Da un po’ di tempo seguo su Instagram Petunia Ollister, la tipa che si è inventata #bookbreakfast, una foto quotidiana che immortala una colazione con annesso un libro e nella caption una citazione da suddetto libro. E li guardavo e dicevo belli. E ogni tanto, dato che anche a me piace – quando posso – fare colazione leggendo e dato che la colazione è uno dei miei momenti preferiti della giornata (spesso nessuno rompe, la giornata è tutta davanti, posso mangiare solo dolci e nessuno mi dice che non si fa a parte quelli che si spalmano l’avocado sul pane) ho provato a fare qualche scatto proprio per il gusto di immortalare quel momento che certe volte è così perfetto e invece poi l’intera giornata finisce per fare schifo. Spesso veniva fuori una foto buia, il muesli era brutto e la tovaglietta era spesso sempre la stessa o c’aveva la macchia di marmellata.

E quindi scorrendo il suo Instagram la domanda era, o meglio, le domande erano più o meno queste.

Era un’urgenza, una necessità. Poi uno dice che Twitter non serve, che non crescono gli utenti, che quasi tutti sono muti e stanno lì a vegetare. Invece Twitter è bello e serve a sapere un sacco di cose e a parlare con un sacco di gente.

Petunia Ollister, infatti, rispose.

«L’amore mi tormenta come se fosse dolore»

Una foto pubblicata da petunia ollister (@petuniaollister) in data:

Come è nato #bookbreakfast?
Una mattina hai un ufficio, il giorno dopo devi organizzarti per lavorare da casa: precariato e colazione lenta. 

Quando hai iniziato?
Ho iniziato a gennaio del 2015 per puro caso. Ho sintetizzato nelle mie foto la mia compulsione all’ordine, liberandomene nella vita quotidiana. 

È pesante farlo ogni giorno?
Le colazioni sono il mio giardinetto zen con cui abbatto l’ansia in dieci minuti. Quindi no, non mi pesa farle.

Cosa facevi prima?
Petunia Ollister si è fagocitata la mia personalità anagrafica, quella che si è occupata per una vita di conservazione dei beni culturali e poi da un giorno all’altro si è trovata più o meno con un lavoro di fortuna. Ho 40 anni, venti dei quali passati a lavorare letteralmente nei sottoscala dell’editoria (gli archivi stanno dal piano – 1 in giù).

Quanto leggi?
Leggo molto e soprattutto di notte, complice anche l’insonnia, di cui soffro dal 2003. Quando mi sveglio faccio foto e mangio.

Quanto mangi a colazione?
In realtà la colazione mangio quasi soltanto in questo momento, quindi un po’.

Dolce o salata?
La mia colazione preferita è sicuramente salata, direi un pezzo di sardeinara, una pizza rossa con capperi, olive e acciughe tipica del Ponente ligure.

Quante tovagliette hai?
Ho circa 10 tovaglie e una 50ina di pezzi di stoffa con cui poi scatto.

Quante stoviglie hai?
Tra piatti e tazze una settantina.

Smartphone o reflex?
iPhone 6S. È un progetto nato per Instagram per cui rimango fedele allo smartphone.

Come scegli le citazioni dei libri?
Essenzialmente in base all’umore.

Qual è il tuo libro preferito?
Varia di settimana in settimana – quello di questa è Elisa Casseri, Teoria idraulica delle famiglie edito da Elliot – ma molto più probabilmente non è ancora stato scritto.

Mi dispiace per la tua insonnia. Facciamo una colazione insieme una volta?
Ma molto molto volentieri!

Una cosabella.
Invitare gli amici per lunghe e conviviali cene casalinghe.

 

Educazione sentimentale.

Una foto pubblicata da petunia ollister (@petuniaollister) in data:

L’egoismo è inutile lo trovate anche su questo Leggere Leggero.