molestie-sessuali-cosebelle

Progetto fotografico sulle molestie sessuali. “Boundaries” , Allaire Bartel.

Oggi sono state rese pubbliche le motivazioni con cui è stato assolto Domenico Lipari, dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Palermo. Due sue colleghe lo avevano accusato di molestie sessuali: una per una pacca sul sedere, all’altra invece aveva inserito un dito tra i bottoni della camicia all’altezza del seno e in un’altra circostanza le aveva sfiorato i genitali. Le motivazioni dell’assoluzione rasentano la presa in giro. Sì, l’imputato ha commesso il fatto, ma senza appagamento sessuale e per sottolineare il suo ruolo di “superiore”, magari in maniera un po’ immatura. Nella sentenza dello scorso 23 novembre è scritto davvero così.

«Non si deve fare riferimento alle parti anatomiche aggredite e al grado di intensità fisica del contatto instaurato ma si deve tenere conto dell’intero contesto. Nel comportamento del Lipari non era ravvisabile alcun fine di concupiscenza o di soddisfacimento dell’impulso sessuale. […] Il comportamento era oggettivamente dettato da un immaturo e inopportuno atteggiamento di scherzo, frammisto ad una larvata forma di prevaricazione e ad una, sia pur scorretta, modalità di impostazione dei rapporti gerarchici all’interno dell’ufficio».

È incredibile come ancora oggi si possano ritenere ammissibili certi comportamenti maschili nei confronti delle donne, in che modo si dimostri di tollerarli anche in luoghi dove il legame è essenzialmente professionale. È davvero incredibile che una donna non possa trovare non soltanto riparo, ma nemmeno giustizia per quello che a volte è obbligata a sopportare. Perché sostanzialmente il giudice ci obbliga a fare questo, a scrollare le spalle, ad asciugarsi le lacrime in bagno o a sfogare la propria rabbia fumando una sigaretta, perché – insomma – so’ ragazzi. Continuate così, fateci del male.