Sono stata a Lisbona solo per il weekend dell’addio al nubilato della mia migliore amica e nonostante l’obiettivo non fosse, come potete ben capire, scoprire le bellezze di questa città, sono rimasta affascinata da quella lingua incomprensibile, dall’azzurro profondo del cielo e dal baccalà cucinato in tutti i modi possibili immaginabili.

Vetrina dell'atelier (Photo Credits by Luca Colapietro)

Vetrina dell’atelier (Photo Credits by Luca Colapietro)

Una cosa molto simile, mi sono detta, deve essere successa a Luca Colapietro, un mio ex collega che qualche anno fa ha deciso di lasciare il dorato mondo della pubblicità (‘na volta, forse) e trasferirsi a Lisbona per dar vita un progetto piuttosto coraggioso. Non gli ho mai chiesto perché abbia fatto questa scelta che a tutti sembrava se non altro un po’ azzardata ma ora, a distanza di qualche tempo, ho deciso di scoprirne di più. Forse perché la voglia di creare qualcosa di mio non mi abbandona mai o forse perché mi sto avvicinando ai 30 e Luca è l’esempio di qualcuno che ha cambiato la sua vita contando solo sue forze. Ed eccoci qui, con lo schermo del computer nel mezzo, a chiacchierare come in agenzia non ci è mai successo.

COSEBELLE: Mi sembra piuttosto scontato chiederti perché hai scelto “Surrealejos” come nome per il tuo store, ma perché hai deciso di legare atmosfere surreali a un oggetto così materiale come gli azulejos?
LUCA COLAPIETRO:
La prima volta che sono arrivato a Lisbona, circa un anno e mezzo fa, sono rimasto colpito dalla quantità di Azulejos che si trovano per tutta la città. Dalla copertura dei palazzi, all’interno dei locali e delle trattorie tipiche, tutto è decorato con gli Azulejos. Ma la vera rivelazione, è arrivata una notte. Stavo sognando di camminare per le strade di Lisbona quando mi sono ritrovato di fronte a un palazzo ricoperto di Azulejos i cui elementi decorativi erano vivi. Così, appena mi sono svegliato, ho provato a ricreare quello che avevo visto facendo -letteralmente- diventare il mio sogno, una realtà.

Surrealejos - Hearts (Photo Credits by Luca Colapietro)

Surrealejos – Hearts (Photo Credits by Luca Colapietro)

Come trascorri una giornata tipo all’interno del tuo store?
Il mio è sia uno store che un atelier ed essendo da solo, devo fare un po’ di tutto. La mattina di solito mi dedico alla stampa dei Surrealejos, oppure vado alla ricerca di cornici nei mercatini dell’usato. Quando torno in atelier, compongo dei pannelli e per il resto della giornata mi occupo delle spedizioni dei miei lavori ai clienti che hanno ordinato tramite internet, oppure li distribuisco ai negozi che li rivendono. Se mi avanza altro tempo poi scatto qualche foto dei nuovi lavori, aggiorno il sito e i social, rispondo alle mail e, ogni tanto, collaboro anche con alcuni studi di architettura che richiedono progetti di decorazione d’interni.

Il progetto “Azulejos” nasce e cresce a Lisbona. Ci racconti quando è nato l’amore per questa città e come la sua tradizione influenza il tuo lavoro?
Quello con Lisbona non è stato un colpo di fulmine. La mia ragazza viveva qui già da qualche anno e la mia, all’inizio, è stata più una scelta dettata dal cuore. Con il passare del tempo però ho scoperto diversi lati di questa città: il suo non aver perso quel carattere di città antica che le appartiene, mi ha conquistato definitivamente. Allo stesso tempo, poter parlare con persone che arrivano da luoghi diversi mi dà sempre nuovi stimoli. La tradizione stessa degli Azulejos mi ha dato l’idea per questa nuova avventura: così come le loro decorazioni descrivono la storia del Portogallo, i Surrealejos è un po’ come se raccontassero la mia.

I lavori che crei hanno un’identità visiva distintiva. Sappiamo che da sempre hai a che fare con lo studio delle immagini, ma quali sono gli artisti da cui prendi ispirazione?
Non ci sono degli artisti particolari da cui prendo ispirazione. Tutto quello che mi circonda mi aiuta a esprimermi attraverso i Surrealejos. Penso ad artisti come Dalì, ma anche ai cartoni animati di Miyazaki.

Surrealejos - Composizioni (Photo Credits by Luca Colapietro)

Surrealejos – Composizioni (Photo Credits by Luca Colapietro)

Ti sei trasferito a Lisbona ormai da qualche anno. Che cosa ti manca di più dell’Italia?
Sembrerà banale ma la cosa che mi manca di più è sicuramente la pizza.

Come valuti la tua esperienza di creativo italiano all’estero? Quali pro e contro hai riscontrato nell’avviare la tua attività e cosa consiglieresti a chi, come te, volesse iniziare la propria avventura proprio in Portogallo?
Sarò stato fortunato, ma tutte le esperienze lavorative che ho fatto fino ad ora mi hanno insegnato qualcosa. Anche quando mi sono trasferito a Milano (Luca lavorava come Art Director in un’agenzia pubblicitaria, ndr) ho ricevuto insegnamenti che ancora oggi riconosco come preziosi. All’inizio di quest’avventura, per sondare il terreno, esponevo i miei Surrealejos in mercatini dell’artigianato per testare la reazione dei portoghesi e, nonostante avessi qualche timore, ho ricevuto feedback sempre positivi. Anche la lingua è stato un ostacolo, ma i portoghesi sono sempre stati molto accoglienti e comprensivi. A chi volesse seguire le mie orme dico che Lisbona è una città ricca di fermento dal punto di vista artistico e artigianale e che il turismo è in grande aumento: possibilità ce ne sono.

Surrealejos - packaging (Photo Credits by Luca Colapietro)

Surrealejos – packaging (Photo Credits by Luca Colapietro)

Lisbona è una città bellissima, eppure non rientra nel circuito delle capitali europee più frequentate. Consigliaci un posto dove passare la notte, un’osteria dove mangiare, un luogo da visitar
Anche io quasi ogni giorno scopro posti nuovi da vedere e da vivere. Sicuramente vi invito a scoprire il B&B della mia ragazza che si chiama Luna Parque. È un posto accogliente, semplice e la colazione è ottima. La mia ultima ossessione in fatto di osterie invece è O Eurico, un ristorante spartano ma in cui cucinano un buonissimo baccalà della casa. Infine suggerisco di fare un salto da Underdogs, una galleria innovativa, curata da un collettivo di artisti che si occupano principalmente di street-art.

Un giorno in atelier (Photo Credits by Surrealejos)

Un giorno in atelier (Photo Credits by Surrealejos)

Una domanda su di te. Cosa porteresti sull’isola deserta?
Una barca per tornare subito in mezzo alle persone.

Ultimo, immancabile quesito. Qual è la tua Cosabella?
Ovviamente questo mio progetto.

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Surrealejos– Azulejos Concept atelier
Dove: Calçada de Santo André 5, – Lisbona
Quando: Martedì-Sabato 11.00-18.30 e Domenica 12.00-17.00
Contatti&Social: FACEBOOK INSTAGRAM WEB


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