Due lineette sullo stick, la geometria che assume un nuovo significato portando annunci tali da stravolgere una vita. Incinta. Una scheggia d’anima che inizia a crescere nel tuo grembo. Santi numi che cosabellissima.

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Illustrazione di ELENA XAUSA

Mi è successa qualche mese fa e sono stata pervasa da una gioia immensa, suprema, ineguagliabile. E’ iniziato così il mio cammino nella magica gestazione, un’avventura ricca di scoperte, novità, piccole e grandi emozioni. Considerando che la natura è stata benigna e mi ha risparmiato dolori, nausee e risvolti negativi avrei dovuto godere come un’infante la mattina di Natale.
Diciamo che, a grandi linee, è stato così ma ho dovuto fare i conti con un evento imprevisto, assolutamente non preso anzitempo in considerazione. La gravidanza ha minato un grande amore che da sempre mi accompagna, l’amore supremo per lui, il sommo nettare, il vino. Sembrerà assurdo che una cosa così sublime come con succo dell’uva possa trasformarsi in creatura maligna ma in questa circostanza, purtroppo, cambia pelle e acquisisce sfaccettature da manovrare con cura. Le gestanti non dovrebbero assumere alcolici, il loro organismo palleggia in diretta il tasso alcolemico al piccolo feto ponendolo in una posizione scomoda. Mentre per noi adulti, infatti, tre bicchierini di vino sono un nonnulla dispersi nella vastità dei nostri intrecci sanguigni, per le minuscole vite in nuce anche piccole quantità costituiscono una mazzata arrogantissima. E’ come se ci sparassero in vena un bel 2.5 di livello alcolemico mentre stiamo dormendo o cazzeggiando. NCS, non ci siamo proprio. Va da sé che in modalità canguro di vita il vino va maneggiato con cura.
Devo essere sincera, Vino all’inizio non ha capito. Si è ribellato, abbiamo discusso a lungo. Non voleva accettare che proprio io, sua appassionata amante da anni, improvvisamente non lo cercassi più, rifiutassi le sue avances. Le ha provate tutte, è stato davvero meschino se posso permettermi. Si è presentato sotto vesti inusuali e super blasonate. Abiti friulani candidi, barricati e invecchiati per 7 anni in botte, aromi di frutti esotici incastonati in ambrati riflessi, ovviamente in quantità limitata super introvabile. Bollicine super millesimate frutto di maturazione infinita sui lieviti, schiere di Barbareschi e Baroli in degustazione verticale che farebbero inebriare un astemio al solo sguardo.

Simpatico dono tannico in gravidanza

Simpatico dono tannico in gravidanza

Chicche pluripremiate, occasioni uniche ed irripetibili, regali tannici da lacrime di commozione. Per non dimenticare poi le occasioni che ha creato: addii al nubilato con fauna da combattimento, matrimoni super tannici, perdizione-party travestiti da battesimi, feste di compleanno, inaugurazioni, cene stellate e degustazioni inaspettate.

Sublime Sauvignon Quarz, Cantina Terlan

Attacchi subdoli insomma, ma ho resistito. Certo, un assaggio a tutto l’ho dato, non santifichiamoci, sono pure sempre un povero essere umano peccatore, ma ho avuto un atteggiamento stoico. Devo ringraziare anche la perfezione del corpo che ha abilmente suggerito al mio apparato gustativo e digerente di dare meno peso alle libidinose sensazioni dei vari nettari che assaporavo. Mi ha protetta, insomma, per farmi soffrire di meno.
Sono stati mesi travagliati ma ora so che Vino finalmente ha capito e mi ha perdonata perché ha realizzato che a breve tornerò ad amarlo come e più di prima, apprezzando forse ancora maggiormente ogni sua piccola sfaccettatura. Temo che abbia anche intuito che metterò al mondo un’altra piccola fan delle sue espressioni e, si sa, da buon Narciso, Vino non può che apprezzare.
Mi preparo agli ultimi giorni di gestazione e brindo, con un dito di nettare, al buon Vino, alla mia piccola Vinella in arrivo e a tutti voi, con particolare riguardo per le mammine in fieri. Cin!!!