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Logo (Photo credits by Funky Table)

Se anche voi, come me, strizzate gli occhi e spalancate le mascelle di fronte alle cucine perfette che invadono Pinterest dovete sapere che abbiamo trovato un posto dove scovare dei pezzi unici per provare, almeno in qualche occasione, a far sembrare anche le vostre di cucine degne di una foto su cui sbavare per ore.
Premetto che non sono mai stata appassionata di cucina (leggi “non sono capace di fare da mangiare“), ma sono sempre stata molto legata a questa parte della casa e a tutto quello che accade lì dentro.
Sarà la cultura italiana che anche se non te ne rendi conto ti si attacca addosso e non ti molla più, sarà che, per evitare di addormentarmi, ho passato tutti i miei pomeriggi da liceale a studiare sul tavolo della cucina, ma con quella stanza io ho un legame speciale. Intorno a quel tavolo ho avuto le notizie più felici e tristi della mia vita, ho fatto le litigate più accese, ho ascoltato confessioni interminabili, ho riso, ho pianto, ho ascoltato il silenzio della notte fumando l’ultima sigaretta della giornata e ora è il posto dove preferisco stare quando torno dalla mia famiglia.
Ma ora basta parlare di me e facciamo due parole con Mariangela, una delle due fondatrici di Funky Table.

COSEBELLE: “Funky” è una definizione piuttosto ampia che risale a tanti anni fa e che ogni tanto ritorna in voga improvvisamente. Per voi, che significato ha e perché l’avete scelta?
FUNKY TABLE:
Una delle traduzioni della parola Funky è anticonvenzionale. Volevamo già esprimere con il nome il modo insolito ed ironico con cui trattiamo e mescoliamo gli oggetti sulla tavola e, inoltre, il funky è il genere musicale che preferisco per ballare ed è stato quasi scontato associare il Funky alle nostre tavole.

Ethnic mood  (Photo credits by Funky Table)

Ethnic mood (Photo credits by Funky Table)

CB: La cucina è diventata un fenomeno inarrestabile negli ultimi anni, coinvolgendo persone alle volte anche totalmente insospettabili. Secondo voi perché?
FT:
Ricordo ore di conversazione tra mia madre e le vicine di ombrellone relative allo scambio di ricette interregionale. Credo quindi che nelle famiglie italiane la centralità del cibo sia non sia una novità. Recentemente c’è più consapevolezza e ricerca nella qualità del cibo che arriva sulle nostre tavole e questo è sicuramente un bene. Al momento però dell’argomento se ne sta abusando un po’ troppo tra programmi televisivi, food blogger e chef star, quindi non ci resta che scoprire cosa resterà tra qualche anno, quando l’effetto moda sarà svanito.

Interno dello store (Photo credits by Funky Table)

Interno dello store (Photo credits by Funky Table)

CB: Nel vostro store, proponete principalmente oggetti per la tavola. Che importanza ha nella vostra vita quotidiana la “tavola” o la “cucina” come ambiente da vivere?
FT:
Dopo le grandi abbuffate che ci propinava la nostra mamma, da tempo la tavola e la cucina non sono più così centrali nel nostro quotidiano. Tutto è nato dal voler creare degli effetti speciali intorno al cibo, quando a mancare era la voglia di cucinare.

CB: Su Pinterest le case sono tutte impaginatissime e, guardandole, mi chiedo spesso se è solo la mia vita frenetica che non mi permette di avere tutto in ordine come vorrei, o se sono io a sbagliare qualcosa. Datemi qualche consiglio per avere una cucina sempre bella e ordinata.
FT: Beh, tutte le case e cucine che vengono pubblicate sui social non sono certo quelle della vita reale di nessuno! Personalmente adoro il “disordine organizzato”.
Una soluzione validissima e sempre alla moda, sono sicuramente le credenze capienti.

CB: Quali sono, secondo voi, gli oggetti immancabili su una tavola degna di questo nome?
FT:
Tutte le tavole sono degne di questo nome quando esprimono la personalità di chi la prepara, quando è subito riconoscibile un tocco che esprime dedizione e ricerca. Per esempio, secondo me non dovrebbero mai mancare i fiori, che devono essere bassi per permettere di vedere chi si ha di fronte e farci conversazione.

CB: Se poteste comporre la tavola di un evento particolare o di un personaggio famoso, quale e come sarebbe?
FT:
Ovviamente il mio sogno sarebbe quello di riuscire ad apparecchiare la tavola di un film di Ferzan Özpetek. Adoro lui come regista e  le sue allegre tavolate di Le Fate Ignoranti e Mine Vaganti sono davvero memorabili.

CB: Nel vostro bellissimo store a Milano, fate convivere oggetti meravigliosi provenienti da tutto il mondo. Quali sono i vostri preferiti?
FT:
Gli oggetti che amiamo di più sono quelli che esprimono al meglio l’anima cosmopolita del nostro negozio: i piatti africani di filo elettrico intrecciato, i cestini di macramé smaltato, i bicchieri fatti a mano in Portogallo

Cherries (Photo Credits by Funky Table)

Cherries (Photo Credits by Funky Table)

CB: In che modo questi oggetti così diversi, riescono a creare un’armonia tra loro? Quale credete che sia il legame tra le diverse culture in tema di cucina e tavola?
FT:
In realtà il filo conduttore è l’imperfezione, caratteristica di ogni oggetto d’artigianato. Da questo che sembra un difetto, nasce la loro capacità di raccontare delle storie e quindi di farci sognare.

CB: Domanda di rito: cosa portereste sull’isola deserta?
FT:
Da mamma rispondo senza dubbio i miei figli. D’altronde sono loro il mio progetto più bello.

CB: Qual è la vostra Cosabella?
FT:
Essere riuscite a realizzare questo progetto, frutto del percorso dei nostri viaggi, dei nostri lavori e della nostra storia.

 

Funky Table – Oggetti per la tavola

Dove: Via Santa Marta, 19 – Milano

Quando: lun. 15.00-19.00/ mar.-sab. 10.00-19.00

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