Nel 1842, Friedrich Hermann Rötschke divenne proprietario terriero di un’ampia zona naturale a Kromlau, nella regione sassone della Lusazia. Immediatamente si preoccupò di riqualificare il territorio, realizzando una riserva naturale oggi conosciuta come Kromlauer Park o come Parco dei Rododendri e delle Azalee, colorato e spettacolare in ogni stagione, accessibile 24 ore su 24 ogni giorno dell’anno.

© Thomas Mueller

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Per poter attraversare il lago che ne fa parte, Rötschke progettò un ponte, in pietra, senza corrimano, da attraversare a piedi, che si sposasse perfettamente con il paesaggio circostante, come a far parte di un luogo fatato. Dieci anni dopo si potè “passeggiare” per la prima volta lungo il Rakotzbrücke – cosa, oggi, proibita. La sua bellezza e la sua originalità stanno nel fatto che l’arco, specchiandosi nelle acque sottostanti, riesce a creare un cerchio perfetto.

© Robert Hfner

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Così tanto perfetto che sembra impossibile sia stato un uomo a costruirlo, con al sua mente limitata e la sua mano imperfetta. Deve averlo aiutato il diavolo, per forza. E così, come molti altri ponti in giro per il mondo, anche questo è conosciuto come il Ponte del Diavolo. Anche la sua struttura ha dato una mano, con le molte colonne ottagonali di basalto sottile che lo fiancheggiano sia a destra che a sinistra, e prende il nome di Basaltkirche (“chiesa di basalto) o di Dom (“cattedrale”).
Un ponte magico, sicuramente.

© Jacob McPherson

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