Nel recente L’Italia Insegna, pubblicato lo scorso ottobre da Lazy Dog con una bella copertina di Luca Barcellona, il calligrafo e studioso inglese James Clough, a Milano da oltre trent’anni, raccoglie uno spaccato ben rappresentativo di quel certo modo di intendere e fare comunicazione visiva nel nostro Paese.

LItalia-insegna_00-1200x670

L’Italia Insegna – Testi&Foto di James Clough

Oltre trecento fotografie, scattate in un centinaio di località, testimoniano un altro aspetto prezioso delle innumerevoli meraviglie da cogliere durante un viaggio in Italia. Infatti, Nonostante l’infestante prolificare di loghi e insegne commerciali standardizzati, riusciamo ancora a cogliere la straordinaria varietà del lettering urbano italiano, dallo stile ornato toscano dell’Ottocento alle lettere eccentriche del Liberty, dalle grandiose iscrizioni architettoniche degli anni Trenta alle deliziose opere dei vecchi pittori d’insegne sopravvissute, dalle scritte fantasma fasciste a quelle sui coperchi dei tombini“. Il volume però non si limita a questo, seppur nobile, intento. Fornisce infatti un’occasione per soffermarsi sull’esistenza di un’artigianalità diffusa –di gran lunga tra i temi più cari dalle nostre parti– individuando in questa peculiarità del Bel Paese una delle ragioni della riconoscibilità delle nostre insegne: “Anche prima che le font tipografiche dominassero la scena, in Italia non c’è mai stata una vera standardizzazione nelle lettere disegnate e non è mai stato stampato alcun manuale per pittori d’insegne. Questa libertà, avulsa da modelli precostituiti, l’abilità degli artigiani e la loro creatività rendono le insegne italiane così straordinarie.” Questo libro non è un caso isolato.

letters from puglia

Letters from Puglia: Caffè Ronchi, Altamura

letters from puglia

Letters from Puglia: Giovinazzo

letters from puglia

Letters from Puglia: Andria

La caccia alle insegne è un hobby abbastanza diffuso.” – Mi ha raccontato Simonetta Montonato, giovane architetto pugliese che cura il progetto Letters from Puglia. E in effetti, anche su Cosebelle, nel recente passato è capitato di ospitare esperienze analoghe a quella messa in campo da lei nel luglio 2015. Il focus però questa volta non è ristretto al perimetro di una città, come nel caso di Torino appunto: Simonetta si relazione con una geografia più generosa, quella della sua regione d’appartenenza. “Ritenevo anche le insegne pugliesi meritassero il loro spazio e mi sono adoperata come meglio potevo per farglielo avere. Il progetto è senza scopo di lucro e le foto sono rilasciate con licenza CC BY-NC (creative commons, obbligo di attribuzione, utilizzo del materiale a scopi non commerciali). Sono spesso in trasferta per lavoro e in giro durante i weekend. Se mi fossi concentrata unicamente su Bari – città in cui vivo da due anni – avrei rischiato di pubblicare ben poco. Ecco perché ho esteso la mia “ricerca” all’intero territorio pugliese.”

letters from puglia

Letters from Puglia: Bari

letters from puglia

Letters from Puglia: Fasano

letters from puglia

Letters from Puglia: Bari

“È stata una scelta dettata dalla necessità, ma si è rivelata fondamentale per l’individuazione del taglio da dare alla ricerca. Analizzare un territorio più ampio permette di identificare delle ricorrenze.” -prosegue Simonetta- ” ‘Società Operaia’, ‘Associazione Combattenti e Reduci’, ‘Dopolavoro Ferroviario’ sono tra queste e rappresentano tracce di un mondo che sta per lasciarci. Per questo ho deciso che, man mano che andrò avanti con le pubblicazioni, creerò articoli e album tematici, dedicati a questi organi associativi. Altra piccola implementazione che ho in mente è la georeferenziazione delle foto, in modo tutti possano vedere dove le insegne siano localizzate. Ci vorrà un po’ di tempo per quello, ma ho voglia di dedicarmi anche a questo.”

letters from puglia

Letters from Puglia: Molfetta

letters from puglia

Letters from Puglia: Cisternino

letters from puglia

Letters from Puglia: Molfetta

letters from puglia

Letters from Puglia: Trani

Abbiamo uno strumento potentissimo in tasca, ogni istante con noi: quanto sarebbe bello adoperarlo anche per raccogliere i frammenti di un mondo che sta per scomparire? Pensiamoci!

_
Letters from Puglia è anche su facebook e Instagram