Il racconto dell'isola sconosciuta di José Saramago

José Saramago
IL RACCONTO DELL’ISOLA SCONOSCIUTA
Peso: 86 gr.

“Piacere è probabilmente il miglior modo di possedere, possedere dev’essere il peggior modo di piacere.”

Una favola, poche pochissime pagine per conoscere il genio di José Saramago, narratore portoghese Premio Nobel per la letteratura.
Una storia piccola, da leggere prima di addormentarsi o da leggere sempre, come una guida prima di affrontare un viaggio o una qualsiasi nuova avventura, una favola da regalare quando vogliamo augurare a qualcuno di perdersi un po’, per ritrovarsi – Se non esci da te stesso non puoi sapere chi sei.
La storia è quella di uomo che si reca dal re a chiedergli una barca per andare alla ricerca di un’isola sconosciuta. Ottiene una caravella dopo alcune resistenze – poiché “Sulle carte geografiche ci sono solo le isole conosciute“. Al porto dove l’uomo deve ritirare la barca lo segue la donna delle pulizie del palazzo del re, che ormai ha deciso: vuole cercare anche lei l’isola sconosciuta. Il resto è un sogno, un piccolo incantesimo, una metafora, una storia d’amore. Ma il libro è già finito da un pezzo, il resto sta nella nostra immaginazione, nel ricordo delle illusioni con cui ci ha lasciato Saramago. La barca è l’isola sconosciuta, si ha molto da ricercare a bordo, all’interno di se stessi. E allora i protagonisti si scoprono, si trovano e si guidano l’un l’altro. L’isola non c’è, o meglio c’è ed è nel luogo più difficile da scovare.
La trama è semplice, lo stile no: l’insieme è perfetto.
Un autore complesso, José Saramago. La sua scrittura è del tutto personale, i dialoghi sono privi di punteggiatura, del resto è come se stessimo vivendo un sogno, non ci sono pause, si arriva velocemente alla fine. La tecnica di Saramago non è convenzionale, ma la sostanza è profonda ed essenziale. Il suo nome ricorda forse una letteratura per pochi, “Il racconto dell’isola sconosciuta” dimostra quanto solo uno scrittore così grande possa creare una favola così semplice, è l’eco che ne rimane che è infinita, siamo tutti protagonisti delle sue vicende. Siamo tutti esploratori alla ricerca di un’isola sconosciuta e abbiamo tutti bisogno di salpare, di levare le ancore per capirci qualcosa.
Una storia appoggiata nell’aria, un sogno in grado di modificare la realtà. Difficile trattenere un po’ di meraviglia.
Trenta pagine con le figure, chi non lo legge non è giustificato!

Le illustrazioni sono tratte dall’Atlante (1553 … immaginate?) di Battista Agnese, Museo Correr, Venezia.