© Wolfgang Staudt

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Si dice che, durante le lunghe notti d’inverno, si sentano suonare le campane di un campanile che le campane non ha più, che gli furono tolte il 18 luglio 1950, una settimana prima dell’arrivo dell’acqua che avrebbe sommerso il paese.

Il posto bello e magico di questa settimana è dietro l’angolo, in Italia, in Alto Adige, sotto le acque del lago di Resia. Proprio lì, sotto il lago alpino artificiale si trova l’antico centro abitato di Curon Venosta (quello nuovo venne ricostruito un po’ più a monte), che nel 1950 venne sommerso per la costruzione di una grande diga che andò ad unificare due dei tre laghi già esistenti nella zona, il lago di Resia e il lago di Curon, con l’idea di sfruttarli per la produzione di energia idroelettrica.

© Photo Tractatus

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Il paese venne quindi distrutto e sommerso. Rimane il campanile, costruito nel 1357, la cui cima emerge dalle acque a creare un effetto surreale per chi si trova a passare nei paraggi. D’estate il colore blu/verde intenso del lago fa da sfondo perfetto a quell’architettura tra l’altro recentemente restaurata; in inverno invece, con il lago ghiacciato, è addirittura possibile raggiungerlo a piedi, con dei pattini o degli sci da fondo. Controllando il tempo di oggi, ho anche scoperto che c’è un punto, il “fotopoint”, di fronte al campanile, dove vengono scattate delle foto, e mi sembra doveroso condividere con voi la foto caricata il 3 marzo 2016, alle 17:13.

Screenshot da Fotopoint

Screenshot da Fotopoint