Se dovessi dare un volto femminile all’entusiasmo, senza dubbio, le darei quello di Giulia Spallanzani. A pensarci bene, a questa giovane ragazza emiliana trapiantata a Trento darei anche il volto della tenacia e quello dei sogni che si avverano. E a confermarlo è il successo della sua meravigliosa ‘creatura’: Bianco.

CB: Ciao Giulia, hai dato vita a Bianco dopo aver conseguito, con il massimo dei voti, la laurea in Giurisprudenza. Ci racconti come è avvenuta la decisione di intraprendere la strada che oggi ti vede imprenditrice titolare di un concept store, direttrice creativa di un brand ed event designer?
GS: Ho sempre avuto una forte predisposizione creativa e un’attenzione particolare alla ricerca estetica. Sono sempre stata attratta dal bello in tutte le sue forme, e per me il bello si esprime nella sua massima misura nelle piccole cose. Una tavola apparecchiata con amore, un pacchetto fatto con cura, una casa che rispecchi una personalità, un accessorio azzeccato che completa un abito e sa farti sentire bella. I piccoli dettagli che fanno la differenza insomma. Allo stesso tempo però, sono sempre stata molto portata anche per lo studio, ho sempre avuto voti alti e professori che mi hanno spinta a tirare fuori il meglio dalle mie capacità e dalle mie ambizioni. E così, di mia scelta, ma allo stesso tempo senza permettermi di fermarmi a riflettere davvero sulle mie inclinazioni e sui miei desideri, senza darmi la possibilità di provare e anche di sbagliare, ho deciso, fin dal liceo, di seguire un percorso di studi molto tradizionale, e di reprimere la mia parte creativa, sfogandola al massimo come hobby.

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CB: E poi? Cosa è successo?
GS: Ebbi una crisi nervosa la sera prima dell’esame di Diritto Penale, poco dopo essere tornata da mese un Francia che mi aveva mostrato che le realtà che sognavo non esistevano solo nella mia fantasia. In lacrime, chiamai i miei genitori nel cuore della notte, e li spaventai a morte. Ero brava, ma non era la mia strada. Lo studio del diritto mi annoiava a morte, passavo ore su internet a scovare meraviglie e a leggere i blog americani, e il tutto non faceva altro che aumentare la mia frustrazione. Mi dissero di lasciare, che se non me la sentivo nessuno mi costringeva a continuare. Ma non amo lasciare le cose a metà, non è da me: la mattina dopo mi presentai all’esame, presi 27, il mio voto più basso. Subito dopo andai a comprarmi un taccuino su cui iniziai ad appuntare idee, ispirazioni, marchi e altre cose belle: era nata l’idea di Bianco, la mia pagina tutta bianca dove poter essere tutto quello che voglio essere e dove poter ricominciare da capo ogni giorno. E 5 anni dopo, con la mia laurea in tasca, il sogno è diventato realtà.

CB: Abbigliamento, Home Decor e materiali per il DiY. Come selezioni i prodotti per il tuo concept store? Quali caratteristiche devono avere per riflettere lo stile Bianco?
GS: Fin dall’inizio la nostra merceologia di prodotti è stata molto ampia e diversificata. Negli ultimi anni, con l’introduzione dell’abbigliamento, delle calzature, degli accessori in pelle e della parte DIY il nostro magazzino è davvero vastissimo. Il mio negozio non poteva essere racchiuso e spiegato da nessuna categoria merceologica in particolare, per questo l’ho chiamato lifestyle concept store. Tre anni e mezzo fa eravamo davvero in pochi, e l’idea era piuttosto nuova per l’Italia. All’inizio ci ho messo un po’ a spiegare alle mie clienti che la scelta dei prodotti proposti viene fatta in base allo stile e non alla tipologia di prodotto. Che se trovo un prodotto che mi piace, io glielo propongo, non importa di che tipo di prodotto si tratta. E che da Bianco nessuna categoria di prodotti ci deve essere per forza: se non trovo prodotti che mi convincono, non compro nulla, punto.

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“Adesso ci cercano proprio per questo: le nostre clienti non vengono da noi per cercare un prodotto generico, ma il mio stile nel prodotto. La mia selezione tutta personale. Questa cosa mi rende davvero fiera e felice di quello che ho costruito. Perché Bianco è nato proprio per condividere il mio gusto, il mio stile e la mia idea di lifestyle: la mia regola d’oro per gli acquisti infatti è ‘uno per me, uno per Bianco’. Se un oggetto non lo comprerei per me, allora non lo compro neppure per le mie clienti.”

CB: Da questa primavera Bianco è diventato anche un lifestyle brand. Cosa ti ha spinto verso la creazione di una collezione a vostro marchio? E cosa ti piacerebbe  produrre con Bianco che ancora non hai avuto l’opportunità di realizzare?
GS:
Sì, da questa primavera Bianco è anche un lifestyle brand che si propone a chi come noi ama la bellezza dei dettagli e le piccole cose. Siamo partiti con l’abbigliamento, gli accessori e i gioielli a nostro marchio, ma a breve conto di poter introdurre anche una piccola collezione di oggettistica e complementi d’arredo. E’ stata un’evoluzione naturale: le nostre clienti apprezzano sempre di più il nostro stile e il concept Bianco dietro al prodotto, e avevo bisogno di riuscire ad esprimere lo stile e i valori di Bianco al 100%. Così, accanto alla nostra selezione di prodotti di altri marchi, ho deciso di creare una collezione curata con amore di prodotti che ci rappresentano in pieno. Semplici, chic, capaci di farti sentire bene e accessibili. Per ora il riscontro è straordinario.

