Amor Vacui: tenete a mente questo nome, perché, come si dice, ne sentirete parlare ancora.  Attiva dal 2012 e con un esordio sul web -come progetto indipendente di comunicazione per l’architettura, l’arte e il design- dal 2013 questa giovane realtà si è affacciata alla dimensione offline, attraverso eventi culturali live che hanno portato ad un progressivo ampliamento della rete di intervento e del numero dei collaboratori coinvolti. Fondata dagli architetti Rosa Sessa, Marzio Di Pace e Claudia Palumbo, cui si sono uniti Roberto Amato, Carmela Esposito, Eleonora Parascandolo e Salvatore Sannino e con sede a Salerno, Amor Vacui “mira a diffondere consapevolezza, ad allenare lo sguardo al riconoscimento dei contenuti al di là delle insidie formali e linguistiche. Riconosce l’importanza della contaminazione e la necessità del confronto. È un laboratorio partecipato dove mettere in discussione opinioni, condividere esperienze e confidare intuizioni.” L’ultimo lavoro, del quale vi mostriamo il work in progress in questa intervista, li ha visti impegnati testa, cuore e mani per 7 giorni consecutivi, con un risultato sorprendente. Un nuovo tassello, dopo esperienze come questa o questa, della nostra ricerca di esempi virtuosi di trasformazione e rigenerazione urbana messi a punto con il coinvolgimento attivo della popolazione locale.

AMOR VACUI ARCHITETTURA-cosebellemagazine-00

Da sinistra: Rosa Sessa (Amor Vacui), Carmela Esposito, Pietro Volpe (di Officine Sammart), Marzio Di Pace (in piedi- Amor Vacui), Salvatore Sannino (seduto), Eleonora Parascandolo, Roberto Amato e Claudia Palumbo (Amor Vacui).

Cosebelle Magazine: A San Mauro Cilento (Sa), nell’ambito dell’iniziativa Creative Olive avete trasformato una pista di pattinaggio abbandonata in un luogo di aggregazione per eventi e manifestazioni collettive con una settimana di lavoro. Come ci siete riusciti?
Claudia Palumbo: 
E’ vero, ci sono voluti sette giorni per vedere il piano della vecchia pista di pattinaggio cambiare volto e con la nuova piazza abbiamo visto nascere anche molti sorrisi. Non c’è dubbio: il successo di questa operazione si deve alla forza e all’ entusiasmo di tutte le persone che vi hanno preso parte. In primo luogo dobbiamo ringraziare Roberto, Carmela, Eleonora e Salvatore, quattro amici e colleghi che da anni ci supportano e ci seguono nei nostri progetti: il loro aiuto è stato prezioso. E tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto dei ragazzi dell’Associazione Culturale Officine Sammart: nei sette giorni di cantiere ci hanno affiancato nei lavori di pulizia e risistemazione dell’area. Un ringraziamento speciale va anche al Comune di San Mauro per l’accoglienza e l’ospitalità. E a don Gianluca che ha sempre fortemente creduto in noi.

AMOR VACUI ARCHITETTURA_cosebellemagazine_02  (2)

L’ALTROVE È QUI. UNA NUOVA PIAZZA PER SAN MAURO CILENTO | Amor Vacui Studio | Settembre 2015

AMOR VACUI ARCHITETTURA_cosebellemagazine_02  (2)

L’ALTROVE È QUI. UNA NUOVA PIAZZA PER SAN MAURO CILENTO | Amor Vacui Studio | Settembre 2015

CB: Per far rinascere uno spazio urbano dismesso avete coinvolto anche la popolazione locale: quali sono state le reazioni di fronte a questo invito?
CP: Gli abitanti di San Mauro si sono subito incuriositi per quanto stava accadendo nell’area della vecchia pista di pattinaggio. Alla richiesta di collaborazione, abbiamo letto nei loro volti una reazione di stupore, talvolta timidezza, come se si sentissero inadeguati al ruolo. I bambini, invece, hanno immediatamente mostrato un grande entusiasmo all’idea di poter essere coinvolti nel cantiere. Il nostro intento era quello di lasciare nelle loro memorie il ricordo dell’essere stati presenti nel momento del cambiamento. Chissà, forse ci siamo riusciti: i loro racconti di quel pomeriggio, trascorso a dipingere la nuova piazza, hanno tutto il sapore di un’esperienza indimenticabile.

CB: Dunque incentivare la partecipazione “dal basso” può essere uno dei metodi da applicare anche in contesti complessi -periferie, slums, centri storici abbandonati- per favorire processi di aggregazione e sentimenti di appartenenza?
CP: Senza dubbio. Proprio in virtù di questo “ritrovato” sentimento di appartenenza possono instaurarsi dei legami ancora più profondi: le persone cominciano ad assumere un atteggiamento di rispetto per i luoghi in cui vivono, ad avere fiducia nei confronti di chi, insieme a loro, si prodiga per prendersi cura del proprio spazio. A maggior ragione nei contesti disagiati, i processi di partecipazione possono innescare meccanismi ancor più nobili del semplice recupero estetico: possono educare le persone a diventare dei cittadini migliori.

AMOR VACUI ARCHITETTURA_cosebellemagazine_06

“I bambini, invece, hanno immediatamente mostrato un grande entusiasmo all’idea di poter essere coinvolti nel cantiere. Il nostro intento era quello di lasciare nelle loro memorie il ricordo dell’essere stati presenti nel momento del cambiamento. Chissà, forse ci siamo riusciti: i loro racconti di quel pomeriggio, trascorso a dipingere la nuova piazza, hanno tutto il sapore di un’esperienza indimenticabile.”

