Sono diventata insegnante di yoga non sapendo che quello che volevo fare era in realtà insegnare. Stavo cercando risposte, soluzioni, comprensioni verso me stessa e un mondo che mi affascinava ma che non riuscivo a comprendere totalmente. Lo yoga si è rivelato in tutta la sua potenza come una pratica, un metodo, uno strumento, per scoprirmi e di conseguenza poi il poterlo far conoscere anche ad altre persone è stata una cosa bellissima.

sequenza alla luna

Ma perché fare yoga?

Cosa sono queste forme che costruiamo col corpo? Le Asana (le posture) sono come un vestito che ci si cuce addosso. Vanno vissute, bilanciate, comprese e conquistate. Ognuno nel proprio corpo, nel proprio trascorso, affronta la pratica con un suo bagaglio personale, i traguardi, gli obiettivi non hanno una scadenza, ma diventano un percorso di crescita che permette al praticante di guardarsi dal “di fuori” per accedere al “di dentro”, per conoscersi e accettarsi in tutte le imperfezioni e i limiti che lo rendono unico e per raggiungere una nuova consapevolezza del sé. Nato in India e praticato per millenni esclusivamente da uomini (alle donne era vietato), lo yoga una volta sbarcato in occidente verso gli anni ‘80 “conquista” nella figura della donna la sua “immagine” di rilievo. Lo yoga sembra trasformarsi in una pratica esclusiva per donne, etichettato come un qualcosa per rilassarsi, per togliere lo stress, per trovare la pace. C’è ovviamente del vero, quando pratichiamo agiamo non solo sui muscoli, in un equilibrata contrapposizione di forza/rilassamento, ma in parallelo sul sistema nervoso permettendoci di conquistare una duttilità mentale e fisica che chi non pratica non ha.

Quando gli uomini dicono “ma non è roba da donne?” Cosa vogliono dire?

Per fortuna ci pensa il primo ministro canadese Trudeau a mostrare che non è così. Cos’è cambiato dall’antichità ad oggi? Cosa fa credere che la pratica yoga sia qualcosa di femminile? Forse sono ancora i danni collaterali di Jean Fonda e la sua aerobica che ha invaso gli anni ’80 con tutine e scaldamuscoli plagiando poi nell’avvenire anche lo stile di chi pratica altre discipline? Nella modernità del fashion yoga, yoga in sauna, power yoga, yoga in autobus, yoga della birra, yoga disco ecc. cosa scegliere? Insomma, mettete davanti ad ogni parola il termine yoga e diventerà una “moda”. Tutti ne parlano anche se non lo conoscono né lo praticano. Ridurlo a una dicitura, etichettarlo, non fa altro che impoverire e rendere sterile questa disciplina millenaria tramandata nel corso dei secoli ma anche tradotta e rivestita di nuovi significati nel contemporaneo (a questo proposito è molto interessante il libro di Yoga, fra storia, salute e mercato di Federico Squarcini e Luca Mori Ed. Carocci).

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Oggi sappiamo cosa vuol dire davvero yoga? Ed è proprio per tutti?

Perché rimanere nell’immobilità di forme, talvolta assurde, scomode, difficili, faticose? Perché “imparare” a respirare?
In questo spazio cercherò di farvi da piccola guida per accompagnarvi, passo dopo passo, in questo universo di forme, elementi e simbologie – perché è solo partendo dal corpo e dalla sua conoscenza che potremo poi immergerci in altri “mondi” – con le sue esecuzione e benefici. Le posture raggiunte col corpo ci insegnano molte cose di noi stessi senza che ce ne rendiamo conto, proprio perché il corpo (corpo intenso come persona nella sua totalità) ha una sua intelligenza e memoria che abbiamo dimenticato di ascoltare e osservare sommersi dai ritmi frenetici della contemporaneità. Ecco che la pratica ci insegna a fermarci e ad osservarci. Ogni volta ci stupiremo delle nostre potenzialità, dei nostri limiti, delle caratteristiche non solo fisiche ma anche caratteriali che magari non conoscevamo o davamo per scontate. Sul tappetino ci troviamo costantemente di fronte ai nostri problemi, debolezze e forze, le Asana diventano  complicate o semplici a seconda di come le viviamo e proprio in quei pochi minuti di immobilità, li si manifestano le nostre peculiarità: come affrontiamo i problemi della nostra vita? Come reagiamo alle difficoltà? Quali sono le nostre strategie? Siamo consapevoli del nostro corpo? E la mente quanto ci governa? Sembrerà assurdo ma tutti questi stati d’animo, modi di essere, di agire, anche fuori dalla pratica vengono a galla mentre facciamo yoga e ci “costringono” a guardarci con una piccola lente di ingrandimento con un atteggiamento propositivo, di accettazione e assenza di giudizio che placherà anche gli animi più competitivi. Mi piace considerare la pratica sul tappetino come un momento di sperimentazione personale, un laboratorio in cui ci concediamo il “lusso” di fare pratica, di sbagliare senza essere giudicati, di renderci armonici col tutto.

Cosebelle ospiterà una nuova rubrica completamente dedicata allo yoga e ai suoi benefici. Vi aspetto con la primissima puntata dove faremo la conoscenza dell’elemento Terra!

 

Associaizone Le Colibrì-il direttivo

Cristina, oltre alla passione per il teatro che trasferisce anche in Cosebelle, porta la cultura della pratica yoga in una realtà più ampia. Insieme ad altre due ragazze, Elisa e Sara, ha fondato Le Colibrì-Equilibri Creativi. Tre anime distinte ma complementari: l’attenzione e la scoperta del corpo attraverso lo yoga, conoscersi attraverso gli strumenti della naturopatia e l’alimentazione con laboratori di cucina vegan e liberare la parte più istintiva e artistica attraverso laboratori di creatività. Le Colibrì nascono nei Colli Euganei, ma se volete seguire le loro attività lo potete fare anche solo virtualmente su FB o sul sito Le Colibrì!