Verdena

Verdena.

“Qui non c’è più calma, settembre ci porterà via con sé” ha cantato più volte Alberto Ferrari durante il tour estivo appena terminato, e infatti ecco arrivato questo settembre che sembrava essere lontano anni luce, ascoltato da sotto palco. A sette mesi di distanza dal primo volume, Endkadenz trova la sua completezza con l’uscita del vol.2: ed è subito un debutto colorato d’oro sul podio degli album più venduti.

Verdena, Endkadenz vol.2

I Verdena non sono mai stati un ascolto lineare, ma probabilmente con quest’ultimo lavoro hanno spinto del tutto il piede sull’acceleratore della schizofrenia. Fatta eccezione per il primo singolo estratto, “Colle Immane”, i pezzi crescono e si sviluppano su sentieri imprevedibili, una continua deviazione per lavori in corso. Detto questo, ai primi ascolti, la domanda non può che essere una soltanto: EEH?!? D’altronde saper ascoltare è un’arte e Endkadenz vol.2 richiede un impegno all’abbandono. Dimenticatevi i rettilinei, la razionalità e la meta chiara davanti a voi, quel che troverete sarà un universo distorto, mutaforma e visionario. Nel caos verdeniano continuano ad alternarsi pezzi di rincorsa senza fiato a canzoni carezza, poco importa se il titolo è “Nera Visione”, l’apparenza inganna. In questo secondo volume blu, si passa dal molto forte al molto piano e gli sbalzi sono vertiginosi e senza stagione. Canzoni a strati e sconclusioni. Cari Verdena, trovarvi semplici è molto difficile, ma la domanda è poi sempre quella: “tu mi ami o no?”. Buona risposta, la mia è che non c’è un limite.