Questo mese anche Sottopelle coglie l’occasione per ricordarvi l’Ottobre Rosa, il mese internazionale della Prevenzione del Tumore al Seno. Parleremo di un argomento delicato e le immagini del post conterranno nudità e cicatrici. Per quanto non riteniamo che la vista di un paio di tette possa far male a qualcuno, se aprite questo post in ufficio o mentre siete in metropolitana, insomma, noi vi abbiamo avvertito.

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Il post contiene nudità perché parliamo di tumore al seno e di come questa battaglia – che ricordiamo, si può vincere in una altissima, confortante, percentuale del 90% dei casi se la diagnosi è precoce – lasci le inevitabili cicatrici sul nostro corpo.

Vogliamo farvi vedere quello che succede quando questa battaglia viene vinta e come ci si può riappropriare del proprio corpo, cercando di farlo tornare come prima con dei tatuaggi realistici o di dermopigmentazione che ricreano visiviamente il capezzolo sul seno ricostruito, oppure andando all-in e scegliendo di far diventare il seno un’opera d’arte, coprendo le cicatrici con un tatuaggio artistico.

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Tatuaggio opera di David Allen. La storia di questa donna, Adriana, e del suo tatuaggio la trovate qui

In Italia da qualche anno si tengono corsi di dermopigmentazione per la formazione di operatori in grado di effettuare un intervento di micropigmentazione medicale che, con una tecnica simile al tatuaggio,va a ricostruire forma e colore del complesso areola-capezzolo. Questo genere di tatuaggio viene realizzato da operatori specializzati in circa un paio d’ore e l’effetto rimane duraturo nel tempo. Potrebbe essere necessario un ritocco di colore dopo un mese e potrebbe leggermente sbiardirsi nel tempo ma la sua durata è nettamente superiore al trucco permanente i cui pigmenti rimangono solo 1-2 anni.

In Italia, stando a questo articolo, ci sono un paio di centri che effettuano questa procedura.

Vinnie Meyers

Vinnie Meyers

Negli Stati Uniti invece è diventato incredibilmente richiesto il lavoro di Vinnie Myers, tatuatore professionista, che viene chiamato il Michelangelo dei capezzoli. Myers, nel suo piccolo studio nel Maryland e spesso in trasferta a New Orleans, ha tatuato qualcosa come 5000 capezzoli su donne che hanno sconfitto il cancro provenienti da ogni parte del mondo. La richiesta è tale che da qualche tempo Vinnie ha formato altri due soci tatuatori e creato un team. Viene chiamato il Michelangelo dei capezzoli per la sua abilità nel tatuaggio fotorealistico: in sostanza Vinnie non si limita a ripigmentare l’areola come solitamente viene fatto negli ospedali (dipende molto dalla bravura e dalla sensibilità artistica di chi esegue la dermopigmentazione ma i risultati spesso risultano unidimensionali) ma crea un vero e proprio capezzolo in 3D, con un risultato incredibilmente realistico. Un interessante video del New York Times segue la scrittrice Caitlin Kiernan nel suo viaggio verso lo studio di Vinnie per un tatuaggio post-mastectomia.

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C’è poi la possibilità di andare all-in, per far sì che non sia il cancro a lasciare l’ultimo segno sul nostro corpo. Negli Stati Uniti c’è addirittura un’associazione no profit che si chiama P.Ink che si occupa proprio di questo: mette in contatto donne che hanno sconfitto il cancro con un network di tatuatori professionisti (abituati a lavorare sulla pelle che è stata trattata dalle radiazioni) per tatuarle gratuitamente, trasformando il nuovo seno o la cicatrice in qualcosa di bello. I tatuatori che aderiscono al progetto P.Ink sono prevalentemente negli Stati Uniti ma sparsi in tutto il mondo, anche in Europa. Qui trovate un breve video di presentazione.

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Le possibilità, come sempre, sono infinite e i risultati dipendono molto dalle condizioni della pelle e da quanto le cicatrici sono datate ed estese. È molto importante trovare un tatuatore che abbia esperienza in questo tipo di lavori. In Italia, stando alle nostre ricerche, non sembra esserci molta scelta. Speriamo di potervi segnalare in futuro artisti italiani che dedicano parte del loro tempo anche a questo genere di tatuaggi.

A parte la foto di David Allen, non siamo riusciti a risalire agli artisti che hanno realizzato questi tatuaggi. Queste e molte altre foto le trovate su Instagram seguendo l’hashtag #mastectomytattoo.

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SOTTOPELLE è la rubrica di tatuaggi di Cosebelle Mag.