Viaggiare da sola e sentirsi sicura mentre cammini per strada, sali sui mezzi o vai a cena ti fa rende istantaneamente libera, indipendente e forte. E’ una sensazione che tutti, uomini e donne, dovrebbero poter provare una volta nella vita sia che si trovino in Europa, America, Africa o Asia. Viaggiare in solitaria è un’esperienza che, a detta di chi non riesce ad uscire da questo tunnel, ti conquista e ti fa conoscere te stesso, ti rende più consapevole e coraggioso ma ti aiuta anche a prevedere i pericoli e capire con un certo anticipo quali situazioni evitare.

Poche settimane fa due ragazze argentine in viaggio in Sud America si sono trovare in una situazione comune a molti backpackers: hanno finito i soldi. Chiedendo aiuto in giro hanno accettato l’ospitalità di due uomini. Prima dell’alba i loro corpi, stuprati e massacrati, erano già stati abbandonati dentro a dei sacchi della spazzatura. La loro triste storia, raccontata da Guadalupe Acosta ha fatto il giro del mondo in pochi giorni, facendo emergere opinioni contrastanti riguardo la sicurezza delle donne in viaggio. Si sono moltiplicati i cori di voci che pensano che i genitori delle tante ventenni che stanno vivendo e viaggiando fuori dai confini del proprio Paese siano dei pazzi scriteriati che dovrebbero riportarle a casa, così come abbiamo letto tanti, troppi “Chissà come andavano in giro vestite” e “Li avranno provocati per poi tirarsi indietro”.

“Per me viaggiare significa anche sentirmi al sicuro o crearmi delle situazioni che possano farmi evitare situazione di pericolo” (Giulia Raciti)

“Stai attenta” è una frase che noi donne siamo abituate a sentirci dire da genitori e amici molto più spesso dei nostri fratelli o fidanzati. Tuttavia essere un uomo o viaggiare in compagnia di un esponente del “sesso forte” spesso non serve per essere immuni dai pericoli di alcuni Paesi: venire derubati per strada o in ostello, essere inseguiti di notte o truffati. A volte si tratta del caso, spesso dipende dalle precauzioni che una persona decide di prendere e dalla diversa consapevolezza dei pericoli che le persone hanno.

E’ vero che ci sono Paesi in cui le donne devono fare attenzione a come si vestono, a chi rivolgono uno sguardo o a dove camminano. E’ innegabile che viaggiare in solitaria in questi Paesi richieda prudenza, esperienza e sotto certi aspetti anche approfondimento e studio della cultura. Tuttavia la consapevolezza che alcuni rischi sono parte del viaggio deve rimanere sempre ben chiara nella mente di qualsiasi viaggiatore, uomo o donna, in solitaria o in gruppo, per non sottovalutare mai nessuna eventualità.

Tutte noi della redazione di Cosebelle amiamo viaggiare e meravigliarci di fronte a nuovi colori e paesaggi. Non accettiamo però che la paura blocchi la decisione di partire e di scoprire nuove mete, perciò ci siamo fatte raccontare da tre viaggiatrici instancabili che leggiamo, (in)seguiamo e ammiriamo quotidianamente la loro opinione sulla sicurezza durante un viaggio in solitaria.

