Apes on Tapes.

Guardatevi attorno, è molto probabile che i vostri occhi incrocino il simbolo del triangolo più volte al giorno: i triangolini stanno spopolando su maglie, flyer, video, artwork e magari ce li avete anche tatuati sulla pelle. É in questo clima di “triangles invaders” (e qua dovrebbero partire i Prodigy) che gli Apes on Tapes fanno uscire il loro ultimo ep Pitagora’s Bitch, riportando in luce il nome di colui che i triangoli li aveva studiati molto bene quando ancora non andavano di moda.

apes on tapes, pitagora's bitch
Gli Apes on Tapes sono in tre (Joe Antani, Shapka e Dyami Young) e sono bravi. Pitagora’s Bitch esce per l’etichetta Burnow Records dopo tre anni di pausa dal loro ultimo lavoro (è quasi inquietante come il numero 3 continui a tornare tra le parole di questo articolo, spero di non fare la fine di Jim Carrey in “Number 23”). Ascoltando l’ep, ma ancora di più sentendoli live, la cosa che risulta più chiara del loro modo di fare musica è l’apertura a stili e generi diversi. Le loro canzoni sembrano dei collage, un rifiuto di ogni integralismo o dogma musicale a favore della libertà di creare un pezzo con ciò che più si adatta all’idea che hanno in testa. Così escono fuori pezzi che integrano elettronica, glitch, hip hop, bass music. Nell’album sono presenti diversi featuring con artisti stilisticamente molto differenti: Cattlestar Galak-Tical fa ballare sopra gli scratch di Bioshi Kun, Ejaculattitude si avvale della produzione electro dub stile Godblesscomputers, On air on Ryanair e Red Square dell’apporto “narrativo” rap rispettivamente di Millelemmi e Desanimaux, l’uno incalzante ed esplosivo e l’altro molto più caldo e affannato.

Se l’ep vi piace, live vi piaceranno ancora di più: sono dei giocolieri da live-set e i loro brani sono sempre pronti a cambiare forma per non ripresentarsi mai uguali a come li avete sentiti la volta precedente.
Pitagora’s Bitch è uscito, per il momento, solo in digitale e lo potete trovare su Bandcamp.
Follow the beat!