Come molti ho un solo giorno a disposizione per visitare l’Expo dal tema “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” e sono pronta a camminare, osservare e se qualcosa non va anche a criticare.

albero della vita  Eva Conti agosto 2015

Albero della vita,  Expo 2015

Durante questa giornata di vista tra un padiglione e l’altro emergono in me diverse sensazioni:

Il contatto con la terra sfruttando tutti e cinque i sensi…

Il tatto quando ho camminato a piedi nudi nella sabbia della Slovenia, l’olfatto respirando l’aria del bosco in Austria, la vista quando ho osservato la palma da dattero e l’albero di giuggiolo in Bahrain e l’udito ascoltando la storia degli Emirati Arabi Uniti che fa riflettere a lungo.
Vi state chiedendo perché manca uno dei cinque sensi? Beh, il gusto è stato il senso più sfruttato durante la visita e merita di essere approfondito a parte!

sabbia padiglione Slovenia Eva Conti  agosto 2015

Padiglione Slovenia,  Expo 2015

La scoperta che diventa conoscenza

Ho cercato di non farmi travolgere dai mille stimoli con cui l’Expo inevitabilmente ci bombarda e a focalizzarmi e approfondire solo le cose che mi sono sembrate più interessanti: sono stata affascinata dalle varietà di tè e dalle loro proprietà nel padiglione della Cina, ho scoperto il frutto dell’albero della gomma in Lituania e ho attraversato il Cile imparando qualcosa in più sui suoi variegati climi.

D’attualità assoluta anche due piante: l’Argan del padiglione del Marocco e il Maqui in Cile, le bacche di quest’ultimo sono certa che prenderanno presto il posto delle bacche di Goji tra i migliori antiossidanti!

Maqui (Aristotelia chilensis) - fruits  Inao  19 dicembre 2010

Maqui (Aristotelia chilensis) – fruits – Photo credits: Inao by Flickr

L’innovazione

Dopo pochi minuti dall’inizio della visita mi rendo conto che in questo ambito le idee non mancano e gli stimoli migliori mi sono arrivati dal padiglione del nostro paese e da quello Giapponese.

Da un lato l’Italia propone il QR code da applicare sull’etichetta dei prodotti alimentari. Si tratta di quel codice quadrettato decifrabile attraverso uno smartphone che in questo caso permetterebbe di ricevere più informazioni sul prodotto, come dettagli sulla provenienza, ulteriori informazioni nutrizionali o addirittura ricette per l’utilizzo in cucina.

Il Giappone rilancia con soluzioni studiate a fronteggiare l’esplosione demografica e la crisi alimentare sfruttando le coltivazioni di riso e quelle della soia.

Sempre in ambito di innovazione è stata interessante l’idea di una multinazionale che mostra il “supermercato del futuro”, ovvero come si potrebbe fare la spesa in un futuro relativamente breve sfruttando la tecnologia per conoscere le proprietà degli alimenti.

il supermercato del futuro Eva Conti agosto 2015

Il supermercato del futuro, Expo 2015

Il piacere della buona tavola

Capisco da subito che non c’è una grande offerta di cibo da assaggio all’interno dei padiglioni, ma una volta uscita la scelta non manca e tra baracchini, stand o veri e propri ristoranti si può trovare di tutto.

Durante la giornata ho assaggiato un’insalata di quinoa e del ceviche nell’Ecuador, le empanadas proposte dal Cile, l’anguilla in Lituania e sfruttato degli assaggi gratuiti di tipiche bevande Russe.

Ma all’interno dei padiglioni, seppur senza assaggi, l’amore per il cibo si sente e si vede ovunque. Ne sono un esempio le ricette spagnole che appaiono come equazioni su un muro fatto di piatti oppure la scoperta della proprietà dei vari tipi di riso nell’area tematica dedicata.

cibo padiglione Cile Eva Conti agosto 2015

Specialità culinarie del padiglione Cile, Expo 2015

Al termine della giornata mi trovo sul treno che da Milano mi riporterà a casa ed è tempo di tirare le somme: dopo 10 ore di visita e 28 padiglioni visitati (26 nazioni + 2 aree tematiche chiamate “cluster”) torno a casa arricchita di informazioni e immagini da tutto il mondo, ma anche con qualche  perplessità e un pentimento.

Da dietista non posso che stupirmi della poca educazione alimentare fornita nei padiglioni, i messaggi sono tutti indirizzati a temi altrettanto importanti legati al rispetto per l’ambiente, al risparmio energetico e all’innovazione, ma pochi sono i messaggi chiari riguardanti la corretta alimentazione.  Superficiale e poco convincente anche la “prova bilancia” proposta nel padiglione della Cina.

Il pentimento riguarda invece l’aver rinunciato a visitare il padiglione del Kazakhstan (a causa di una coda perenne) pur sapendo che avrei rinunciato a “conoscere” gli storioni da cui si ottiene il famoso caviale e i progenitori di tutti gli alberi di mele originari proprio di questo paese.

ingresso padiglione Italia Expo 2015 Eva Conti agosto 2015

Ingresso padiglione Italia, Expo 2015

 In conclusione due consigli:

– Da non perdere: il padiglione del Cile che propone una visita breve, ma capace di catturare l’attenzione con un viaggio sensoriale per conoscere la varietà geografica di questo Paese. Al termine della visita si trova inoltre un mercatino di prodotti culinari molto interessanti.

– Da mangiare: le specialità proposte dall’Ecuador con un buon rapporto qualità/presso, in particolare il Ceviche ovvero pesce crudo marinato negli agrumi tipico dell’America Latina. In questo padiglione proposto anche in versione vegetariana sostituendo il pesce con il palmito, il cuore della palma.

(Foto di Eva Conti)

____________________________

Eva Conti è una Dottoressa in Dietistica, si è formata presso l’Università degli Studi di Milano e negli ultimi anni si è occupata di alimentazione e nutrizione umana sia in ambito ospedaliero che privato con collaborazioni in centri specialistici. Riserva un particolare interesse per l’alimentazione in ambito sportivo e nell’educazione alimentare in casi di disturbi del comportamento alimentare. Qui trovate i suoi articoli su Cosebelle Mag.