Ci sono incontri che appena avvengono capisci subito che hanno qualcosa di speciale. Ed è successo proprio così quando il mio sguardo si è posato sulle creazioni di Isoì in qualche market della mia città. Così, incuriosita da questo racconto, ho deciso che non mi sarebbe bastato dare una semplice sbirciatina: avrei cercato di saperne di più, addentrandomi in quel mondo e scoprendo che questo bellissimo progetto è addirittura un concept lab.

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Interno dello store (Photo credits by Isoì)

Creatori di questo spazio sono Gaia e Daniele: hanno creduto così tanto nella forza delle loro idee da investire in quello che è diventato un vero e proprio store, dove ogni oggetto sembra avere davvero una sua anima e una storia da raccontare. Di fronte a questo, ho aperto le orecchie, gli occhi e il cuore e sono stata a sentire cosa avevano da dirmi.

COSEBELLE:  Il vostro nome ci aveva già incuriosito. Ci ricordate il suo significato  e perché l’avete scelto?
GAIA:
La scelta di questo nome nasce dal rapporto molto forte che avevo con mia nonna. Volevo costruire un progetto che portasse con sé la sua memoria e il mio amore per lei. Isoí (I-zoì, ovvero “la vita” in greco) era il nome che lei diede ad un gattino trovato su un’isola greca, Ithaca. Era denutrito, malato e cieco ma lei lo ha accudito e ha cercato di salvarlo dalla morte regalandogli una nuova vita, anche se purtroppo il piccolo non ce la fece. Da qui viene il nome ed il logo di Isoí: l’occhio e la goccia che rappresentano il gattino e il collirio con cui la nonna ha cercato di guarirlo.

CB: Al primo sguardo il vostro store evoca subito una caverna. La luce è appena accennata, i materiali sono grezzi, i colori chiari e quelli scuri contrastano tra loro. Qual è il vostro rapporto con la natura?
GAIA: La natura presente nelle mie illustrazioni è la Vita, la potenza e la forza magica che circondano l’uomo e che scorrono nelle sue vene come una linfa.
DANIELE: La natura ispira l’essere umano da sempre. Basti pensare a quanto è importante il rapporto uomo-natura nella storia dell’arte e nella letteratura. I designer di oggi attingono continuamente dalle sue forme, dai suoi colori, dalle sue soluzioni e anche Isoì non è da meno: la natura ha un ruolo chiave sia nel lavoro di Gaia che nel linguaggio del progetto in senso più ampio.

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Anche Isoì ha partecipato ad Italianism, appuntamento promosso da Outdoor Festival a supporto della nuova cultura visiva italiana: nell’immagine una vista del loro stand

CB: In Cosebelle Mag abbiamo una passione per l’handmade. I vostri pezzi in vendita sono tutti fatti a mano. Cosa vi piace del poter creare fisicamente un capo, un oggetto o un’illustrazione?
GAIA: Mi piace il contatto con la superficie dei materiali. Qualsiasi supporto mi trasmette qualcosa, mi sento libera di ascoltarlo e creare lasciando le mani libere di muoversi. Ciò che mi fa sentire viva e capace di parlare attraverso il segno è proprio il “fare”. Muri, stoffa, carta, legno, pietra, pelle. Tutte le superfici hanno un’anima diversa da interpretare e ascoltare.
DANIELE: Dei processi di creazione manuale mi affascina la pazienza, la dedizione e la concretezza.Nell’era del digitale, in cui ogni giorno abbiamo a che fare con merci virtuali e intangibili la manualità ha un valore prezioso, ci riconnette con la realtà. Creare qualcosa “a regola d’arte” significa immaginare, creare, scegliere i materiali migliori e trasformarli in “qualcos’altro” tramite la conoscenza di un “arte” o di un “mestiere”. Perdere tutto questo significherebbe perdere una grande parte dell’intelletto umano.

CB: Nelle vostre creazioni ricorre un’inclinazione mistica, quasi religiosa, come se ci voleste parlare di un legame profondo con un “universo altro
GAIA: Adorare le immagini votive o donare ex-voto era il modo in cui i fedeli chiedevano la grazia alla divinità per i mali che li affliggevano. Mi ispiro a questo immaginario perché rappresenta in qualche modo la mia lotta per la vita. I colori scuri e la prevalenza del nero sono una nota cupa che mi porto nel cuore, però a volte la cupezza incontra tonalità più lucenti e brillanti come l’ oro – che rappresenta la luce e la speranza.
DANIELE: “Il legame con un universo altro” è esattamente il comune denominatore di tutto ciò che facciamo con Isoì.

CB: E in che modo la realtà è presente nei vostri lavori?
GAIA: 
I miei lavori racchiudono frammenti della mia vita. Le ferite, i corpi, gli organi, sono stati molto presenti nel mio passato poiché in età adolescenziale ho dovuto affrontare una malattia importante che ha lasciato in me dei segni.
DANIELE: Tutti gli aspetti del progetto sono collegati tra loro, quindi è il lavoro stesso di Gaia che plasma tutto.

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CB: Se aveste la bacchetta magica, in cosa vorreste trasformare ISOI tra dieci anni?
GAIA: In cosa vorrei trasformare Isoí? A dir la verità era già il mio sogno riuscire a concretizzare ciò che è già ora. Per il momento mi limito a vivere il presente e le belle cose che stanno accadendo. Poi chissà cosa accadrà.
DANIELE: Quando siamo partiti non mi sarei mai immaginato uno sviluppo del genere. Tra dieci anni spero che Isoì possa aver dimostrato che investire sul talento e sulle proprie passioni paga sempre.

CB: Cosa porteresti con voi su un’isola deserta?
GAIA:
Sicuramente porterei i miei ferri del mestiere. Smettere di creare per me sarebbe come smettere di parlare.
DANIELE: Mi porterei carta e penna, qualche libro, una chitarra, qualche seme, una bottiglia di vino bianco e del cioccolato.

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“La vecchia gitana fissava #isoì. La sua mano ossuta sparì nella tasca di una grande gonna rossa. Quando riapparve, tra le dita stringeva un mazzo di carte logore.”

CB: L’ultima domanda è quella di rito. Qual è la tua “Cosabella”?
GAIA:
Sicuramente la vita!
DANIELE: Una buona idea portata a compimento.

Isoì – Concept lab
Dove: Via Torricelli, 30 –Milano
Quando: Dal martedì al sabato | Dalle 15.30 alle 19.30
Contatti&Social: FACEBOOKINSTAGRAM WEB


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