ossa balena

© Evgeny Basov

Fa freddo in questi giorni, del resto siamo nel pieno dell’inverno. Ma, così, a naso, direi che nel postobello di oggi fa decisamente più freddo (il web mi indica un -16 gradi): infatti andiamo in Siberia, precisamente sull’isola di Yttygran, nel mare di Bering.

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Mappa © Google Maps

Proprio qui, nel punto più a nord dell’isola, si trova un cammino, un vialetto, molto particolare, perché delimitato da centinaia di ossa di balena. Prende il nome di Whale Bone Alley e ci si trovano mandibole, costole, vertebre su tutte. Si pensa sia stato creato circa 600 anni fa da un gruppo di Eschimesi appartenenti a diverse tribù native. Oltre queste gigantesche ossa piantate nel terreno, sono stati ritrovati dei buchi nel suolo, probabilmente utilizzati per conservare la carne di balena, visto che di pezzi congelati ne sono stati ritrovati in tempi odierni. Gli archeologi, gli storici, hanno ipotizzato che il Whale Bone Alley fosse stato costruito come luogo sacro, dove tutte le tribù della zona potessero recarsi per onorare i propri culti e le proprie credenze.

eschimese, ossa balena

Eschimesi © M. Chlenov

In realtà, i discendenti delle stesse tribù, gli Yupik, hanno una spiegazione molto più semplice e, purtroppo, meno poetica. Credono, infatti, che questa zona, tra l’altro posizionata strategicamente lungo una delle rotte migratorie più importanti per le balene (i beluga sono molto comuni in queste acque), fosse un luogo di incontro per i cacciatori, e che qui macellassero le prede come gruppo.

ossa balena

© Evgeny Basov

ossa balena

© Evgeny Basov

ossa balena

© Evgeny Basov

 Al di là del suo passato, del suo scopo, o del suo uso, quello che a noi è rimasto è indubbiamente un posto spettacolare e suggestivo, magico e vasto, che richiama sempre più turisti da tutto il mondo e, di ognuno di questi, lascia vagare l’immaginazione.