Hinds, Hong Kong

Carlotta e Amber a Hong Kong

“Avete ancora birra per caso?” chiede Carlotta delle Hinds a una ragazza dello staff del Clockenflap mentre le sue compagne di band mi salutano nel backstage. Le ragazze della band madrileña più cool in circolazione sono appena arrivate al festival honkonghese: “Sono tipo ventiquattro ore che non dormiamo e stiamo andando avanti solo a caffè e alcool. Yeah!”. Mi chiedo come fanno le ragazze ad avere un aspetto così fresco ed energico e, a dirla tutta, ad essere ancora così gnocche, nonostante il jetlag e la stanchezza. A conoscerle dal vivo, le Hinds sono esattamente il tipo di ragazze che ti immagini leggendo i loro aggiornamenti di stato su Facebook pieni di emoticon colorate, caps-lock, e selfie sfocate fatte in giro per il mondo (spesso in stati apparentemente poco sobri). Sembrano le tipiche ragazze con cui vai a bere birra per strada durante un mercoledì universitario in piazza, trovatesi casualmente nel bel mezzo di una scalata al successo: nomination agli NME Awards, mega tour statunitense, servizi fotografici per Harper’s Bazaar e Marie Claire, singoloni come Davey Crockett e Bamboo, e soprattutto il loro primo album “Leave Me Alone” uscito questo mese.

Volevo assolutamente incontrare le quattro ragazze in occasione del loro mini-tour asiatico (hanno suonato anche al festival Mui Ne in Vietnam), perché hanno portato una ventata di freschezza mediterranea ad un genere musicale, l’indie rock, che è in un momento un po’ stagnante, come se tutto quello che si può fare sia già stato fatto. Gli Strokes non sono più quelli di una volta, i Libertines e gli Arctic Monkeys nemmeno, e chi c’è a portare avanti la loro eredità? Se cercate un’alternativa garage, solare, e molto girl-power, alle band di ragazzi inglesi dai capelli scompigliati che idolatravamo da adolescenti, beh, non potete chiedere di meglio. Qué viva Hinds!

Le Hinds. Da sinistra: Ana (voce e chitarra), Carlotta (voce e chitarra), Ade (basso), ed Amber (batteria)

Le Hinds. Da sinistra: Ana (voce e chitarra), Carlotta (voce e chitarra), Ade (basso), ed Amber (batteria).

CB: Benvenute a Hong Kong ragazze! Come vi sembra l’atmosfera? Quali band vi volete vedere qui al Clockenflap?
HINDS: È tutto molto bello: la gente, l’ambiente, e tutti i grattacieli qui intorno! Siamo appena arrivate ma staremo qui quattro giorni a fare le turiste, non vediamo l’ora di esplorare la città. Qui al festival ci vedremo sicuramente i nostri amici londinesi Gengar, e i Ratatat. E poi sicuramente i Libertines, che adoriamo e per cui abbiamo anche aperto i concerti un anno fa.

CB: A proposito di Libertines, l’indie-rock dei primi anni zero ha avuto una grande influenza su di voi, giusto?
CARLOTTA: Certo, certo, non ce lo perderemo, Carl è pure un nostro amico. Per quanto riguarda le influenze musicali, il gruppo più importante per noi sono stati sicuramente gli Strokes. Strokes Strokes Strokes. Mio fratello era un fan dei Libertines e anch’io avevo il loro album omonimo, quello dove ci sono Pete e Carl davanti alla parete rossa. Sono leggendari e conosciamo tutte le loro canzoni, però a quel tempo andavamo pazze soprattutto per gli Strokes. E gli Arctic Monkeys.

CB: E quindi hanno influenzato il vostro stile e i vostri gusti, quando eravate teenager?
HINDS: Sì sicuramente. E adoravamo anche The Virgins: li ascoltavamo in continuazione. Erano “la nostra band”: hai presente quando pensi di essere l’unica ad amare una certa band e poi trovi qualcun altro a cui piacciono?

CB: Sì, è fantastico. Poi immagino che a volte gli uomini si stupiscano a incontrare ragazze che “ne sanno” di musica, a certe mie amiche è successo.
CARLOTTA: Sì, su questo dobbiamo lavorarci, dobbiamo creare un, come dire, “unisex music world”.
ANA: A dire il vero, se parliamo di sessismo, i peggiori commenti su di noi che abbiamo sentito spesso vengono da parte di donne. Non sono gli uomini in particolare a discriminare, è la gente in generale, influenzata da uno specifico modo di pensare. Non è che gli uomini siano dalla parte del torto.
CARLOTTA: No, no, adoro gli uomini, davvero. Haha, adoro gli uomini e anche le donne. Go equal, world, questo è il punto.

CB: A proposito, ho molto apprezzato la vostra testimonianza sul sessismo nell’industria musicale ad NME (in cui parlano di un commento sessista del boss di Apple Music: che le ragazze “hanno bisogno di musica per quando si lamentano dei ragazzi o magari sono tristi, e spesso non riescono a trovarsi la musica da sole, e anche a questo servono le nostre playlist”)
HINDS: Oh l’hai visto anche tu! Siamo davvero contente che così tanta gente abbia visto quel video. Tante cose dovrebbero cambiare, davvero.

CB: Prossima domanda: che consigli avete per visitare Madrid e divertirsi come la gente del posto?
CARLOTTA: Beh, sembrerà una cosa semplicissima, ma alla sera noi andiamo in piazza. Chiedi ai tuoi amici “Ehi che facciamo stasera?” “Andiamo a berci qualche birra in Plaza del dos de Mayo”, quindi vai lì con un gruppo di cinque persone e ti metti in un angolo della piazza. E poi noti, magari, un amico che non vedevi da mesi insieme ai suoi amici, ed è subito “Wooooh come stai?!”. È davvero il modo più divertente, rilassante, e cheap, di passare una serata.

CB: Vi capisco perfettamente, anche in Italia le migliori serate si passano così. Ultima domanda: che cos’è per voi una cosa bella?
ANA: Peace.
AMBER: Summer
CARLOTTA: John Eatherly dei Public Access T.V.

Hinds live a Los Angeles

Hinds live a Los Angeles

Se volete andarvele a vedere, ecco le loro date italiane questa settimana:

21 Gennaio. Astoria, Torino.

22 Gennaio. Covo Club, Bologna.

23 Gennaio. Anti-Social, Milano.