimetri di troppo, tisane drenanti, prove costume e mai come nel periodo che precede l’estate avrei voglia di fermare la giostra delirante e chiedere a tutte noi: ma chi ce lo fa fare?
Come ci sentiamo quando ogni mattina ci guardiamo allo specchio? Siamo capaci di amare quello che vediamo o passiamo il nostro tempo a cercare di cambiare quell’immagine?

Accettare il proprio corpo è un processo lungo e complicato, che passa soltanto superficialmente dall’aspetto fisico vero e proprio: per stare bene con noi stesse bisogna cambiare molto di più che una taglia di pantaloni o un taglio di capelli. È un work in progress continuo, ma c’è qualche pensiero felice a cui possiamo aggrapparci per volare alto e non farci intrappolare dalle fisime su quest’involucro di materia con cui nel bene e nel male dobbiamo andare in giro per tutta la vita.

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Acccettarsi. La regola sticazzi

All’inizio può sembrare difficile crederci ma non sono tutti lì a guardarci, pronti a scovare e condannare la ricrescita sulle gambe, il rotolino in più sulla pancia o il brufolo da ciclo. Alla grande maggioranza delle persone non importa niente del nostro aspetto fisico ed è normale così, esclusi i maniaci chi è che va in giro a guardare e giudicare le sconosciute?
Lo sappiamo, dovremmo saperlo, eppure continuiamo a farci mille problemi e paranoie prima di andare non dico a un appuntamento con qualcuno che ci piace ma anche per uscire a fare la spesa sotto casa. Che senso ha?

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Accettarsi. Social vs realtà

Si parla sempre dei modelli sbagliati di femminilità sbandierati dalle modelle (vere o photoshoppate) sui magazine e troppo poco dei danni causati dal fenomeno della vita Pinterest, ovvero i miliardi di account di persone qualunque che presentano ogni giorno una quotidianità apparentemente perfetta, dove la manicure è sempre intonata alla tazza che è abbinata alle tende sullo sfondo di città italianissime ritagliate in modo da sembrare New York.
Sappiamo tutte di cosa sto parlando: profili che sbandierano un #justme dietro cui si nascondono come minimo due ore di trucco e parrucco e pazientissima composizione di oggetti di design – tutto per far apparire la ragazza di turno splendida splendente come Cenerentola quando si alza dal letto e gli uccellini la vestono. Tutto godibilissimo se lo vediamo per il gioco che è, ma potenzialmente distruttivo se ci mettiamo a fare un confronto con le occhiaie, i capelli a carciofo e le caviglie gonfie con cui noi, comuni mortali, ci svegliamo ogni mattina.
Profili che sembrano voler accendere l’insicurezza in noi che osserviamo ma che in realtà servono ad alimentare l’autostima e il narcisismo delle loro proprietarie (e anche a vendere vestiti, makeup e viaggi: ma questa è un’altra storia). Impariamo a guardarli per la divertente finzione che sono e non sprechiamo energie a invidiare o tentare di emulare una vita e un corpo che non sono il nostro.

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Accettarsi. Alla larga criticoni

Abbiamo avuto tutte l’amica bellissima che ogni giorno ci scassava l’anima chiedendoci se era troppo grassa solo per sentirsi rispondere: ma no, figurati, stai benissimo! E come se non bastasse scommetto che almeno una volta tutte siamo uscite con qualcuno che sosteneva di apprezzarci moltissimo, però certo se perdessi tre chili, se ti depilassi più spesso, se ti truccassi di meno saresti fantastica! Iniziamo a volerci bene stando alla larga da questi personaggi che chiaramente non hanno un rapporto decente con il loro corpo e cercano di estendere il loro problema anche a noi. Consigliamo all’amica un buon psicoterapeuta per le sue paturnie e mandiamo a quel paese chiunque voglia dirci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare con i nostri chili e i nostri peli superflui, perché là fuori ci sarà sempre qualcun altro a cui staremo benissimo così come siamo. E non dovremo sopportare la fatica di sentirci sbagliate o peggio ancora imbarcarci nella follia di cambiare per accontentare una persona che sicuramente non ci merita.

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Accettarsi. Vai all’essenza

Per finire, non rischiamo di dare troppa importanza a quello che in fondo è solo un oggetto transitorio e passibile di mille trasformazioni? Chi potendo tornare indietro non vorrebbe dire all’adolescente che è stata di farsi molte meno paranoie, perché era comunque bellissima?
Invece di rimpiangere il passato, rivolgiamo questo discorso alle donne che siamo oggi: andiamo pure in palestra, proviamo le diete più assurde, spendiamo allegramente i nostri soldi dall’estetista e in profumeria e facciamo tutto quello che ci può aiutare a sentirci meglio con noi stesse, ma non dimentichiamoci mai che alla fine va bene lo stesso.
Il nostro aspetto fisico non influisce sulle cose davvero importanti: non ci aiuterà a trovare l’amore – perché quello passerà sempre da un’altra strada – non ci farà volere più o meno bene dalle nostre amiche, non ci procurerà un lavoro dove impegnare le nostre vere qualità. Stare bene con il nostro corpo invece sì che ci farà essere più felici e questo mi pare l’unico obiettivo a cui vale la pena puntare.

 

Ps. L’immagine della copertina è uno scatto del progetto BodyLove della fotografa Silvana Denker.