Un uomo senza patria - Kurt Vonnegut
Kurt Vonnegut
UN UOMO SENZA PATRIA

Peso: 193 gr.

In effetti la verità può avere un potere enorme. Perché uno non se la aspetta.

Questo libro è una fortuna per noi! Come se Kurt Vonnegut si fosse materializzato sulla panchina su cui stavamo seduti e avesse deciso di chiacchierare, così, all’improvviso, di tutto. Ha 82 anni il maestro quando ci si siede accanto, e ha fiato abbastanza per raccontare il suo punto di vista sull’America di oggi e del passato, lasciando semmai noi senza fiato ascoltando la sua voce – perché talmente è diretto il suo linguaggio che ci sembra di sentirlo parlare, lì seduto vicino a noi.

Un uomo senza patria è una raccolta di dodici “pensieri” amari e dissacranti, scritti con brillante ironia e una particolare leggerezza riservata ai temi più importanti. E per leggerezza s’intende libertà, precisione, determinazione, non il contrario. Kurt Vonnegut, di origini tedesche, nato in America nel 1922 durante la Grande Depressione, ha conosciuto gli orrori della guerra e dunque vorrebbe non parlarne (ha già detto molto in Mattatoio n.5). S’ispira a quello che secondo Hemingway è l’autore del vero primo romanzo americano (Le avventure di Huckleberry Finn), ovvero Mark Twain, da cui Vonnegut eredita uno stile indignato e provocatorio.
In questa raccolta, edita Minimum Fax, Vonnegut dà lezioni di scrittura creativa – Regola numero uno: non usate il punto e virgola. –, sintetizza l’Amleto – la situazione di Amleto è la stessa di Cenerentola, solo che i sessi sono invertiti –, parla di musica – La cura più indicata per l’epidemia mondiale di depressione è un dono che prende il nome di blues – e ancora parla di Gesù Cristo e della Costituzione. Argomenti lontani tra loro e un unico linguaggio, lo stesso che usava da bambino, quando per attirare l’attenzione dei grandi non poteva fare altro che farli ridere. L’ironia è la chiave di questo testo, il modo più semplice di accettare certe verità e raccontarle. Un uomo senza patria non è solo Kurt Vonnegut che si rifiuta di appartenere a una certa “razza”, non è solo una critica alla società americana, ma è lo spunto che l’autore ci dà per riflettere su temi che altrimenti tenderemmo a rifiutare. Vonnegut è un maestro della grande letteratura americana contemporanea e a 82 anni non vuole perdere tempo, questa è una raccolta che centra tutti i suoi bersagli senza giri di parole – “Non ho voglia di spiegare perché. Non voglio aggiungere altro”.
Utilizza l’umorismo, e non per superficialità. “Anche le battute più semplici si basano su leggere fitte di paura”. E infine fruga tra i ricordi della sua famiglia per noi:
E invito anche voi a rendervi conto dei momenti di felicità, e a esclamare, mormorare o pensare fra voi, a un certo punto: «Ah, questa sì che è vita!».

Su Cosebelle, a proposito di Vonnegut e felicità: Quando siete felici fateci caso.