Lasciate che vi presenti Flo Nuttall. Quando si parla di tatuaggio ornamentale l’estetica è tutto. La precisione del tratto, il modo in cui il disegno di adatta e si fonde con il corpo come se ne facesse parte da sempre, la naturalezza con cui tutti i diversi elementi si devono combinare per creare armonia, equilibrio, bellezza. L’artista che vi presentiamo oggi ha tutte queste qualità, una marea di followers su Instagram (oltre 96 mila) e una clientela che attraversa anche oceani per farsi tatuare da lei. Ma noi siamo più fortunati, perché Flo vive e lavora a Roma.
Cosebelle: Parlaci della tua relazione con i tatuaggi, quando hai iniziato a tatuare e quando ti sei fatta il primo tatuaggio?
Flo: Ho iniziato a tatuare circa 6 anni fa, sono stata fortunatissima e ho trovato subito lavoro come apprendista grazie ai miei lavori di pittura fatti all’Accademia di Belle Arti; il mio mentore mi disse di cominciare a tatuare i miei amici a casa, ma è stato tremendo e ho smesso. Fui licenziata perché non sapevo cosa fare/non mostravo interesse (ma in realtà ero davvero ingenua e inesperta in quel momento). Due anni dopo ho trovato il coraggio di cercare un altro posto da apprendista.
Il mio primo tatuaggio me lo sono fatto fare a circa 21 anni; ho cominciato abbastanza tardi, ma ho recuperato subito.
Hai studiato arte?
Sì, al college e ho studiato arte all’università, solo per amore dell’arte. Principalmente belle arti, pittura.
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Hai avuto difficoltà a trovare spazio in quanto tatuatrice in un ambiente che è sempre stato prevalentemente maschile? Hai trovato differenze tra l’Inghilterra e l’Italia da questo punto di vista?
Personalmente non ho alcun problema anche se qualche volta ho l’impressione che i clienti uomini non diano troppo ascolto quando si parla di consigli, ma questo potrebbe essere dovuto a me come persona, non unicamente in quanto donna, perché sono una persona molto riservata. Non mi sono mai sentita disprezzata come artista nell’ambiente, ma forse 15 anni fa sarebbe stata una storia completamente diversa. Sono grata alle artiste che mi hanno preceduta e che probabilmente hanno contribuito ad allontanare pregiudizi che avrei potuto subire io stessa oggi: senza di loro forse non sarei stata così accettata. In generale non mi piace definirmi come artista “donna”, perché a volte ha quasi un valore di differenziazione volontaria, che non mi piace. Un buon lavoro è un buon lavoro, non sono qui per vendere il mio genere. Tra l’Italia e l’Inghilterra su questo argomento non noto grandi differenze, in generale le persone sembrano essere felici che ci siano donne tatuatrici, qualunque sia il motivo.
Parlaci del tuo processo creativo. Come crei il disegno perfetto per ogni cliente? Cosa ti ispira?
L’ispirazione la prendo dai bellissimi libri che possiedo, da altri bravi artisti che producono lavori interessanti. Creo quello che posso basandomi sulla fiducia e su una buona descrizione di riferimento da parte del cliente. Lavoro da sola, non sono capace a lavorare sul design con qualcun altro, lo trovo stressante e mi crea confusione. Vado d’istinto con quello che ho provato e verificato negil anni. Trovo che spesso nelle arti creative bisogna essere un po’ egoisti per creare al meglio. La parte del design per quanto mi riguarda non è un lavoro di squadra, è il mio lavoro.
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Come descriveresti il tuo stile? Come si è evoluto col tempo?
Il mio stile si è evoluto nel tempo e ne sono molto felice – è principalmente ornamentale adesso, un mix tra geometrico e organico, mi piace il contrasto. Mi piace sperimentare con diversi tipi di tratti, a volte mi cimento con il dotwork. Una volta ero ossessionata dallo stile tradizionale, che continua ad essere il mio stile preferito nei tatuaggi, ma ho capito quasi subito che non mi riusciva per niente bene e ho smesso. È minimale, ogni linea ha il suo scopo e di solito è molto acceso, con colori ben bilanciati. È meraviglioso, io ne sono ricoperta.
Quali stili e artisti scegli per la tua pelle?
Adoro il tradizionale, il giapponese e ogni tanto del “neo traditional” anche se odio questo termine – adoro il colore, le cose accese, nette e strane, che contengano la personalità degli artisti; non voglio che riflettano me per niente, penso che sia molto noioso. Credo di avere addosso il lavoro di circa venti artisti, forse di più, non ricordo; amo i miei tatuaggi.
