AWOLNATION, Run

Awolnation.

Capita, a volte, che una band si ritrovi ad essere conosciuta e ricordata (ahimè) solo grazie a un “singolone”, anche se di buono ha fatto molto altro. Chi di voi non ha mai sentito “Sail”? Questa canzone ha stracciato la barriera dei mass media: è diventata sigla di spot pubblicitari, colonna sonora di film, track di sottofondo di innumerevoli video su internet, hit radio e sicuramente molte altre cose. Ok, “Sail” la conosciamo tutti, ma se non vi siete fatti prendere dalla curiosità di sapere cos’altro aveva da offrire il biondino con gli occhi di ghiaccio, beh avete sbagliato.

Gli AWOLNATION sono frutto del gusto e delle idee di Aaron Bruno, e penso che l’aggettivo più adatto per definire entrambi i suoi album sia: caleidoscopici. I più curiosi sanno che l’esordio “Megalithic Symphony” era un album schizofrenico, assolutamente non definibile in un unico genere, e con il nuovo “Run” arriva la conferma che Aaron non ha alcuna intenzione di scegliere una cornice dentro cui inquadrarsi. “Run” è fatto di vibranti synth electro, dalla leggerezza del pop che si alterna a prepotenti urlacci rock con background d’influenze hip hop e chi più ne ha più ne metta. Il caleidoscopio è uno ma gira fortissimo e girando cambiano le forme e i colori.

AWOLNATION, Run

Run”, title track, è l’inizio di tutto: poche frasi ripetute su un tappeto elettronico semplice che pian piano si alza in volo verso atmosfere più scure, nubi nere che non fanno in tempo a piangere perché il caleidoscopio gira, ed è subito luce con una “Fat Face” pianoforte e cori vagamente beatlesiana. Poi ecco che arriva il singolo, “Hollow Moon (Bad Wolf)”, i suoni di aprono e di nuovo cambio scenario, qui come in “Lie Love Live Love” ritornelli scioglilingua su synth che scivolano via come olio sull’acqua. “Windows” è probabilmente il pezzo che meglio rappresenta la collisione delle multi personalità AWOLNATION. “Jailbreak” è una perla che fluttua, ma basta solo mezzo giro e si ricomincia a correre disperatamente con “KOOKSEVERYWHERE!!!”.

Insomma 1 album, 14 canzoni e infiniti rami che si stagliano sullo stesso cielo prendendo mille direzioni diverse. Chi lo dice che un album, per essere tale, deve per forza essere coerente nel susseguirsi delle sue tracce? C’è chi, detta papale papale, se ne frega e se il risultato è “Run” probabilmente fa bene.

Il Run tour ce li porterà in Italia il 20 Agosto al Bum Bum Festival (provincia di Bergamo), e pure gratis! Noi siamo già lì.