Giardini di Mirò, Rapsodia satanica.

Giovedì 27 Novembre ho avuto il piacere di essere teletrasportata in una dimensione parallela dove ancora corre l’anno 1917, mentre qui nel 2014 ero nella cornice del Locomotiv Club, in quel di Bologna. Ad esibirsi sul palco un gruppo icona del post rock italiano, i Giardini di Mirò, che hanno presentato il loro ultimo lavoro Rapsodia Satanica. L’album è una sonorizzazione dell’omonimo film muto diretto da Nino Oxilia e le canzoni che lo compongono sono puramente strumentali. Scordatevi i soliti visual scenografici e “accessori” che fanno da bastone alla musica, alle spalle del racconto live viene proiettato il film che ha ispirato l’album: vecchi fotogrammi in bianco e nero protagonisti della scena tanto quanto la musica stessa.

Rapsodia Satanica, Giardini di Mirò

Rapsodia Satanica è un susseguirsi di sei tracce che conservano comunque una loro autonomia che le caratterizza e distingue l’una rispetto all’altra. I titoli si limitano all’essenzialità dei numeri romani, random ma tutti dispari. I Giardini di Mirò iniziano a suonare e parte la proiezione del film: tutti ammutoliti con lo guardo fisso avanti a sé, come al cinema. Una storia che richiama il Faust tedesco: una dama dell’alta società che fa un patto con il diavolo per riacquistare la sua giovinezza. Mefisto non è di certo famoso per essere una creatura caritatevole, al contrario è noto il suo piacere a giocare con l’animo e i sentimenti umani: alla donna viene posto il divieto di innamorarsi, come pegno da pagare per il narciso desiderio espresso. Ma l’amore è la più forte delle debolezze e il più terribile dei demoni tentatori (e Gabriel García Márquez sarebbe d’accordissimo): cattura la donna che dovrà poi pagare il prezzo per la rottura del patto mefistofelico. La musica introduce questo viaggio in una storia d’altri tempi (ma sempre attualissima) creando un’atmosfera onirica, che inizialmente sembra vestire con un velo la proiezione per poi donarle colore tra violini e pianoforte, culla di un sogno e cura di un incubo. Il finale è straziante, epico e col potere di dilatare il tempo, le campane suonano e sui loro rintocchi si ritorna alla realtà.

Rapsodia Satanica, Giardini di Mirò

I demoni si divertono con la tentazione e i Giardini di Mirò con la sperimentazione,  lavorando sempre in modo da creare qualcosa di nuovo e continuando a farci viaggiare senza muovere un muscolo.

Qui, sul canale ufficiale YouTube della band, trovate l’intero album da ascoltare.

Metto anche un asterisco sulla band d’apertura, dei ragazzi che hanno introdotto il sogno in maniera incantevole: si chiamano Calista Divine e hanno appena presentato il loro nuovo album: Vacante. Anche qui nessuna voce: solo chitarre, basso e batteria per un rilascio di energia che illumina e disillude il buio attorno. Ritmiche mutevoli che conducono in un deserto blu, un’anestesia al contrario che rende ipersensibili a ogni sensazione.

Potete ascoltarli qua ed averli (digitalmente) qui.

calista divine, live