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In quanto donna con molti tatuaggi, trovi che la società guardi alle donne tatuate in modo diverso rispetto agli uomini?
Ripeto, non ho mai incontrato alcun problema perché mi trovo a vivere in una cultura piuttosto aperta nei confronti della body modification e ad espressioni come piercing e tatuaggi. Se provenissi da un posto molto piccolo e tradizionale, o magari dal Giappone, o da una cultura particolarmente religiosa la questione rispetto a quello che i tatuaggi rappresentano sarebbe molto differente.
Quello che mi capita più spesso è ricevere commenti e sguardi insistenti quando indosso abiti estivi; a volte mi dà fastidio ma ormai me lo aspetto. Di solito è solo gente annoiata in metropolitana. Può anche essere che le persone non siano ugualmente interessate agli uomini con molti tatuaggi, ma non penso sia necessariamente vero; credo però spesso le donne vengano fissate in generale, indipendentemente da quello che indossano, è così che fa la gente.
Flo Nuttall è inglese, attualmente vive e lavora a Roma (la trovate sia presso Swan Song Tattoo Shop che presso Psycho Tattoo Studio), ma viaggia spesso per convention e in generale come ospite di altri studi.
Su Instragram: @flonuttall
 
English version
Cosebelle: Tell us about your love affair with tattoos, when did you start tattooing and when you did you get your first tattoo?
Flo: I started tattooing around 6 years ago, I was incredibly lucky to find an apprenticeship immediately based off my art school paintings- my then mentor told me to start tattooing friends at home ,but this was awful so I stopped, I got fired for not knowing what to do/ showing interest ( but actually I was just totally naive and clueless at that stage). 2 years later I got the courage to look for an apprenticeship.
I think I got my first tattoo when I was around 21, quite a late starter, but I soon caught up.
Do you have a background in art?
Yes, I attended college and art school at university level all for the sake of art. Mainly fine art, painting.
Did you have a hard time finding your space as female tattoo artist in the tattoo industry which has always been predominantly male? Do you feel any difference between England and Italy on this matter?
I personally don’t have any problems though sometimes I feel male customers don’t listen to me as much when it comes to advise, but this could be for me as a person, not solely as a female as I’m quite quiet typically. I’ve never felt disregarded as an artist from the industry, maybe if it was 15 years ago would be incredibly different story. I’m grateful to those who have made it this far and most likely pushed away many prejudices I could be suffering today -without them maybe it wouldn’t be so accepted. In general I don’t like to separate myself as “female” artist as it sometimes has an almost novelty value that I really dislike. Good work is good work, I’m not here to sell my gender. Between Italy and England, on this topic, I don’t notice much difference, people generally seem happy about women tattooing, for whatever reason.
Tell us about your creative process. How do you create the perfect design for each client? What inspires you?
I’m inspired by great books that I have, good artists producing interesting work. I create what I can based on the trust and good reference description from the client. I work alone, I can’t co-design things, I find it stressful and confusing. I just go with my gut instinct of what I’ve tried and tested over the years. I find often with creative arts you have to be a little bit selfish to create your best. The design part for me is not a team effort, it’s my job.
How would you describe your style? How has it evolved over time?
My style has evolved over time which I’m happy about – it’s pretty ornamental now, mix of geometry and organic, I like the contrast. I like experimenting with different line work, trying dotwork sometimes.
I used to be obsessed with traditional work, it’s still my favourite style of tattoo, I just realized quite early on that I’m pretty bad at it and I stopped. It’s minimal, every line has a purpose and it is typically bright with well balanced colour. It’s marvelous. I am covered in them.
Which tattoo styles and artists do you chose for your own skin?
I love traditional, Japanese and occasionally some ‘neo traditional” though I hate that term so much – I love colour, something bright bold and weird, with the artists personality in it, I don’t want it to reflect me at all, I think that’s so boring.
I have maybe 20 artists work on me maybe more but I can’t remember, but I love my tattoos.
As a heavily tattooed woman yourself, do you feel society regards women with tattoos differently than men?
Again, I haven’t encountered any real problems as I’m in a culture which is pretty open to body modifications/ expression like piercings and tattoos – if I was from a very traditional, small place or in a Japanese or perhaps a very strong religious culture it would be totally different, in terms of what tattoos mean .
The most that happens is that if I wear summer clothes everyone just comments and stares which is annoying occasionally but to be expected also. Usually people just bored on the metro. It could be,  that people aren’t as interested in heavily tattooed men, but I don’t think that’s necessarily true- but I think women get stared at generally whatever they do or wear, it’s just how people operate.