Qualcuno storcerà il naso dinanzi alla scelta di indicare, così a ridosso della Milano Design Week, 4 visioni sul design del 2016: non si dovrebbe – si obietterà – aspettare il più grande evento di settore al mondo per definire i nuovi orientamenti? A guidarci in questa mini-ricognizione è la volontà di fare il punto su prospettive e scenari di ampio respiro, facendo i nomi, tratteggiando tendenze in vari ambiti della progettazione e della società. Oltre il design puro. Questi 4 trend a cura della redazione DESIGN, dunque, andrebbero intesi così come sono stati concepiti: pause, soste, inviti alla riflessioni su cosa sta avvenendo, accanto a noi, in ciascuno dei settori che seguiamo: per passione, curiosità o professione. Prima di essere fagocitati da eventi e novità, nella foga della Milano Design Week, fate come noi: tirate il fiato.

Arte: Esperimenti visuali su Instagram

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Great art in ugly rooms

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Babes at the museum

Cosa succede se prendiamo dei capolavori dell’arte di tutti i tempi e li piazziamo al centro di stanze dall’arredamento opinabile? Deve essere stata questa la domanda dell’artista americano Paul Kremer, che sul suo feed Instagram Great art in ugly rooms propone una curiosa operazione di straniamento: opere d’arte più o meno celebri spostate dal loro contesto abituale, che spesso è una chiesa rinascimentale o le sale neutre di un museo, e trasportate in scenari quotidiani e improvvisamente accessibili. Toilette dall’arredamento eccentrico, pareti dai colori squillanti, stanze ricoperte di legno con tanto di ventola al soffitto, interni tardo anni Sessanta. E questo non è certo un caso isolato: un nuovo percorso, un modo nuovo di usare i social è ormai in piena diffusione. Sicuramente l’arte contemporanea passa spesso anche attraverso Instagram, ma cosa succede quando è nativa di Instagram? Territorio da tenere d’occhio dunque, che sembra promettere bene, anzi benissimo. Basti pensare, tra tutti, alla giovane artista argentina Amalia Ulman, ma anche a progetti dal concept più spiccatamente pop e ironico: il bellissimo feed Artlexachung (Amate la pittura? Siete ossessionate da Alexa Chung? Buttate un occhio sul cover di questo pezzo e siete sistemate!) o Babes at the museum.
{Angela De Gregorio}

Architettura sociale: Verso la Biennale di Aravena

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Taking care – Progettare per il bene comune è il tema guida del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Architettura. Curato da TAMassociati è stato presentato nei giorni scorsi, a Roma

Cosa stanno insegnando i fenomeni migratori che interessano la comunità internazionale e le politiche di integrazione promosse da più parti nel mondo agli architetti? Con maggiore urgenza nella professione ci si interroga sul proprio ruolo professionale e su quello della disciplina, inserendola all’interno dei sistemi sociali organizzati e complessi. Il risultato è la riscoperta di una dimensione educativa, portatrice di valori collettivi. L’architettura può partecipare allo sviluppo democratico della società, all’accrescimento del welfare, e può costituire spazio sociale, luogo di incontro e scambio, nella città, contribuendo alla risoluzione di conflitti. E la Biennale di Architettura al via alla fine del mese prossimo – guidata dall’architetto cileno Alejandro Aravena sul tema  ‘Reporting from the front‘ – ne offrirà estesa testimonianza.
{Martina Giustra}

Home décor: aspirazione Wild/Natural

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Dall’uso di materiali naturali, come legno, terracotta, fibre tessili, e dall’impiego di superfici grezze non trattate possiamo aspettarci molto: la ricerca del pezzo incompiuto di fattura artigianale è sempre più comune. Se Wild è stata la tematica dell’edizione invernale 2016 di Maison&Object, lo stile natural che ricorda l’autenticità di una vita a contatto, nel rispetto di Madre Terra, si sta facendo strada tre le tendenze home décor che ritroveremo durante tutto l’anno. Al bando ogni forma di decorativismo, dunque: ampio spazio a forme regolari e crude, colori neutri e tonalità polverose in nome di quella filosofia del non finito che regala una sofisticata essenzialità. Con buona pace di chi consiglia accostamenti cromatici preconfezionati come Pantone
{Arianna Giancaterina}

Power to the people!

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Granby Four Streets è il progetto di riqualificazione urbana di un quartiere di Liverpool che il collettivo Assemble sta portando a termine con il coinvolgimento dei residenti

Prendo il prestito le parole usate dal quotidiano inglese The Guardian per omaggiare la vittoria da parte del collettivo di giovani architetti, designer e artisti Assemble del Turner Prize 2015 – assegnato, per la prima volta dalla sua fondazione, ad un progetto non afferente le arti visive – per sostenere come quello in corso sia l’anno dell’azione. Nonostante i sentimenti di angoscia, in costante espansione, nella vecchia Europa, una call to action si sta diffondendo in tutti gli ambiti della progettazione, favorendo l’interazione tra le discipline. E, con la complicità dei social, la genesi di sinergie e di territori di intervento per nuove ibridazioni.
{Valentina Silvestrini}

Bonus track: Il profilo Instagram da tenere d’occhio!

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Instagram si sa, è il contenitore per eccellenza di tutti i trend del momento. Quello su cui mi sento di scommettere per i mesi a venire? Le customized embroidered t-shirt. I motivi sono tre: il capo minimal che, si sa, non ha rivali; l’ironia che non guasta e in più ci sono quelle frasi ghetto che ci piacerebbe tanto tatuarci addosso per sentirci delle eterne Jenny from the block. Il profilo Instagram dei ragazzi di Yeah Right è pronto a decollare verso i numeri che contano.
{Ilaria Frigeni}