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Nelle scorse settimane c’è stato un gran parlare di vegani e vegetariani, di scelte alimentari più o meno limitate e limitanti e di salute a tavola. A scatenare l’ennesima discussione sul tema sono stati i dati che l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso in un suo rapporto, dati che parlato di una connessione fra il consumo di carne rossa lavorata (insaccati, salumi e affettati fra i quali ad esempio wurstel, salsicce e bacon) e l’aumento del rischio di sviluppare il cancro. Secondo gli studi la carne rossa processata è cancerogena e per questo rientra nel gruppo 1 (quello in cui sono inserite le sostanze più dannose), insieme a tabacco e alcool, mentre la carne rossa non lavorata risulta essere potenzialmente cancerogena. Per avere un quadro preciso vanno considerati ovviamente anche altri fattori, prima fra tutti la quantità.

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Infografica, fonte ANSA

L’OMS non ha dato indicazioni specifiche su una quantità massima di carne da consumare per non correre rischi e in molti hanno ricordato che gli studi sulla correlazione fra il consumo di un alimento e lo sviluppo di un tumore sono complicati e spesso i dati che ne emergono non sono assoluti e inattaccabili.

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Infografica, fonte AGI

Questo ha scatenato polemiche e discussioni accese che hanno coinvolto un po’ tutti, dagli allevatori ai macellai, dai nutrizionisti agli oncologi, dai ricercatori ai “semplici” consumatori e ognuno ha voluto dire la sua sul tema, chi parlando di ricerche inaffidabili e chi smettendo di comprare la carne rossa.

Ecco il punto di vista di due contributor di Cosebelle: Eva Conti, nutrizionista, e Giulia Rizzi, caporedattrice food del magazine, food blogger e food lover.

EVA CONTI, DIETISTA

Non è la prima volta che la carne rossa e gli insaccati finiscono nel mirino degli studi scientifici e il risultato è sempre lo stesso: un consumo eccessivo di questi alimenti è un fattore di rischio per la comparsa del cancro.

Quindi qual è la novità?

Stavolta cambia il tipo di indagine: non parliamo più di un singolo studio o di un Paese o un’unica varietà di carne, ma di una review di tutti i principali studi sull’argomento degli ultimi dieci anni. Questo ha dato alla notizia un rilievo globale come mai successo prima d’ora!

E sono emersi dati con numeri chiari ed inequivocabili:

– Un consumo di 100gr di carne rossa ogni giorno aumenta del 17% il rischio di contrarre un cancro al colon;

– Un consumo di 50gr di carne rossa lavorata = salumi, scatolette, insaccati ogni giorno aumenta del 18% il     rischio di contrarre un cancro al colon e al retto.

Per la cronaca i principali colpevoli sono i nitriti, sostanze chimiche aggiunte nei processi di stagionatura e affumicatura e le ammine eterocicliche che si formano durante cotture rapide e intense come cotture alla griglia.

In tutto questo le mie raccomandazioni non cambieranno e spero neanche quelle dei miei colleghi. Perché la verità è che tutti dovremmo già avere l’abitudine e il buon senso di fornire come indicazione quella di alternare la carne ad altre fonti proteiche sia animali che vegetali e raccomandare di limitare carni processate e carni rosse!

Inoltre nel settore alimentare si può prendere visione delle nuove piramidi alimentari che dal 2005 stanno subendo modifiche in questa direzione mettendo in cima alla piramide proprio carne e salumi come alimenti da assumere saltuariamente.

nuova piramide alimentare

La piramide alimentare ideale

Insomma niente allarmismi, solo uno stimolo in più per mangiare vario ed equilibrato!

Questo il testo completo dello studio.

GIULIA RIZZI, CAPOREDATTRICE FOOD

Sono vegetariana, lo voglio dire alla riga 1 per essere chiara.

Sono vegetariana ma sono stata onnivora e sì, anche io ho mangiato la carne. Poca, a dire la verità, per una questione di gusto, di tradizioni e abitudini familiari, di salute.

Così fin da piccola ho imparato che tutto può far male se si esagera ma anche che tutto – o quasi – si può mangiare in dosi contenute. Non ho mai amato gli estremismi in generale, nella vita come nell’alimentazione. E ho sempre saputo che mangiare in modo variato limitando gli eccessi – pur concessi saltuariamente, a piccole dosi – era la cosa giusta da fare. Ecco perché mi hanno lasciata perplessa i commenti sconvolti di tantissime persone ai dati dell’OMS sulla correlazione fra il consumo di carne rossa, quella processata in particolar modo, e l’insorgenza dei tumori. Insomma, che la carne vada limitata ce lo dicono tutti ormai da anni, sono stati fatti studi su studi e interpellati i migliori esperti del mondo, quindi credo che nessuno fino al giorno prima dell’uscita della notizia pensasse che mangiare insaccati, salumi e salami a ogni pasto fosse un toccasana.

C’è stato un po’ di allarmismo, vero, ma i dati ci sono e poi diciamocelo, capita che qualche titolista un po’ stanco si lasci prendere la mano e spari un titolo da prima pagina senza scegliere con cura le parole, senza pensare alle conseguenze. Sta a noi informarci, capire e scegliere, con buon senso. Il caro vecchio buon senso che privilegia la ‘via di mezzo’, quella via che tanti definiscono comoda additando chi la sceglie come un indeciso, un indifferente, un diplomatico o, per dirla come Dante, un ignavo.

Ecco io invece non la penso così. Penso che sia importante cercare per quanto possibile di alimentarsi consapevolmente e in modo sano variando la propria dieta, consumando frutta e verdura in abbondanza, riscoprendo i legumi, la frutta secca, i semi oleosi. Io la carne non la mangio ma non è questo il punto, non voglio convertire nessuno. Quel che vi voglio suggerire da amante del cibo, della cucina e del mangiar bene – non certo da medico, nutrizionista, ricercatore, scienziato o altro visto che non lo sono – è di alternare la carne con le altre fonti proteiche e di variare quanto più possibile gli alimenti che compongo la vostra dieta, è un modo bellissimo per scoprire nuovi sapori, nuovi abbinamenti e nuovi piatti. E per prendersi cura di se stessi.

E voi, cosa ne pensate? I dati che sono stati resi pubblici nelle scorse settimane hanno condizionato il vostro stile di vita e le vostre abitudini di consumo? Fateci sapere cosa ne pensate, noi intanto un suggerimento ve lo diamo e si chiama “Lunedì no meat”.