AMOR VACUI ARCHITETTURA_cosebellemagazine_04

L’ALTROVE È QUI. UNA NUOVA PIAZZA PER SAN MAURO CILENTO | Amor Vacui Studio | Settembre 2015

CB: L’attenzione rivolta in Italia ad operazioni come quella condotta da Renzo Piano, una volta divenuto Senatore a vita, o il tema della prossima Biennale di architettura di Venezia, curata dal cileno Aravena, sembrano condurre verso un orientamento più sociale della professione. Che ne pensate?
Marzo Di Pace: Per quanto riguarda l’operazione promossa da Renzo Piano, non lo ritengo un esperimento particolarmente innovativo: le nostre periferie sono da anni oggetto di innumerevoli studi e ricerche. L’iniziativa, però, ha l’impagabile merito di aver fatto convergere sul tema una maggiore attenzione mediatica, soprattutto di stampo generalista.  Non condivido l’idea che il termine “sociale” venga applicato, nel lessico quotidiano, ad un tipo di architettura realizzata con mezzi poveri e dedicata a classi disagiate: per me l’architettura è sempre arte sociale. Un’architettura indifferente alle istanze della collettività e del contesto è incompleta. L’architettura consapevole del suo impatto sulla vita della comunità è un’architettura che ha fiducia nei propri mezzi e, soprattutto, nel proprio ruolo.

CB: Quali sono, a vostro avviso, esempi virtuosi in giro per il mondo che potrebbero essere replicati nel nostro Paese con successo?
Marzo Di Pace: Gli esempi non mancano e siamo fortunati perché l’impegno di Amor Vacui nel campo della comunicazione ci ha consentito di entrare in contatto con molti architetti impegnati in questo campo. Quest’anno, ad esempio, abbiamo intervistato l’architetto thailandese Patama Roonkrawit (CASE Studio), premiata nel 2015 con l’ArcVision Prize – Women and Architecture per il suo impegno professionale nei confronti delle comunità meno agiate del suo Paese. Altro esempio è il lavoro degli architetti dello studio TAMassociati, la cui recente nomina a curatori del Padiglione Italia nella prossima Biennale di Venezia è particolarmente in linea con il lavoro di Aravena: lo studio veneziano è da sempre un nostro riferimento, sia da un punto di vista progettuale che sul piano dei processi comunicativi da loro intrapresi.

AMOR VACUI ARCHITETTURA_cosebellemagazine_05

L’ALTROVE È QUI. UNA NUOVA PIAZZA PER SAN MAURO CILENTO | Amor Vacui Studio | Settembre 2015

CB: Il vostro team è composto da due donne e un uomo. Nelle facoltà di architettura italiane la percentuale femminile, a livello di iscrizioni, è ormai prevalente. Eppure nel passaggio alla pratica professionale permane una situazione di disparità. Qual è la situazione nell’area in cui operate?
Rosa Sessa: Proprio perché durante i nostri anni universitari si è raggiunta la parità di iscrizioni tra uomini e donne, spontaneamente la nostra è la prima generazione a godere a pieno dei benefici di team di lavoro composti da ragazzi e ragazze. E’ stato naturale studiare insieme durante l’università ed è naturale continuare a lavorare così anche nella pratica professionale. Noi ragazze non abbiamo più bisogno di assumere atteggiamenti aggressivi per far riconoscere le nostre qualità intellettuali e professionali: questo crea un clima rilassato e di perfetta collaborazione. Mi sento molto fortunata ad essere una giovane architetto oggi. Superati i pregiudizi di genere e finalmente consapevoli delle nostre capacità e ambizioni, la grande criticità in Italia resta la gestione di maternità e carriera insieme, soprattutto per le libere professioniste. La società oggi riconosce il contributo del lavoro delle donne, ma è innegabile che il vero spartiacque per la vita di una lavoratrice sia la maternità e che questa, purtroppo ancora oggi, metta in serio pericolo gli obiettivi legati alla carriera. E’ un problema di politiche sulla famiglia e solo incentivi governativi possono favorire un pieno reinserimento delle donne nel mondo del lavoro, dopo una gravidanza.

CB: Vi siete messi alla prova con esperienze all’estero e siete tornati in Italia: come è andata oltre i confini?
RS: Abbiamo studiato e lavorato in Inghilterra, Spagna e Canada. Il confronto con culture diverse ci ha donato tanto e ci ha reso più dinamici e più consapevoli: lo spirito d’iniziativa, il desiderio di indipendenza, l’allenamento del pensiero critico, la fiducia nelle proprie capacità, la continua ricerca di nuovi stimoli, l’attitudine al dialogo e al lavoro in team sono l’eredità più bella delle nostre esperienze all’estero.

CB: Obiettivi futuri?
RS: Amor Vacui continuerà a portare avanti la sua doppia natura di studio di progettazione e di team di ricerca. Già da ora stiamo facendo ricerca per gli eventi culturali che cureremo durante l’estate 2016.

AMOR VACUI ARCHITETTURA_cosebellemagazine_11

L’ALTROVE È QUI. UNA NUOVA PIAZZA PER SAN MAURO CILENTO | Amor Vacui Studio | Settembre 2015

CB: Una cosabella?
Claudia Palumbo: Il sole d’inverno.
Rosa Sessa: Sentirsi straniero sempre, soprattutto nella propria città, per potersi permettere di scoprire una cosa nuova ogni giorno.
Marzio Di Pace: Lavorare con le mani. Nei pochi momenti in cui la professione lo consente, scollegare il cervello e lasciare che le mani si lascino condurre da cuore e pancia è qualcosa che mi dà molta pace.

__
AMOR VACUI è anche su Facebook | Youtube | Linkedin