Daughter

Dicono che il second comingil secondo album, sia sempre il più difficile. Dicono. Che, se lo sbagli, rischi addirittura di scomparire.
Not to Disappear, non scomparire, è il secondo disco dei londinesi Daughter; è una delle prime uscite del 2016 e rompe questo inizio anno di indugi riempiendolo con atmosfere che ti intrappolano tra le cuffie e le cose di tutti i giorni.

Daughter - Not to disappear

Il trio anglo-francese capitanato da quell’inglesina di Elena Tonra torna a raccontare storie egocentriche dopo tre anni e lo fa con modi nuovi, New Ways, come la title track: «Oh, I need new ways to waste my time». (Hai mai giocato a 94%, cara Elena?). Tre anni che sembrano essere rimasti sospesi in un discorso interrotto e adesso, finalmente, ripreso.
Proprio come succede a tutti noi, il tempo lascia dei solchi nei quali seminiamo nuove direzioni di crescita. Quella dei Daughter passa attraverso la voce apatica e conturbante di Elena Tonra e si arena su qualche promessa tradita.
Mettersi a dieta, studiare il tedesco, dimenticare un amore finito, smettere di fumare – tutti i buoni propositi con i quali alziamo l’asticella delle sfide che ci sentiamo pronti ad affrontare e che, invece, quasi sempre finiamo col disattendere*. Not to Disappear è esattamente così: una sfida nei confronti della maturità, vinta solo in parte.

Elena Tonra

Il fatto è che crescendo ci si porta sempre dietro qualche debolezza. Come un dream pop che si sviluppa concatenando dieci canzoni sorrette solo da un’impalcatura di batteria e distorsioni, creando variazioni sul tema di un’atmosfera impalpabile e metallica. Una gran bella atmosfera, peraltro, torbida al punto giusto, sì, ma in disavanzo di cazzimma: perché la sensazione è che i Daughter abbiano seriamente rischiato di mandare in loop la stessa idea per dieci canzoni.

E mentre le tracce scorrono una dopo l’altra, più che dal singolo Doing the right thing le scintille sono date da How, da Fossa e da Alone/With you. Tre pezzi davvero luminosi che finiranno nella nostra playlist per i gelidi pomeriggi d’inverno: da ascoltare immaginando di scomparire per qualche attimo in una baita, tra alberi innevati e grog bollente. Sempre alla ricerca dei modi migliori per perdere tempo.

*Chi ci riesce sempre e comunque mi scriva: parliamone, sul serio.