Gli Smashing Pumpkins nei 90's

THE SMASHING PUMPKINS – MELLON COLLIE AND THE INFINITE SADNESS

L’incipit di questo articolo potrebbe essere: «C’erano una volta due ragazzi di Chicago che s’incontrarono a un concerto dei Dan Reed Network, bisticciarono e finirono per fondare una delle band più famose degli anni ‘90. Lui si chiamava Billy Corgan, lei D’arcy Wretzky, e quel gruppo erano gli Smashing Pumpkins».
Non che non si possa dire che le cose siano andate veramente così. Quantomeno, i protagonisti spacciano questa storia per autentica. E gli Smashing Pumpkins sono tuttora una delle band più famose al mondo. I redivivi – a testimonianza che sì, si esce (volendo, o un po’ per caso) vivi dagli anni Novanta – Pumpkins, protagonisti di una delle reunion più celebri, discutibili e improbabili di questi anni.
Alla fine del 2014 Corgan e le sue marionette 2.0 hanno sfornato Monuments to an Elegy, e un altro album bolle in pentola quest’anno, il nascituro Day for Night. Che abbiano scambiato il giorno per la notte, poco importa: una bella notizia è che lo storico batterista Jimmy Chamberlin ha ripreso a suonare con le zucche più famose di Chicago e con questo ritorno probabilmente detiene un singolare primato di categoria per il terzo rientro all’ovile. Speriamo che porti bene.
Di sicuro la sua presenza aveva portato bene nel 1995, quando gli Smashing Pumpkins, grazie alla penna particolarmente ispirata di Corgan, se ne uscivano con un disco immenso, per qualità e quantità. Di più: l’ispirazione del Billy Corgan di Mellon Collie and the Infinite Sadness è a dir poco leggendaria. Ventotto canzoni di qualità eterogenea, ok, ma un doppio disco di una magniloquenza e di una sfrontatezza che, signora mia, ad avercene.

Smashing Pumpkins - Mellon Collie and the Infinite Sadness cover

Quel pezzo al pianoforte con cui inizia MCIS e che dà nome al disco un po’ ci prende in giro. «Ma come, tutto qui?»: sì, ce lo siamo detti un po’ tutti. Eppure subito dopo la nebbia si dirada e si staglia una canzone inarrivabile: Tonight Tonight.
C’è uno scambio di battute, nella puntata Homerpalooza dei Simpson, in cui Homer dice a Corgan: «Thanks to your gloomy, depressing music, my children no longer hope for the future I cannot afford to give them», e il frontman degli Smashing Pumpkins gli risponde: «Yeah, we try to make a difference». Non c’è niente di più vero: del resto, questa misteriosa entità, Mellon Collie, altro non è se non un supremo elogio della malinconia, melancholy. E fin qui, mi rendo conto: sono in coda per brevettare l’acqua calda.
Eppure la voce tormentata e e stridula di Corgan, il mix di rock trasognato (azzardiamo: psichedelico) e distorsioni esagerate a volumi da lite condominiale, ma soprattutto la precisione con cui i testi riescono a cogliere lo stato d’animo di una generazione (e di future generazioni di adolescenti depressi) rendono Mellon Collie and the Infinite Sadness un disco tra i più importanti della storia del rock.

Surfando tra i singoli troviamo pezzi come la già citata Tonight Tonight, che ci spezza il cuore con un verso come: «Believe in me, believe in the resolute urgency of now», e odi al nichilismo, come: «I’m your lover, I’m your zero / I’m the face in your dreams of glass» (da Zero). E troviamo un verso più famoso di tutti i meme che vi intasano i social messi insieme. «Despite all my rage I am still just a rat in a cage» urlato con una rabbia tale che sperereste di non litigare mai con Billy Corgan per un parcheggio.
C’è proprio tanta rage, in MCIS, ed esplode in pezzi come Bullet With Butterfly Wings, (Fuck You) An Ode to No One, XYU e Tales of a Scorched Earth, tanto per dirne qualcuno. Ma ci sono anche aperture melliflue e cangianti tali da catapultare il capolavoro degli Smashing Pumpkins anni luce oltre la malinconia, l’adolescenza e gli anni ’90. Canzoni come Thru the Eyes of Ruby e Galapogos vanno ben oltre e ribadiscono un concetto molto chiaramente: Billy Corgan, con quell’aria da Stregatto, è stato, e per certi versi è ancora, un gran furbacchione, peraltro con il vizietto di manovrare come un burattinaio le sue comparse (leggi: D’arcy Wretzky, James Iha).
Per il resto, dovete prendere il doppio cd e metterlo sul piatto del vostro lettore. Ok, va bene, potete anche mettere su la playlist su Spotify. Concedervi un paio d’ore per sprofondare nella risoluta urgenza dell’adesso. L’estate può essere insopportabile. «The street heats the urgency of now. As you see there’s no one around».