Nella lunga riflessione su bellezza e accettazione di sé (qui trovate le puntate 1 e 2) entro a gamba tesa con uno dei più chiacchierati argomenti del gossip del 2015. Non credo ci sia al mondo qualcuno che non conosca il clan Kardashian, ma negli ultimi mesi si sono raggiunte vette di ossessione quasi patologiche per ogni testata giornalistica e blog. Il motivo? Il racconto di una storia complicata, cioè la transizione di Bruce Jenner, ormai Caitlyn Jenner. Un uomo che per 65 anni ha vissuto, non senza sofferenze, una vita da ragazzo, atleta, marito, padre, capoclan putativo delle Kardashian, e che all’improvviso ha condiviso con la stampa la sua verità e una emotivamente dolorosa fase di transizione. Il potere economico e mediatico del personaggio in questione ha fatto sì che il tutto fosse più o meno pubblico e la rivelazione del nuovo io è stata fatta con una copertina su Vanity Fair USA.

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Photo credits: Vanity fair USA

Il percorso di Caitlyn Jenner è stato reso pubblico per un motivo essenziale: aiutare chi condivide la stessa situazione a prendere coraggio e scegliere la vita che si merita. I più cattivi sostengono ci sia anche il fattore lucro, ma io sono ingenua e non ci voglio credere più di tanto.

Ma obiezioni più intelligenti e fondate ci sono: per presentare la sua vera identità Caitlyn ha scelto Annie Leibowitz e un entourage di parrucchieri, truccatori, stylist sostenendo, implicitamente, che la transizione fosse socialmente accettabile solo perché Caitlyn è ricca e bellissima. È nato, allora, l’hashtag #MyVanityFairCover, promosso da altri transgender americani, a raccontare i mille modi differenti di essere sé stessi pur senza i mezzi di Caitlyn.

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Laverne Cox, transgender, attrice protagonista della serie tv Netflix Orange is the New Black, già sulla copertina del Time un anno fa, è intervenuta sulla questione sul suo tumblr con una grazia e una profondità esemplari.

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Photo credits: Time

Perché per lavorare sull’accettazione di un trans dobbiamo ancora ricorrere al servizio fotografico glamour sfavillante? Questo implica che solo coloro che risultano bellezze da copertina possono essere socialmente accettate? Il dilemma sulla bellezza ritorna prepotentemente anche nella comunità trans d’oltreoceano.

“Yes, Caitlyn looks amazing and is beautiful but what I think is most beautiful about her is her heart and soul, the ways she has allowed the world into her vulnerabilities.The love and devotion she has for her family and that they have for her. Her courage to move past denial into her truth so publicly. These things are beyond beautiful to me.” 

Caitlyn è stupenda, ma lo è di più il suo essere e il suo aver condiviso col mondo le sue vulnerabilità”. Ci vuole coraggio ad essere sé stessi, non importa quanto ti truccano, quanto sei privilegiata. Ma ecco il passo più importante:

“Most trans folks don’t have the privileges Caitlyn and I have now have. It is those trans folks we must continue to lift up, get them access to healthcare, jobs, housing, safe streets, safe schools and homes for our young people.”

Il messaggio di Caitlyn Jenner è fondamentale: è necessario condividere storie come queste perché, come la stessa Laverne ricorda con la campagna #TransIsBeautiful, è necessario dare loro ogni accesso alla società moderna senza pregiudizi. La rivoluzione deve pur iniziare da qualche parte, andiamo oltre le copertine, che ritraggano Caitlyn Jenner, modelle taglia 60 o taglia 38.

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Photo credits: Vanity fair USA

Ed ecco, allora, la solita domanda che ritorna: siamo davvero pronti al progresso e all’accettazione di noi stesse e dell’altro?

I primi passi ci sono: non solo Caitlyn e le voci di una possibile collaborazione con Mac Cosmetics, ma anche Make Up Forever che sceglie come protagonista della sua campagna la prima modella transgender, Andreja Pejic: Be Bold, Be Unexpected, Be you.

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Photo credits: Make up forever

Per entrare in punta di piedi in questi argomento e capirne un po’ di più senza le Kardashian tenete a mente anche Transparent, una web serie prodotta da Amazon, vincitrice ben due Golden Globe nell’edizione 2015, Best Television Series – Musical or Comedy e Best actor per Jeffrey Tambor (da pochi giorni anche su Sky Atlantic in Italia).

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Tambor è un transgender di mezza età, soave, timoroso, complicato. La sua famiglia scopre per caso la sua vera natura, quando oramai si è convinti che tutti i ruoli sono stati definiti e si crede che non ci saranno più sorprese. Trasparent è il racconto ironico e delicato di una vita nuova e del lungo percorso dell’accettazione, che tocca un po’ tutti in fondo. Tambor non è certo piacente come Caitlyn, ma l’effetto della narrazione è identico: procace come una pinup o normale come Tambor, trans is beautiful sempre e comunque.

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