Occupare il primo posto delle classifiche USA per 11 settimane di fila non è da tutti, Natalie Imbruglia c’è riuscita al primo album, con “Torn”. Pressoché impossibile non ricordarsela. Era il 1997 e io ero ancora troppo piccola per conoscere quella straziante disillusione di cui Natalie cantava, ma il ritmo pop ha attraversato indenne gli anni. Tutt’ora capita di sentire “Torn” in radio e canticchiarla quando ci si rende conto che “illusion never changed into something real”. Natalie Imbruglia non è più riuscita a ricreare il momento Torn, in più le altrui aspettative e la continua attenzione nei confronti del suo aspetto fisico sono sfociate in un periodo di depressione per la cantante australiana. Se sei donna e sei bella, non puoi essere anche brava. Se hai una faccia carina, non puoi avere anche un cervello e il talento. Se sei donna devi scegliere su cosa puntare, per farti ascoltare devi nasconderti dentro a felpe extra large e pantaloni senza forma (che poi Natalie in “Torn” l’aveva pure fatto, ma non è bastato per oscurare la sua bellezza).

Una curiosa scelta di Natalie Imbruglia coincide con la pubblicazione del suo ultimo disco “Male”, un album di cover, tutte di artisti maschi, appunto.

«Lavorare su dei brani nati per voci maschili è stato stimolante, molto più che confrontarsi con canzoni di donne, perché mi ha dato la possibilità di partire da un territorio distante dal mio e quindi di usare la voce in modo libero».

A 40 anni, Natalie Imbruglia sfida le mode del momento per trovarsi in sintonia con se stessa: niente suoni elettronici, un intero album che si appoggia solo sulla sua voce. La tracklist è varia e per niente scontata, dai Daft Punk a Damien Rice, dai Death Cab for Cutie ad Iron & Wine; ogni genere diventa piacevolmente pop sotto l’interpretazione di Natalie. In “Male”, tutte le canzoni parlano d’amore. Perché spesso alle donne parlare e cantare d’amore piace, è vero, ma non è scontato. Quando “Instant Crush” la cantava Julian Casablancas ci avete dato peso? Era un punto in meno? Possiamo essere belle, brave e romantiche senza sentirci per forza sminuite. Natalie Imbruglia si è divertita nel mettersi alla prova rivisitando qualcosa di davvero distante dal suo mondo musicale; ha dato libertà alla sua voce, valorizzandola, lasciando chiaro il messaggio che è molto più di una semplice pretty face.