La vita paragonata all’improvvisazione teatrale, questo il tema della scorsa Creative Mornings Rome. Ad intrattenerci e ispirarci è Deborah Fedrigucci, di professione improvvisatrice teatrale.

L’improvvisazione è un po’ l’estetica dell’imprevisto

Nell’improvvisazione in scena si recita senza testo o canovaccio, senza storia, senza personaggi, senza scenografie né costumi. Gli spettacoli nascono da un input dato dal pubblico e sono spettacoli irripetibili, perché anche con lo stesso input non esisterà mai la stessa storia ogni volta. Si va in scena confidando nella creatività del momento. Ogni battuta, ogni scambio con gli altri attori è una strada che cambia direzione ogni minuto e che può portare in mille storie diverse.

Non c’è nulla di scritto, né di programmato, esattamente come accade nella vita. Siamo tutti dei grandissimi improvvisatori, perché ogni giorno ci svegliamo e siamo pronti (più o meno) ad affrontare la nostra routine, ma ogni giorno è diverso, non è detto che tutto vada secondo i piani. La vita in un attimo cambia strada, ci dà un’altra occasione, un’altra possibilità (chi non ricorda il bellissimo film Sliding Doors?!?!).

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Deborah Fedrigucci Credit: Silvia Mussoni

L’improvvisazione è un vero salto nel vuoto: bisogna essere disponibili a modificare continuamente la nostra strada. Ma generalmente quando sentiamo di non saper gestire delle situazioni in cui pensiamo di non avere abbastanza competenze, ci tiriamo indietro, ci rifiutiamo perché rischiamo di fare una brutta figura. Ma usare le parole no non è solo un modo per difendersi, per non aprirsi all’altro, al nuovo, per rimanere sulle proprie posizioni, limitando però così le proprie possibilità di crescita, di sviluppo e di conoscenza.

Yes, and…

Questa frase, fondamentale nel mondo dell’improvvisazione teatrale, dovrebbe diventare un mantra nella nostra vita quotidiana. Dovremmo imparare ad accettare quello che ci viene dalla vita e dalle altre persone, perché tutto è importante, ogni occasione in cui ci troviamo può essere l’occasione giusta, perché non esiste l’occasione giusta a prescindere. Nella parola Yes è insita l’idea di accettazione, che si compone di due step fondamentali: il primo è l’ascolto, cioè saper ascoltare con attenzione la proposto che ci sta arrivando senza blocchi, paure o pregiudizi; il secondo è la sospensione del giudizio, non solo rispetto all’altro ma in primis rispetto a noi stessi. Alle volte è meglio agire e concedersi il lusso di sbagliare. Perché dagli errori si può solo imparare. E il processo di apprendimento deve necessariamente passare per degli errori.

Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better. (Samuel Beckett)

I bambini, al contrario di noi adulti, non hanno idea di cosa sia il rischio, non hanno paura del fallimento, non si giudicano per quello che non sanno fare. Loro valutano solo il lato esperienziale. Dovremmo tornare ad avere questo spirito, ad essere spericolatiBisogna avere fiducia in se stessi, nessuno di noi ha delle competenze infinite e complete, ognuno ha dei limiti, è normale ed è giusto così, però dobbiamo credere nelle nostre competenze, come basi solide per metterci in gioco e acquisirne delle altre. Se vogliamo andare avanti, dobbiamo necessariamente rischiare.

Se vuoi fare un passo in avanti, devi perdere l’equilibrio per un attimo. (Massimo Gramellini)

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Deborah Fedrigucci Credit: Silvia Mussoni

La prossima Creative Mornings Rome sarà giovedì 26 maggio presso la Casa del Cinema dentro Villa Borghese. Reality è il tema globale di maggio, i mattatori della mattinata saranno Marco Bersani e Luca Della Grotta di Chromatica, società di Visual Effects di Roma, realizzatori degli effetti visivi digitali del pluripremiato film Lo chiamavano Jeeg Robot. Per maggiori info cliccare sulla pagina facebook dell’evento e per iscriversi cliccare qui. Non potete mancare!