The Sleeping Tree

The Sleeping Tree.

Questa è stata una settimana di pioggia e nevischio. Risultato: le persone si rintanano in casa e i meno pigri in qualche locale con gli amici a bere qualcosa. Più fuori è freddo e buio più siamo attratti da luoghi caldi e accoglienti, d’inverno siamo falene col miraggio delle lucine del lampadario (ndr, ho appurato che alle falene piace molto anche l’Apple store, e all’Enel piace molto la loro bolletta). Insomma, in questo clima gelido e malinconico, martedì scorso mi sono diretta verso il Blah Blah di Torino, certa di trovarvi il tepore di casa: così è stato e gli onori vanno a The Sleeping Tree.

The Sleeping Tree, Colours tour, Blah Blah, Torino

Blah Blah – foto di The Sleeping Tree

Giulio Frausin (già bassista dei Mellow Mood) avvia il suo progetto solista nel 2008, con l’uscita di “Leaves and Roots“. Nel 2011 pubblica l’ep “Stories” e un paio di anni più tardi, con “Painless”, si ritrova sotto l’ala de La Tempesta International. Il 27 Gennaio (lo stesso giorno del nuovo Verdena) alcuni pezzi di questo suo ultimo fortunato full-length si sono staccati dal caldo abbraccio della copertina in bianco e nero di “Painless” per passare dalle mani di artisti come Delta Club, IOSHI, Bound, Pippoburro e NIAM. Ma non vi preoccupate, sono tornati a casa con nuovi vestiti sgargianti, oserei dire elettrici, e “Colours” è l’ep che li raccoglie tutti. Penso che mai nome potrebbe essere più azzeccato per una raccolta di remix: le canzoni si vestono di nuove sfumature passando dalle corde della chitarra acustica alla produzione elettronica digitale. Questo però non succede nel tour che sta seguendo l’uscita dell’ep.

L’atmosfera del live non viene intaccata da alcuna base elettronica, sul palco continuano ad esserci solo un ragazzo e la sua chitarra. Ora voi penserete al solito live acustico che non attacca mai, magari bello ma non abbastanza potente da superare il vociare della gente. E invece no. Quando Giulio inizia a cantare c’è silenzio e dopo qualche minuto da sotto i piedi arrivano le vibrazioni giuste per farti capire che in quella stanza si sta creando una cosa sempre più rara: empatia. La voce è delicata ma potente e chiara allo stesso tempo e la chitarra è pulita. Succedono cose strane: la ragazza che ho di fianco non mi sembra più una sconosciuta e riesco a non odiare la coppietta davanti a me che m’intralcia la vista del concerto con i suoi baci, anzi mi ritrovo in lei, in loro, e mi scappa un sorriso. La stanza non è troppo grande e siamo tutti attaccati; ecco il caldo, le giacche tenute in mano. Sono lontano da casa parecchi kilometri, eppure su quelle note mi è sembrato di voltarmi e ritrovare lo sguardo dei miei amici che mi aspettano. La sinergia, quando si parla di rapporti umani, è qualcosa che non si può mai spiegare troppo a fondo. Io so solo che ascoltando un live di The Sleeping Tree si ritorna un po’ alla casa base, si sente il filo che ci lega gli uni agli altri, quello che spesso non riusciamo più a vedere. Home run! Fine dell’inning, a voi la palla.

Ascoltatelo qui, ma soprattutto ascoltatelo live. Queste sono le restanti date del tour:

ven 6 feb // VINILE // Rosà (VI)
sab 7 feb // MELKWEG // Terlizzi (BA)
dom 8 feb // TORRE DEGLI ACSO // Terracina (LT)
ven 13 feb // IL DEPOSITO // Pordenone
sab 14 feb // SU SCANNU LIVE // Cagliari
dom 15 feb // RECY CLUB // Nuoro