Vorrei potervi spiegare l’impatto che Insunsit ha avuto il giorno in cui sono finita per caso sul suo shop online, ma ci proverò con un trucchetto degno del Leonardo di Caprio in Titanic: “Vi fidate di me?”
Chiudete gli occhi per un intero minuto e pensate alla bella stagione, ai prati di fiori selvatici coloratissimi che sbucano tutti insieme all’improvviso, quando ancora non hai avuto il coraggio di fare il cambio d’armadio. Immaginate i colori resi saturi dal sole caldo, una brezza leggera che scompiglia i capelli, la sensazione di libertà del sabato mattina e del pranzo fuori, seduti all’aperto. Oramai avrete riaperto gli occhi, ma vi sembrerà di riavere il campo di fiori ancora davanti agli occhi, solo che questa volta saranno le illustrazioni magnifiche di Giulia che in Insunsit, il suo progetto di illustrazione e autoproduzione, che Giulia stessa ci racconta in questa intervista.

papaveri rossi spille insunsit

Giulai disegnatrice insunsit ritratto

Cosebelle Magazine: In dialetto mantovano Insunsit significa “da nessuna parte”. Come mai la scelta di questo nome, cosa rappresenta per te?
Giulia: Appena conosciuti, io e il mio compagno, abbiamo per mesi riso (e continuiamo a farlo) confrontando i nostri dialetti, il mio veronese e il suo mantovano. Ma la parola che mi ha fatto più ridere di tutte è stata proprio Insunsit (la pronuncia esatta è con la Ü). Mi ha subito colpito il fatto che in questo loro dialetto esista un termine che indichi un posto imprecisato che mi ha subito evocato luoghi misteriosi e indefiniti. E per me significa proprio questo: Insunsit è un progetto che non ha confini, che nasconde prospettive impreviste e che è in continuo divenire, in costante ricerca e senza pregiudizi.

Insunsit è puro “artigianato illustrato” che unisce il tuo tratto a oggetti fatti a mano (spille e ciondoli) e tessuti. Come è nata l’idea di coniugare questi due mondi? Ricordi ancora il primo “pezzo” in assoluto che hai creato, la prima prova?
Ho sempre amato disegnare, sebbene per molti anni non ho coltivato questa passione. Poi ho ricominciato ed è stata una sorta di rivelazione: continuando ad esercitarmi mi rendo conto che il disegno è una maniera bellissima di esplorare il mondo e i suoi dettagli. Non mi considero un’illustratrice ma una disegnatrice, ho perciò pensato che fare di questi singoli disegni degli oggetti potesse dare vita alle illustrazioni stesse facendole emergere dal foglio, trasformandole in oggetti 3D e tessuti. Il primo pezzo di Insunsit? Delle linoleografie.

pettirosso insunsit spilla ciondoli floreali insunsit

Nei tuoi lavori trionfano fiori colorati, uccelletti e farfalle: cosa ti attrae delle forme della natura, perché sono diventate elemento ricorrente?
Credo che il mondo sia incredibile, ricco di particolari e stimoli che ognuno di noi, a modo suo, rende propri.
Ciascuno poi possiede un suo gusto per “l’esotico”, il mio è orientato verso l’Europa dell’Est (adoro e colleziono matrioske), densa di una cultura figurativa ricca di elementi naturali declinati in maniera decorativa.
Penso sia anche questa mia fascinazione a spingermi verso un approfondimento di certe forme della natura. Ma la ricerca è continua, quindi tengo gli occhi sempre aperti!

Come nasce una tua creazione? Cosa non può mancare nel tuo workspace?
Dopo moltissimo tempo speso a sperimentare tecniche, creare prototipi, scegliere, scremare, modificare (avvalendomi soprattutto dei feedback delle persone e delle variabili della lavorazione), mi sono soffermata su questo tipo di prodotti. Ognuno di loro parte da un disegno iniziale, tracciato a matita e poi ripassato a pennarello e penne; questo viene poi scansionato e sistemato digitalmente e diventa così l’immagine di base che utilizzo come maschera per le lavorazioni in legno e/o uno dei moduli dei pattern che coloro e assemblo sempre in digitale. Matita e quadernetto sono sempre con me, persino quando esco: è grazie a loro che ha vita tutto!

pattern insunsit cactus

A inizio marzo hai annunciato sulla tua pagina Facebook che Insunsit è diventato il tuo lavoro principale. Cosa vuol dire per una donna scommettere su una idea e lanciare un proprio progetto in autonomia? Qual è la parte migliore dell’essere una lavoratrice in proprio?
Hai ragione, è proprio una scommessa. D’altronde se il tuo pensiero torna sempre al tuo progetto, se spendi con lui la maggior parte del tuo tempo, se lavorarvi ti dà gioia e soddisfazione, perché non provare a renderlo la tua professione?
Laureata in Storia dell’Arte, ho svolto moltissimi lavori, ho amato moltissimo essere libraia. Però, se ogni particella di te ti spinge a muovere il cervello e le mani e creare qualcosa, penso sia necessario ascoltarsi, rimboccarsi le mani e investire su di sé.
Credo che, rispetto a pochissimi anni fa, l’Italia sia pronta ad accogliere il mondo dei crafter, dei designer indipendenti, dei nuovi artigiani: gli eventi dedicati si moltiplicano, così come i blog e le piattaforme di vendita on line. È una scommessa che dobbiamo fare in tanti per renderla sempre più realtà: se ciò che facciamo diventa la nostra professione non facciamo che elevarla e renderla più credibile agli occhi degli scettici (no, non sono “lavoretti”!). Fondamentali per me sono le collaborazioni, come quella con la mitica Isabo’, che offrono la possibilità di confrontarsi, di unire e condividere saperi e abilità, personalità e maniere di vedere il mondo: arricchiscono e aiutano a crescere.

E per chiudere la nostra domanda di rito: una Cosabella per te?
Avere la possibilità di fare ciò che faccio, di conoscere persone bellissime e di sentirsi ogni giorno più vivi. E, dimenticavo, la pizza!

Potete acquistare le creazioni Insunsit nello shop ufficiale su A Little Market.
Insunsit è anche su Facebook | Instagram | Tumblr