“Why fit in when you were born to stand out?”

― Dr. Seuss

Non sono un angelo di Victoria’s Secret e non solo non lo sarò mai (spoiler!), ma non lo ritengo nemmeno un obiettivo plausibile per la maggior parte della popolazione mondiale. E questa non è una presa di posizione contro la bellezza evidente degli angeli, sogno indiscusso della parte maschile della popolazione mondiale sopra citata, icone di un tipo di bellezza praticamente non perfettibile.

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(photo credits: PopsugarMtv UK, Ibtimes)

Ma diciamoci la verità, quante di noi ritaglierebbero una figurina degli angeli per incollarla nell’armadietto della palestra, nella dispensa della cucina, nel frigo e usarla come motivazione per un corpo migliore, perfetto, statuario? Le sfilate di Victoria’s secret sono baracconi festosi, festival del marketing estremo, trionfo di lustrini e intimo un po’ scomodo, che raccontano una fetta del concetto femminilità, ma non la torta intera.

E sulla scia di questa consapevolezza Lane Bryant, brand americano di abbigliamento plus size, ricorda a tutte che non siamo tutti angeli e lancia la campagna #ImNoAngel

“Non sono un angelo, ma so essere sexy quanto loro!”

Tralascio volontariamente le innumerevoli osservazioni che potrei fare sulla tipica e banale equivalenza americana tra sexy e bello, ma prendo piuttosto i lati migliori di questa campagna.

La femminilità, lo si diceva prima, è una torta ricca di gusti e sfumature: c’è posto per le fisicità androgine, per il magro naturale, per la perfezione degli angeli di Victoria’s secret, ma anche per le taglie 48, le 54, le 60 e nessuno può sostenere il contrario.

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Liberiamoci del pensiero comune che solo ciò che è perfetto secondo canoni preimpostati può essere definito bello, che si dica basta al 90-60-90, non c’è solo una donna, meglio parlare di donne al plurale con le infinite combinazioni di caratteristiche fisiche e perfezione a sé stante.

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Chi l’ha detto però che una donna minuta è meno sexy delle curve burrose nella campagna di Lane Bryant? E chi dice che una plus size è meno femminile e armoniosa di una 40? Perché devo essere io ad adattarmi alla moda, alle taglie dei brand e non il contrario?

Ma #imnoangel non è solo questione di taglie e reggiseni, dimentichiamo ancora una volta il “sexy”, piuttosto facciamo caso ad una lezione più preziosa, quella della modella canadese Elly Mayday che ha prestato volto e fisico alla campagna, cicatrice compresa, quella che le ricorda la lotta vinta contro il cancro alle ovaie.

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Non sono un angelo e non lo sarò mai, io sono me stessa, con tatuaggi, cicatrici, fianchi larghi e culone. Fatevene una ragione.

E mentre ragionate sul sexy, sul plus size, sulle cicatrici e sugli angeli di Victoria’s Secret, Dove USA torna prepotente col suo filone pubblicitario più fecondo e uno spot pubblicato su Youtube proprio ieri.

Guardatelo attentamente e poi scrivetecelo nei commenti: quale ingresso avreste scelto? Bella o normale? Quante hanno paura anche solo di pensarsi belle? E quante donne additiamo come “superbe” se si dimostrano sicure e consapevoli della propria femminilità?

Ne abbiamo di strada da fare.