Se vi chiedessero cosa vorreste trovare nella vostra città al ritorno dalla vacanze, onestamente, non pensereste anche a qualcosa del genere?

UNA BIBLIOTECA SOTTO GLI ALBERI _00

@Matej Perko

UNA BIBLIOTECA SOTTO GLI ALBERI _00

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Settembre. Lo smartphone ancora pieno di fotografie delle vacanze, cristallizzate lì dentro eppure sempre disponibili per i momenti di sconforto o come supporto ai racconti sulle giornate trascorse altrove. In terre esotiche, in mete vicine sfuggite per anni alla geografia dell’interesse personale, in destinazioni studiate con attenzione durante tutta la primavera, in un qualsiasi luogo alternativo allo scenario quotidiano. Talvolta, proprio mentre si viaggia, si avverte fulmineo il desiderio di appartenere a certe città, di esserne un tassello integrante, anziché un “elemento transitorio”: capita quando il fascino e la bellezza suscitati da certi scenari si impone su ogni altra valutazione. E chissà, qualcosa di analogo potrebbero averlo provato quanti, in visita a Ljubljana, si sono imbattuti in una delle otto isole di lettura cittadine, comprese nel progetto Knjižnica pod krošnjami,  la “Biblioteca sotto gli alberi“.

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Dal 2004 alcuni spazi urbani della capitale slovena vengono gestiti da un’organizzazione no-profit: grazie al sostegno di un gran numero di volontari e alle partnership con case editrici, sponsor locali e istituzioni pubbliche, l’idea di mettere a disposizione, gratuitamente, libri e riviste nella lingua locale e in altri idiomi, si è trasformata in uno dei progetti più efficaci per sviluppare la lettura nel piccolo paese dell’ex repubblica federale jugoslava. Un modello replicato anche in località limitrofe, con “incursioni” in Austria e a Gorizia proprio durante l’estate che volge al termine. E se quello sloveno divenisse un esempio di riferimento per la gestione dello spazio pubblico, superando la dilagante tendenza dell’ “eventismo”?

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Si potrà obiettare come la quiete suscitata da queste immagini sia amplificata dal contesto locale: “Prova a farlo qui e ne riparliamo!” // “Se lo facessero dalle mie parti, il giorno non ci sarebbe più nulla”. Indubbio come il paesaggio sloveno, impeccabile nella realtà quanto in foto, con verde pubblico curatissimo e puntellato da un intervento di arredo minimo -circoscritto all’allestimento di moduli in legno trasportabili, di sdraio, tavoli e leggii- rappresenti il miglior biglietto da visita per l’ipotetica promozione di questa iniziativa. Il nodo tuttavia resta un altro: l’attualità ci induce a riflettere sulla povertà culturale degli under 16 italiani, mentre una delle più forti  polemiche culturali estive ha riguardato il grido di dolore emesso da uno degli scrigni del nostro sapere. E se la strada per una riconciliazione non fosse poi così distante? Se, per la loro parte e in nome della stretta relazione che caratterizza la loro professione con chi guida la società, anche designer, architetti, urbanisti, riuscissero a proporre più interventi, magari leggeri e temporanei, ma davvero incisivi –nei centri storici, nelle periferie, nelle metropoli, negli interni– sostituendoli ad esercizi di stile capaci di muovere più dubbi che consensi? Utopia? Lo vedremo insieme, perché anche su questo concentreremo l’interesse della rubrica di architettura di Cosebelle Magazine. A partire da qui, da questo Settembre.

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Per approfondire il rapporto tra libri, arte & architettura su Cosebelle Magazine: bibliotechebooksharing a Napoli, un’installazione urbana sui libri  e la storia del monolite di carta e inchiostro che visse 30 ore