Una due giorni all’insegna del fatto a mano e della creatività, questo è stato in pochissime parole la prima – e bella bella – edizione di Week Hand a Foligno. Nella splendida cornice di Palazzo Trinci hanno esposto ben 50 tra crafter e maker per una mostra-mercato dedicata a bambini, mamme, papà, nonne, ragazze alle moda e ragazzi con la voglia di fare: tante creazioni fatte a mano che danno vita ad accessori, abbigliamento, articoli per la casa e la cucina. Insomma chi più ne ha, più ne metta.

fotografia © Carlotta Favaron - www.carlottaf.it

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Ma Week Hand non è stato un semplice “contenitore” di talenti, idee e creazioni. Un’interessante mostra fotografica , in collaborazione con Co-Hive ospitata nella sede di Multiverso Coworking, ha permesso di conoscere i volti e le storie dei giovani che hanno trasformato le loro passioni in un lavoro o che hanno riscoperto vecchi mestieri. Un discorso a parte meritano i coinvolgenti laboratori e workshop previsti dal programma. Noi Cosebellers abbiamo partecipato a quello di Gaia Segattini, aka Vendetta Uncinetta che, lasciato da parte il knitting e preso in mano ago e filo, ha spiegato a 20 ansiose “studentesse” (e studenti!) come creare un pupazzo da un paio di calzini, i famosi Sock Monkeys, direttamente dal Giappone, patria delle cose “inutili ma bellissime“.

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Week Hand, organizzato da That’s Com -studio umbro specializzato in eventi, comunicazione e web marketing- in collaborazione con Multiverso Foligno – CoworkingALittleMarket Italia e capitanato dalla sorridente Francesca, ha dato vita ad un festival unico nel suo genere nel territorio umbro, riunendo sotto lo stesso tetto makers, crafter, artigiani e tutto quello che ruota intorno al concetto di fatto a mano e creatività, nelle varie declinazioni possibili. C’erano gli accessori creati con i coloratissimi palloncini di alta qualità o con il pvc colorato a mano dalle sorelle Anna e Marta di CAM… TWO ME. Un appeal unico e originale, che faceva presa sia sulle ragazze che sulle nonne che sbirciavano i banchetti mentre i nipotini si divertivano con i laboratori!

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Abbiamo ritrovato volti – e creazioni – note e da noi tanto amati, come gli amigurumi (riproduzioni “animate” di oggetti quotidiani all’uncinetto con tanto di occhietti e boccucce) di Ohjoia, le spille in feltro a forma di dentino o di raviolo e le collanine piadina delle ragazze de La Bottega delle Fandonie, le pochette e le borsette stampate e realizzate a mano da Danilla Bag e le dolcissime stampe di Alce Rossa.

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C’erano poi le romanticissime e delicate creazioni di carta di Pasticci di Carta: ghirlandine da appendere fatte di nuvole o mongolfiere, tenere casette dai colori pastello, lettere tridimensionali in cartoncino e dolci biglietti per tutte le occasioni.

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Non mancavano le eclettiche spille in tessuto, i timbri dai colori vivaci e i set per la stampa di La Gallina Rosita: quando i piccoli particolari fanno davvero la differenza. Di fronte, il caratteristico banchetto di Insunsit (che in dialetto mantovano significa “da nessuna parte“) che proponeva portatabacco, piccole pochette, agendine rilegate con stampa autoprodotta e tante piccole matrioske declinate in spille e collane. Adorabili.

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Palazzo Trinci si è trasformato per due giorni in una piazza creativa, fertile e viva, per dare la possibilità al pubblico di conoscere la nuova cultura dell’artigianato e dell’autoproduzione, sempre più in espansione in Italia e avvicinare le persone a modelli manifatturieri più sensibili, a stili di vita più consapevoli e a comportamenti di consumo più sostenibili.

Ben fatto Week Hand: non vediamo l’ora della seconda edizione!
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