Che sia il vostro primo approccio con l’Islanda oppure l’addio all’isola, Reykjavík è una città tanto colorata e viva quanto a misura d’uomo (130 mila abitanti su un totale di circa 300 mila in tutta l’isola). Bastano infatti appena un paio di giorni per girare con calma la città e godersi le poche attrazioni che offre. Ma cosa c’è da vedere, fare e mangiare in città? Innanzitutto se siete arrivati in auto, parcheggiatela: non vi servirà perché qualsiasi meta vogliate raggiungere potrete farlo a piedi e non ci metterete più di 15 minuti. Curiosate tra le vie di case colorate, cercate le centinaia di opere di street art in costante cambiamento, salite in cima alla Hallgrimskirkja – una perla dell’architettura più che una chiesa- e fatevi guidare dal desiderio di scoprire come si vive così a Nord.

Dove dormire

Primo consiglio: prenotate con un po’ di anticipo. Per lo stupore (e non grande gioia) degli islandesi, l’intera isola ma soprattutto Reykjavík stanno diventando mete più turistiche rispetto a qualche anno fa. Il caro, affidabile Airbnb vi assicurerà una stanza o un appartamento in una posizione centrale (nei dintorni del lago Tjörnin o nella zona del porto) da cui muovervi a piedi. Se invece siete sostenitori dell’esperienza in ostello, dove conoscere altri viaggiatori con cui scambiare consigli e storie di viaggio, non rimarrete delusi. In città ci sono almeno due ottimi ostelli: Kex Hostel e Reykjavík Bus Hostel. Il primo, letteralmente fronte fiordo, è un’ex fabbrica di biscotti riqualificata che lascia senza parole non appena varcata la porta d’ingresso. Dimenticate quello che sapete sugli ostelli, questa è la nuova generazione dell’accoglienza per giovani (ma non solo). E’ contemporaneamente ostello, gastropub con colazione a buffet ogni mattina (aperto anche per chi non pernotta!), birreria, sala lettura con servizio di book exchange e locale per concerti. Il Bus Hostel, appena più lontano dal centro, ha l’obiettivo di essere un ostello green e di usare unicamente prodotti fair trade. E’ conosciuto per una curiosa ragione: qui potete “ammirare” un hamburger vecchio 7 anni. Ma questa è un’altra storia che vi spiegherò tra poco.

Harpa Concert Hall

L’Harpa è un luogo che ti ruba il cuore non appena lo osservi per la prima volta: magnetico e cangiante, si erige in tutto il suo splendore a ridosso del porto e proprio di fronte al fiordo. Imponente eppure in sintonia con lo spirito innovativo della città, la struttura è stata inaugurata nel 2011 dopo vari anni di tentennamenti: doveva includere un grande complesso con hotel, appartamenti di lusso, ristoranti e negozi ma il progetto è stato ridotto a causa della crisi iniziata nel 2008. Harpa è la destinazione per concerti, conferenze e importanti eventi della capitale, tuttavia per i turisti rimane un’attrazione grazie alla struttura geometrica in vetro e acciaio che riflette la luce e regala giochi di colore sempre diversi.

La zona del vecchio porto

Affascinante e colorata, la zona del vecchio porto è il luogo dove andare se il vostro desiderio è imbarcarvi per un’escursione in mare alla ricerca delle balene. Le compagnie che organizzano questi tour si trovano tutte lungo il Whale Watching Boulevard, insieme ad altri organizzatori di tour come l’avvistamento dei meravigliosi puffin o il giro di Reykjavik in bicicletta.

Spesso molto ventosa, è comunque un’ottima zona per una passeggiata vicino al mare che può terminare con un pranzo o una cena in uno dei molti ristoranti e locali aperti in vecchi magazzini dei pescatori.

Eat like a local

A Reykjavík le trappole per turisti sono davvero pochissime: l’unico Mc Donald’s ha chiuso nel 2009 a causa della crisi finanziaria (e comunque non aveva un grande successo tra gli islandesi), e l’ultimo hamburger venduto è tuttora in esposizione – ancora orribilmente intatto – al Bus Hostel. L’Islanda può essere un paese per vegetariani (e vegani)? Difficile. Un semplice giro al supermercato chiarisce che frutta e verdura sono quasi tutte importate e la varietà non è quella a cui siamo abituati in Italia. Inoltre, siamo su un’isola che storicamente si è sempre nutrita del risultato della pesca: balene, aragoste, eglefino e merluzzo. Gli hamburger però non mancano e se proprio non potete farne a meno dirigetevi verso The Burgerjoint nella zona del vecchio porto. Stessa zona, altri due ristoranti tra cui scegliere: The Sea Baron (Sægreifinn) e Icelandic Fish & Chips. Il primo è un’istituzione in città, un posto modesto ma ormai leggendario dove andare a mangiare un’ottima zuppa di aragosta e dei super spiedini di pesce (salmone, capesante, etc) o carne di balena grigliata. Il secondo invece è più di un semplice fish&chips all’inglese, dato che il tipo di pesce cambia giornalmente e i contorni e le salse sono originali e deliziosi.

Imperdibile: dichiarato The best hot dog stand in Europe, meritano un assaggio gli hot dog venduti al chiosco Bæjarins Beztu Pylsuruna piccola catena islandese. 

Quattro negozi dove fare shopping

Non aspettatevi larghe strade in stile Oxford Street con orde di turisti in fermento. La strada principale dello shopping a Reykjavík è Laugavegur e somiglia più ad una calma via di un città di provincia in cui non sono ancora approdati i marchi del fast fashion. Se volete tornare a casa con qualcosa di davvero tipico, i tipici maglioni in lana di pecora sono quello che cercate: incredibilmente caldi ed impermeabili, sono prodotti localmente e venduti in quasi tutti i negozi del centro ma il migliore è sicuramente HandprjónasambandiðLa meta per chi invece vuole conoscere i designer locali è Kiosk, un delizioso negozio gestito da 8 designer di abbigliamento e accessori islandesi. In una delle case in legno più antiche della città trova spazio Kraum, il negozio dove trovare oggetti di design islandese. Ultimo ma non meno importante, Foa è il mio posto preferito: un grazioso negozio dove acquistare souvenir che non ti fanno sentire un turista che ha appena speso dei soldi in cineserie uguali a tante altre. Da Foa trovi illustrazioni originali, piccoli oggetti in legno o in lana che ti ricorderanno per sempre il tuo viaggio in questa terra pazzesca.


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