Esce oggi in Italia “Veloce come il vento”, l’ultimo film di Matteo Rovere con Stefano Accorsi e la giovanissima Matilda De Angelis.

Veloce come il vento è un film di genere, è vero, sulle corse automobilistiche, ma non solo. È un film che racconta una storia italiana, un’epopea famigliare fatta di abbandoni, difficoltà, eccessi, forza d’animo, sconfitte e vittorie. Attraverso la storia della famiglia De Martino questo film ci porta ad affacciarci su una realtà italiana molto diffusa ma poco conosciuta, quella delle scuderie a gestione familiare che gareggiano nei campionati GT. (Molti) uomini e (poche) donne che insieme alle loro famiglie mettono in gioco la vita sfrecciando in pista con i loro bolidi, giocandosi nei minuti di gara, di settimana in settimana, il duro lavoro di mesi, di anni, a volte di una vita intera.

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“Nostro Signore del sangue che corre nel buio delle vene, reggi il mio braccio sul volante, regola la forza dei miei piedi sull’acceleratore e freno. Proteggimi, e fa’ che niente mi accada”

Questa è la preghiera di Giulia De Martino, la giovanissima pilota protagonista del film, che si ritrova sola dopo l’improvvisa morte del padre – e già abbandonata dalla madre – con una casa da salvare, un fratellino da accudire e un fratello maggiore tossico che rientra prepotentemente nella sua vita dopo molti anni. Loris De Martino è una “vecchia gloria” del rally,ai tempi d’oro lo chiamavano “il Ballerino”. Tempi lontani, ormai sbiaditi e mangiati da una vita dissoluta e dall’abuso di droghe.

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“Se hai tutto sotto controllo significa che non stai andando abbastanza veloce”.

Il controllo. Giulia segue gli insegnamenti del padre, una guida veloce ma pulita, perché se si rompe la macchina si perde tutto. Ma non è così che si vince. Bisogna prendere qualche rischio, giocare col controllo come un Ballerino, attaccare la curva, staccare all’ultimo, tagliare e ripartire lasciandosi dietro l’avversario.

La bravura di Matteo Rovere è quella di raccontare la storia di una vita al massimo intrecciata al mondo delle corse in un action movie che si distacca dalla tradizione americana di computer grafica e molta finzione, per tornare alle radici del cinema più europeo, dove le macchine corrono davvero, gli attori e gli stuntmen guidano davvero e le macchine si distruggono sul serio (molto interessante il making of, che potete vedere qui). La storia è liberamente ispirata alle vicende di Carlo Capone, ex pilota di rally degli anni Ottanta, famoso per le sue incredibili capacità al volante e per le sue meno fortunate vicende personali.

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Una bellissima interpretazione di Stefano Accorsi, magrissimo ed emaciato tossico che ha perso le redini di se stesso ma non il tocco tra freno e acceleratore; giusta e davvero bella la scelta di usare spesso il dialetto, quasi a caricare o scaricare il peso di alcuni momenti; intenso e convincente l’esordio al cinema di Matilda De Angelis, nella vita neopatentata, che si è buttata anima e corpo in questo mondo spericolato, decisamente maschile e maschilista, delle gare automobilistiche. Notevole la colonna sonora, azzeccatissima nell’accompagnare le scene più adrenaliniche e coinvolgenti, impreziosita da una bellissima interpretazione della stessa Matilda nel tema principale del film, Seventeen.

Photo credits: 01Distribution