Vi abbiamo lasciati, due settimane fa, con le palpitazioni già incontenibili per il Primavera Sound 2016 e con un disco bello peso. A meno di un mese dal volo per Barcellona, in redazione siamo in pieno clima(x) festivaliero e prossime alla trance agonistica da headbanging. E infatti, lasciando Londra per San Francisco, continuiamo a prepararci al #primaverabello*, stavolta in compagnia di un un borseggiatore emotivo: Ty Segall.

Ty Segall nel 2016

Un nuovo album per Ty Segall & The Muggers: Emotional Mugger

Nel mega-recap da cartellone del Primavera Sound non potevamo mica lasciare indietro Emotional Mugger, l’ultimo album di Ty Segall.
Ty Segall dev’essere stato uno di quei bambinetti iperattivi, di quelli che oggi si rimbambirebbero imbottendoli di Ritalin. Si capisce dalla sua bulimia creativa, quella che gli fa sfornare dischi a ritmo vorticoso. Che qualche volta ci scappa il capolavoro, e qualche volta… beh, oddio, mica tanto.
E stavolta? Eh, stavolta gli (e ci) è andata bene. Ok, c’è da premettere che il Ty Segall di Emotional Mugger è sempre più weirdo, sempre più sghembo. Ma non alla maniera Beck, più che altro in quel modo tutto suo di starsene in bilico su un filo di pazzia a strapiombo sull’America. Due anni fa, vi ricordate?, ci aveva spettinati con un discone mozzafiato, Manipulator, di quelli in cui un pezzo killer macina l’altro. Nel 2016 Ty Segall continua a indossare maschere. Lo fa live e sulle copertine dei suoi dischi. Stavolta, con Emotional Mugger, si fa fare strada da un bambolotto inquietante, una specie di Cicciobello creepy hackerato da Dario Argento. Voi siete pediofobici? Noi no, ma la cover di Emotional Mugger non è di quelle che fanno dormire sonni tranquillissimi.

Ty Segall's Emotional Mugger cover

La rassicurante copertina di Emotional Mugger. Magari meglio non ascoltare questo disco subito prima di andare a dormire.

Emotional Mugger: dal rock’n’roll al garage, passando per il noise

Un po’ è una posa, ma guai a farsi sfiorare dal dubbio che Ty Segall sia un poser. Lo capisci da come sguazza nel noise saltando di palo in frasca rimanendo però sempre aggrappato a un’estetica garage che lèvati. Tanto era centrato Manipulator, quanto Emotional Mugger è un brodo primordiale di istinti.
Più audace di Kurt Vile, meno innocuo di Mac Demarco, Ty Segall per certi versi si è trovato la strada spianata da gente come Beck e Jack White. Ma è una strada dalla quale ha deviato da un pezzo, smarrendosi tra oscuri riff e raccapriccianti alienazioni da circo dei Freaks. Zero titubanza, anche quando sembra ritornare al rock’n’roll più rassicurante (si fa per dire) di Manipulator, come in Candy Sam. «I wanted to be my Uncle Sam», dice.

Ty Segall live

Ty Segall : Bianconiglio = Primavera Sound 2016 : Paese delle Meraviglie

La verità è che Ty Segall è un vero furbacchione. In qualità di borseggiatore emotivo (Emotional Mugger/Leopard Priestess) il Bianconiglio che ti porta nella sua tana ti dà e in cambio ti deruba. Del resto, voi vi fidereste di qualcuno che si autodefinisce un manipolatore e indossa una maschera?
Noi siamo disposte a rischiare. Il Parc del Fòrum è un po’ il Paese delle Meraviglie e il gioco vale la candela. Siamo giovani, ancora ce la sentiamo di arrischiarci con l’headbanging selvaggio rischiando la cervicale.
«Let’s ride, alright».

 

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