Amycanbe, Wolf

Amycanbe.

Il nuovo disco degli Amycanbe è uscito proprio oggi, e credo sia la perfetta colonna sonora per una di quelle giornate in cui la pioggia scivolerà sui vetri delle macchine, creando fili d’acqua che scorrono sottili nel verso opposto rispetto a dove stiamo andando.

Wolf” è il nome dell’album, che scivola via proprio come la pioggia sulla pelle. “Wolf” è introspettivo, avvolgente, è il suono delle cose che non si possono toccare. Tappeti elettronici limpidi e freschi, che vibrano sulle note dell’inconscio. Uno specchio d’acqua, mosso dal vento asciutto di una voce eterea. Chiudo gli occhi e le immagini sono sconfinate: paesaggi ovattati tanto meravigliosi quanto distanti da quelli che vedo ogni giorno. Pianoforte e battiti cardiaci. Un sogno che affascina e spaventa.

Amycanbe, Wolf

Il primo singolo estratto è “I Pay”, la melodia trascina con l’incanto e non si vorrebbe smettere mai. Proprio come quando baciamo la persona che amiamo, tra passione e quella tenera complicità che piega gli angoli della bocca all’insù. Ogni pezzo di questo disco compie il suo onirico viaggio, avanti e indietro nel tempo, dentro e fuori di noi. Liberi di correre in qualsiasi direzione, ma con un branco a cui tornare. Liberi, senza essere persi. Il viaggio di “Wolf” finisce senza voce, con un pezzo strumentale che lascia alla suggestione spazio incontaminato.

Un ritorno su atmosfere sempre più mature, che incantano senza bisogno di strafare, in grande stile.