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CB: Poi c’è BiancoStudio con cui progetti, curando dalla grafica all’allestimento, piccoli e grandi eventi. Ci racconti come nasce e si sviluppa un evento firmato Bianco?
GS: Sì, Biancostudio è il mio studio di progettazione eventi. E’ uno “studio piccolino”: per ora seguo tutti i nostri eventi personalmente e il lavoro per il concept store è così tanto impegnativo che mi resta poco tempo da dedicare a questo settore della mia attività. Mi concentro dunque solo pochi eventi l’anno, e li scelgo con cura, lavorando su progetti che riflettono il mio gusto e il mio stile, in cui posso mettere tutta la testa e il cuore, cercando di dare il meglio per chi sceglie di affidarsi a noi. I nostri progetti sono interamente personalizzati, non ripropongo mai la stessa cosa due volte: mi piace che gli eventi, soprattutto i matrimoni, riflettano la personalità di chi li realizza. Per questo è così importante l’affinità stilistica e personale: cerco di interpretare e soddisfare i desideri dei miei clienti, realizzando per loro un progetto a misura secondo il mio gusto e il stile, seguendo ogni aspetto e curando personalmente i dettagli e gli allestimenti.

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“Adesso, con i social network, le cose stanno cambiando in fretta: ci sono sempre più professionisti creativi bravi ed in gamba, che riescono a mettere su la propria attività o a farsi conoscere come freelance. Sembrano passati secoli, ma in realtà fino a non tanti anni fa, se dicevi che volevi fare della tua creatività un lavoro ti guardavano tutti male, con un misto di pietà e di condiscendenza. Al massimo ti veniva concessa l’idea se proprio non eri capace di fare altro. Ma se eri brava e volevi fare l’imprenditrice creativa, eri “sprecata”. E io non volevo essere sprecata. Me l’hanno detto così tante volte, e così tante persone diverse, che alla fine c’ho creduto anche io. Fino a che ho detto basta. Era il 2007.”

CB: A Settembre avete lanciato il nuovo sito anticipandone l’uscita con una press letter e l’iscrizione ad un club esclusivo – il Bianco Lovers Club – in cui si viene aggiornati di tutte le novità e si possono vincere regali speciali. Addirittura avete lanciato sui social la richiesta di candidature per nuove collaboratrici. Quanto pensi sia importante il web marketing, oggi, per chi ha un’azienda o comunque un’attività da far conoscere?
GS: Molto, moltissimo! Trovo che sia un canale importantissimo, ma allo stesso tempo credo che a livello italiano si sia molto indietro, e che abbiamo tutti davvero tanto da imparare. Fin dall’inizio mi occupo personalmente della comunicazione social, e sono completamente autodidatta. Da tre anni studio tanto questo aspetto così importante della mia attività e ancora non mi ritengo soddisfatta: è un mondo che cambia velocissimo e c’è sempre qualcosa di nuovo all’orizzonte. E’ una gran fatica starci dietro, soprattutto se si ha un’attività piccola e non ci si può permettere una persona capace e interna all’azienda che si occupi solo di quello. Anche perché, una volta capito come funziona il web marketing, le ore necessarie per la creazione e la comunicazione dei contenuti sono davvero tantissime e spesso scoraggianti. Però secondo me troppe attività sottovalutano questo strumento, e stanno sui social solo per “esserci”, o peggio ancora: copia/incollando quello che fanno gli altri, senza capirne nulla e senza alcuna personalità propria.

CB: La nostra è una redazione tutta la femminile così come il tuo team. Pensi il fatto di essere donna, sul lavoro, ti abbia penalizzato o sia stato un valore aggiunto? Cosa consiglieresti ad una giovane ragazza che come te vorrebbe dare vita al suo sogno nel cassetto?
GS: Per me essere donna è un valore aggiunto. Mi piace essere donna, le mie clienti sono donne. Bianco non esisterebbe se non fossi donna, perché in qualche modo è nato per rispondere ai miei bisogni, che sono anche quelli delle mie clienti: ci capiamo, ed è una cosa bellissima. Però a volte è anche penalizzante, soprattutto se abbinato al fatto di essere giovane, perché il mondo del commercio non è un mondo facile. Ma le sfide non mi spaventano e cerco di fare dei miei punti deboli un punto di forza. E in quello che faccio ci metto tutta me stessa, senza paure e senza riserve: la mia personalità, il mio gusto, il mio stile, il mio modo di essere e anche il mio essere donna. E’ la mia unicità a rendere davvero unico Bianco. Fatico a dare consigli a persone che non conosco e del cui percorso non so nulla, perché secondo me ogni esperienza è a sé e non è replicabile. Però se dovessi dare un solo consiglio, credo darei questo: lavora tanto sulla tua personalità e infondila in tutto quello che fai. Sempre più spesso ormai si vedono in giro nuove attività che sono solo la copia di qualcos’altro: trovo sia un po’ triste e un’opportunità sprecata, perché non stanno davvero realizzando il loro sogno, ma stanno rincorrendo quello di qualcun’altro.

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La tua cosabella? Il rapporto straordinario che si è creato con le nostre clienti, sia in negozio che online. Che è la cosabella che rende Bianco un posto così speciale e così diverso dagli altri, e che dà un senso a tutto il mio lavoro. Un rapporto personale, intimo e davvero meraviglioso, fatto di interesse ed attenzione, di affetto smisurato, di gentilezza e di infinita gratitudine. Perché in fondo, se non fosse per quelle donne dolcissime che sono le nostre clienti, Bianco non esisterebbe.

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