Missincat, Wirewalker

Photo by Zoe Vincenti

Missincat.

Wirewalker”, si chiama così il nuovo album di Missincat, all’anagrafe Caterina Barbieri, milanese emigrata nell’ancor più fredda Berlino. È proprio nella capitale tedesca che il suo progetto solista ha trovato fortuna: impossibile infatti non citare l’opening act alle tappe tedesche del tour di Amy Winehouse, nel 2007. Sono trascorsi quattro anni dal suo ultimo lavoro, “WOW” (il 2011 dev’essere stato proprio un anno che ha ispirato molti Wow!), oggi Missincat è cresciuta aggiungendo decisione alla delicatezza della sua musica. I pastelli colorati che tinteggiavano i due precedenti album sono stati lasciati sparsi sul pavimento, non ci sono più contorni dentro cui disegnare. “Wirewalker” in italiano significa funambolo, ed è una pennellata che spezza l’orizzonte.

Missincat, Wirewalker

Missincat suona e canta delle fiabe del risveglio, le sue canzoni racchiudono il tepore in cui le coperte ci avvolgono nelle mattine in cui la sveglia non deve suonare. Non c’è fretta e le pulsazioni del polso, addormentato sotto il peso del braccio dell’altro, seguono il ritmo dei pensieri che attraversano la mente appena si aprono gli occhi. Dieci pezzi scanditi da una voce che accarezza, accompagnata da un’orchestra di timpani, archi e molto pianoforte. “Pirates” è il primo singolo estratto ed è già chiaro che l’album è una camminata sul filo della vita: sotto il vuoto e negli occhi, fissi avanti a sé, la forza di non guardare giù e cercare il proprio equilibrio, sospesi. L’ultima traccia (title track, mia prediletta) è un arrivo – temporaneo, badate bene – all’altro capo della fune, una piazzola di sosta che canta la consapevolezza che il viaggio funambolo deve continuare (e “how many times will you fall again?”). Il finale perfetto, perché senza fine, mi riporta un po’ alle belle canzoni dell’islandese Sóley, anche se la terra del ghiaccio ha reso quest’ultima molto più scura e spigolosa.

Wirewalker” ha evocato in me anche un candidissimo rimando a un piccolo libro molto bello nella sua semplicità. Si tratta di “Neve”, di Maxence Fermine, e racconta l’amore tra un vecchio poeta giapponese divenuto ormai cieco e una funambola europea, Neve appunto.
Nell’ultimo lavoro di Missincat c’è luce e dolcezza, che non è fragilità, è la sensibilità di saper rendere le cose più belle e speciali. Come ha scritto Fermine nel suo libro: “Ci sono due specie di persone. Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono. E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita. Ci sono gli attori. E ci sono i funamboli.Missincat è una funambola, in fondo il segreto per avanzare è non avere paura di cadere.

L’album esce proprio oggi, 27 febbraio, in Germania, mentre qui in Italia dovremo attendere ancora qualche giorno, il 2 marzo. Il pre-order è già attivo su iTunes e su Amazon per la copia fisica (CD/Vinile).