I Pavement di Stephen Malkmus

PAVEMENT – SLANTED AND ENCHANTED

Sapevamo che sarebbe successo.
Ci stavamo abituando all’idea che si potesse vivere di sole brioche col gelato. E di sonnellini pomeridiani. E di risvegli senza la sveglia.
Avevamo quasi creduto che si potesse vivere sempre in vacanza, e invece no: è bastato accorgerci che il segno del costume è sempre meno evidente, tornare alla scrivania (o lasciare i libri di svago per quelli di studio), è bastato tornare in città e ritrovarla insopportabilmente caotica, per capire che l’estate sta finendo e un anno se ne va.
E insomma ci sono lo stress da rientro, la voglia di ripartire – e la voglia di cose nuove è tanta quanto la necessità di reinsediarci nella nostra routine.
«Some great news coming soon». Con queste cinque semplici parole, in uno status sul profilo Facebook della band, i Pavement ad aprile annunciavano che qualcosa bolliva in pentola.
Una pentola che, in effetti, hanno poi scoperchiato: ad agosto è uscito The Secret History Vol. 1, il primo capitolo di una raccolta di inediti e rarità del gruppo di Stephen Malkmus. Ed ecco che i Pavement ci danno esattamente quello di cui abbiamo bisogno al rientro dalle vacanze: cose nuove che ci facciano però sentire a casa, a nostro agio. La perversione delle perversioni: nuova musica vecchia.

Ovviamente sfornato dall’etichetta Matador Records, The Secret History Vol. 1 condensa materiale del periodo di Slanted and Enchanted, il primo album dei Pavement. E include – come prevedibile – demo e B-sides, ma anche alcune storiche Peel sessions e il live di un concerto a Brixton del ’92. Un buon gruzzolo di 30 tracce che ha già mandato in brodo di giuggiole i fan e le vittime della saudade di quegli anni magici, tra un aperitivo in spiaggia e l’altro.

Pavement - Slanted and Enchanted

Slanted and Enchanted è un album da amore al primo ascolto. Per tante ragioni. Per l’ironia che lo pervade fin da subito: «Ice baby, I saw your girlfriend and she’s / Eating her fingers like they’re just another meal» – Summer Babe (Winter Version) inizia così. Perché quelle distorsioni lo-fi sono irresistibili, almeno quanto lo sono certi refrain con addirittura gli shallallallallallà. Perché lancia il sasso nello stagno dell’indie-rock, segnando una data zero, un ante e un post Pavement. Perché Slanted and Enchanted è un album genuino e un condensato di teenage spirit come pochi.
Pezzi come In the Mouth a Desert e Loretta’s Scars sono da instant crushing, e Here è il tuffo al cuore meglio assestato di tutto il disco. Nell’insieme, il fatto che Stephen Malkmus non sia particolarmente intonato, che la band non vada particolarmente a tempo, e un’impressione generale da carpe diem, suonano come una ribellione nei confronti dei cliché del rock.

In estrema sintesi, Slanted and Enchanted è forse il disco indie-rock (corretto noise e lo-fi) più fico che sia mai stato scritto. E se davvero così non fosse, se la giocherebbe ad armi pari con l’album successivo dei Pavement, Crooked Rain, Crooked Rain.
Una doppietta che ci ricorda dei quasi coevi Doolittle e Surfer Rosa dei Pixies. Ma questa è un’altra storia e, nel frattempo, prendiamoci il tempo di carburare: nei prossimi mesi avremo tantissimi dischi nuovi da ascoltare. L’estate sta finendo e un anno se ne va / Sto diventando grande lo sai che non mi va…