Ci hanno insegnato a essere buone, tolleranti, comprensive, come se fossimo piccole principesse in un mondo di unicorni e arcobaleni. Ci hanno convinto che dovevamo essere superiori, ignorare la massa di troll che ben prima di internet affollavano la nostra vita e alle più sfortunate hanno persino inculcato l’idea che porgere l’altra guancia sia cosa buona e giusta. 
Invece ci hanno rifilato una bella fregatura. Pensiamoci bene. Si parte dal compagno di asilo che spintona in cortile per approdare all’adolescente brufoloso e maleodorante che ci prende in giro perché portiamo l’apparecchio ai denti, come se lui fosse Brad Pitt. E poi il collega frustrato che si inalbera pure se non ridiamo alle sue battute sessiste. Per non parlare del fidanzato geloso o di quello che al massimo porta fuori la spazzatura.
Molti uomini sostengono che le donne siano “stronze” – di solito quando disattendiamo le loro aspettative – io invece penso che sopportiamo tanto, decisamente troppo ed è arrivate l’ora di farla finita. Nessuno ci darà una medaglia per la pazienza, quindi impariamo a rispettarci e a pretendere lo stesso rispetto da chi ci circonda. Ecco qualche punto su cui iniziare a lavorare per diventare le cattive ragazze che non andranno in paradiso ma sono libere di conquistare il mondo.

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Iniziamo a dire dei pacati e granitici NO

All’inizio non verranno fuori tanto bene, potremmo avere la tentazione di temporeggiare per paura di non farcela o scoprire così tanta rabbia accumulata che adesso insieme al no escono urla e robe turche. Ma alla fine riusciremo ad esprimere la nostra opinione con tranquillità, senza alzare la voce che poi per carità ci dicono che siamo isteriche, come fanno gli uomini quando hanno finito gli argomenti. Ma di fronte a un razionale diniego non ci sarà più niente a cui appigliarsi e farci valere diventerà un’abitudine.

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Basta con la storia del multitasking

Questa è la più grande fregatura dai tempi della mela e di Eva, e il bello è che ce la rifiliamo da sole. Ogni volta che sento qualcuno dire che le donne sono migliori degli uomini rizzo le antenne per cogliere l’imbroglio: le donne sono capaci di fare più cose contemporaneamente, quindi cara lavora otto ore al giorno, occupati dei bambini, pulisci il bagno, fai la lavatrice e visto che sei così eccezionale per cena vorrei quelle lasagne che solo a te riescono così saporite. Tanto, che ci vuole?

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Ormai è troppo tardi per tornare all’infanzia e prendere a schiaffi il bambino che ci tormentava. Peccato

Nel mondo adulto non è consentito menare le mani, ma possiamo sempre rendere pan per focaccia a chi se lo merita. Ecco una storiella divertente. In prima media persi di colpo tre gradi di vista e fui costretta a mettermi gli occhiali; avevo paura di diventare lo zimbello della classe così quando il ragazzino del banco davanti mi chiamò quattrocchi gli risposi: sempre meglio che essere un botolo ciccione come te. Lo so, in un mondo ideale nessuno ripagherebbe il body shaming con la stessa moneta, ma nel mondo reale nessuno mi prese più in giro. Quindi meglio non avere remore a ferire chi ci ferisce. Riserviamo la gentilezza, la comprensione e il perdono per chi se li merita.

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Non farsi il sangue amaro

Incontreremo tanti maschilisti, molto spesso travestiti da uomini illuminati: lottiamo sempre e teniamo la testa alta ma non diamoci la colpa se la situazione non migliorerà, non sempre le battaglie si vincono. La vita è troppo breve per sprecare energie con le persone sbagliate, come diceva un saggio serve anche la forza per accettare quello che non possiamo cambiare. Quando il nemico è più grande di noi scappare è l’unica cosa intelligente da fare, per non diventare vittime di una storia sentimentale squilibrata, ostaggi di un datore di lavoro viscido o di una qualunque relazione non paritaria. Lasciamo perdere e conserviamo il nostro tempo per persone migliori.

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Che fare se il nemico è dentro di noi?

Se siamo convinte che le donne si pugnalano alle spalle e non sanno fare squadra, se flirtiamo con gli uomini o li compiaciamo per ottenere qualcosa, se non sopportiamo proprio quella collega che è andata per la seconda volta in maternità, attenzione: potremmo aver interiorizzato gli stereotipi di genere. Smettiamo di contribuire a quel sistema che porta i nostri stipendi ad essere mediamente più bassi di quelli degli uomini e il tempo che loro dedicano alle faccende domestiche drammaticamente inferiore al nostro. Facciamo autocritica e cerchiamo di essere comprensive con le altre donne: la solidarietà è contagiosa e l’amica a cui oggi tendiamo la mano potrebbe essere quella che domani ci aiuterà a rimetterci in piedi.