Arriva dalla Toscana la storia di Bitossi Diffusione, azienda divenuta in modo quasi inaspettato uno dei più importanti distributori italiani di marchi per la casa nel mondo; nel 2007 con l’intento di interpretare trend ed esigenze del mercato contemporaneo nasce Bitossi Home, marchio “erede” della lunga e significativa esperienza di Bitossi Ceramiche. Fioriscono da quel momento deliziose collezioni per la tavola che comprendono prodotti in ceramica, vetro, legno, in materiali biodegradabili, come resine, bambù, amido di grado e sughero, senza dimenticare la posateria e l’home decor, con oggetti come Bugiedicera, divenuti in breve tempo autentici must-have.

Dopo Francesca Miele, Katia Meneghini, QUARCH ATELIER, Irene Cuzzaniti e Giorgia Zanellato, come conclusione della seconda stagione di incontri con le donne designer/architetto d’Italia, abbiamo proposto 5 domande a Ginevra Bocini, art-director di Bitossi Home.

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Photo credits Silvia Puntino

Cosebelle Magazine: Ginevra Bocini, cominciamo con un’autopresentazione a partire da 3 preferenze, ovvero la città del cuore, un/una progettista di riferimento e un oggetto/edificio che senti affine alla tua sensibilità.
Ginevra Bocini: Londra, Ettore Sottsass e la sedia a dondolo di Charles & Ray Eames.

CB: Come inizia la tua esperienza in Bitossi? Cosa vuol dire operare all’interno di una realtà attiva fin dagli Anni Cinquanta?
GB: Nel 2007 sono arrivata alla direzione dell’azienda carica di una tradizione familiare e di una formazione presso la Central Saint Martin University: ho cercato di sintetizzare queste due esperienze in questo nuovo percorso. Il mia volontà con Bitossi Home è voler reinventare in un linguaggio nuovo la tradizione di questi oggetti. Mi fa piacere ricordare che Bitossi Ceramiche, altra azienda del Gruppo della nostra famiglia, è stato un riferimento per il design ceramico degli ultimi cinquanta anni. [Qui, info sulla mostra Assaggio d’Archivio ospitata dalla Galleria Antonia Jannone di Milano lo scorso febbraio, ndr]

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CB: Bitossi Home, dal 2007, ha iniziato a proporre un nuovo approccio all’arte di allestire la tavola, puntando su una gamma cromatica e su forme contemporanee che strizzano l’occhio alla tradizione. Da cosa nasce questa visione?
GB: Frequentiamo il design con la Bitossi Ceramiche, altro marchio del gruppo, dagli Anni Cinquanta: designer fra i più conosciuti da allora fino ai nostri giorni hanno operato nella nostra fabbrica e ne hanno fatto un atelier sperimentale di ceramica, dando vita a oggetti che sono diventati icone della ceramica di design. La nostra formazione e attitudine al design è logicamente confluita in Bitossi Home, dove riaffiora costantemente attraverso il senso estetico delle forme e l’armonia dei colori con una inclinazione alla semplicità; uno stile legato all’utilizzo e alla reinterpretazione dei segni e oggetti che hanno fatto storia.

CB: All’attivo avete una serie di collaborazioni molto interessanti, ad esempio quella con il team, tutto al femminile, di Arabeschi di Latte per il Bitossi Pink Bar. Dalla tua esperienza, come giudichi il panorama creativo femminile in Italia in questo momento, con particolare riferimento al mondo degli eventi e del design?
GB: La realtà artistica femminile si sta sempre più affermando… il design italiano, ma soprattutto internazionale è sempre più al femminile. Ci sono grandi nomi che si affacciano al mondo creativo con originale creatività, freschezza e trasversalità che solo le donne possiedono

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CB: Cosa non dovrebbe mai mancare in una tavola per poterla definire “bella”?
GB: La personalità di chi la pensa.

CB: Una cosabella?
GB: La semplicità.