Valentina Miozzo in Senegal

Valentina Miozzo di Viaggiare Libera in Senegal

Mescolarsi tra i locali rispettando la cultura del Paese che ci ospita

Quando si viaggia da soli si è più vigili, per forza. Bisogna esserlo. E anche se non ci piace dirlo e sentircelo dire… una donna che viaggia da sola, soprattutto in alcuni paesi deve essere più attenta di un uomo. Ho sempre viaggiato da sola: in Asia mi sono sentita sempre molto rilassata, in Africa sentivo il rischio di essere derubata senza accorgermene ma non ho mai sentito il pericolo di essere aggredita, in Sud America invece ho avuto qualche brutta esperienza. E’ bene informarsi sui quartieri da evitare, spesso sono indicati nelle guide. Io avrei potuto evitare una rapina con coltello in centro a Quito se avessi letto i consigli nella Lonely Planet! In Sud America alle donne in viaggio da sole consiglio di non girare la sera e di rientrare in ostello al calar del sole. In Asia invece mi godevo tranquillamente anche le serate. Nei paesi musulmani è bene curare l’abbigliamento: un ginocchio viene visto molto diversamente rispetto alla nostra cultura. E’ meglio evitare di mostrare smartphone, tablet o macchine fotografiche costose: nei luoghi dove questi oggetti sono in contrasto con le condizioni di vita locali, potrebbero attrarre malintenzionati. Infine… la camminata: camminate come se viveste in quel luogo da mesi, sguardo alto e sicuro! 

[Valentina Miozzo, Viaggiare Libera. Valentina in passato ha scritto anche per Cosebelle, tutti i suoi post si trovano qui]

travel-solo-viaggiare-soli-francesca-di-pietro

Francesca Di Pietro di Viaggiare da soli

Viaggiare da sola con prudenza, sesto senso e responsabilità

“Gli omicidi accadono ovunque, ogni giorno, ma a volte le vittime vengono colpevolizzate perché secondo alcune persone ci sono comportamenti che giustificano o suggeriscono alcune reazioni. Le due ragazze argentine non erano sole, erano in due: una donna non è sola se è senza un uomo e non si sente tale. Chiedere ospitalità per un viaggiatore è una cosa normale, è l’essenza del viaggio, solo che forse a volte non si riesce a far valere il sesto senso o non si hanno gli strumenti per prevedere alcune reazioni. Per una donna o per un uomo, il pericolo in un viaggio è lo stesso che percorrere l’autostrada o attraversare la strada di notte, le cose accadono. Bisogna cercare di essere prudenti, non usare mai droghe o sostanze stupefacenti quando si viaggia, di avere un abbigliamento poco provocante, ma non si può smettere di di fidarsi del prossimo. Questa notizia sta facendo molto rumore, come è giusto che sia, ma io potrei elencarvi mille casi che conosco, me per prima, di viaggiatrici ospitate ed aiutate dai locali. Focalizziamoci anche sulle cose belle con la stessa intensità”

[Francesca Di Pietro, Viaggiare da soli]

donne viaggiare da sole sicurezza

Giulia Raciti di Viaggiare Low Cost in Etiopia

Non avere paura ma riconoscere ed evitare situazioni potenzialmente pericolose

“Viaggiare da sole in quanto donne probabilmente richiede in alcune parti del mondo delle accortezze che non si avrebbero altrove. Credo che questo sia un dato di fatto, la donna comunque si interfaccia al mondo in maniera differente, e credo meno spavalda, rispetto un uomo. Dove per motivi religiosi, dove per motivi sociali o culturali, la donna è comunque vista come debole o, nel peggiore dei casi, come succube. Questo però non mi ha mai fermata dal viaggiare in certi paesi, evitando accuratamente quelli in cui sapevo o credevo potessi essere in pericolo o dove non mi sarei sentita a mio agio, perchè per me viaggiare significa anche sentirmi al sicuro o crearmi delle situazioni che possano farmi evitare situazione di pericolo, avendo ben chiaro cosa potevo e cosa non potevo fare, tenendo sempre in mente che non viaggiavo nel mio Paese e che prima di espormi come farei in Europa, dovevo capire i limiti del cosa si e del cosa no.

Per quanto alcuni fatti di cronaca poco felici abbiano portato alla luce le “difficoltà” a volte dell’essere donna in viaggio da sola, devo anche dire che in 10 anni di viaggi da sola in giro per il mondo, e di donne che viaggiano da sole ne ho conosciute a migliaia, credo questi eventi possano essere dei casi che non confermano la regola e che non credo fermeranno il viaggio in solitaria. Questo è vero per le donne come per gli uomini.”

[Giulia Raciti di Viaggiare Low Cost]