Jamie XX

Jamie XX.

Dal bianco su nero dei The XX è uscito uno spettro di colori targato Jamie Smith. Il beatmaker della malinconica band londinese sì è fatto strada a suon di remix e co-produzioni per Radiohead, Florence And The Machine, Adele, Alicia Keys (solo per citarne alcuni) e dopo aver usato il “noi” pubblicando “We’re New Here”, ecco che arriva finalmente il primo vero album solista, “In Colour”.

Jamie XX, In Colour

Jamie inizia il suo coloratissimo album con un pantone blu oltremare che arriva direttamente dallo spazio, “Gosh”, le sonorità richiamano il post-dubstep del maestro James Blake ed è un pacco regalo con fiocco poggiato nelle mani della club culture, ma basta cambiare colore per ritrovare atmosfere introspettive e delicate. “Loud Places” (featuring Romy) è sicuramente il brano più pop del disco, limpido e cristallino, mentre più cupa e in stile XX resta la collaborazione con Oliver Sim, “Stranger In A Room”. “I Know There’s Gonna Be (Good Times)” è forse l’unico pezzo che stona nel contesto In Colour, fin troppo sgargiante.

Quel che non manca a Jamie XX è la classe: tra sample vocali e steel drums, riesce ad incastrare il puzzle di ogni pezzo in modo eccellente. Non è tanto quello che fa, ma come lo fa. La stoffa non è di certo niente di nuovo, ma quel che incanta è il ricamo. Così la club culture si mischia a un animo che la guarda sempre un po’ dall’esterno, troppo sognante per fermarsi lì. Non è lontano, ma non c’è mai dentro. Ogni pezzo ha il suo colore, il suo mood, il suo ricordo dentro gli occhi, “The Rest Is Noise”.