Voi conoscete qualche persona bella? Io ne ho conosciuta una qualche giorno fa, si chiama Luigi e ha un sorriso grande. E un tumore al pancreas. Ma non si perde d’animo e continua a sperare, a sognare e a vivere. Da qui è nato il suo progetto MY EVEREST – che ha per l’appunto come parole chiave ” I hope, I dream, I live” – per dimostrare a tutti, ma proprio a tutti, che è possibile fare cose mai tentate prima della diagnosi della malattia. Da escursionista non professionista Luigi aveva raggiunto l’altitudine massima di 3.007 metri; negli ultimi due anni, dopo un’operazione e tanti cicli di chemioterapia, è arrivato a 3.585 metri. E’ vero, non è un alpinista di professione, ma perché non sperare di andare oltre la prossima estate? E’ un sogno per continuare a vivere, una sfida da condividere con tutti e da convogliare in un progetto concreto, per raggiungere un traguardo importante come la raccolta di 8.848 euro per supportare la ricerca sul tumore al pancreas svolta all’Ospedale San Raffaele di Milano, un euro per ogni metro di una delle montagne più alte al modo, l’Everest. Non servono poche donazioni consistenti, c’è la crisi e Luigi lo sa, ma tante piccoline, come tante piccole gocce che formano un mare.

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Nel logo, oltre allo slogan del progetto, ci sono anche il profilo del monte Granta Parey – una delle montagne di Rhemês Nostre Dame, piccolo paese della Valle d’Aosta tanto caro a Luigi – un arcobaleno simbolo di speranza e la silhouette di un’aquila vista da Luigi e fotografata da Alex

Un’altra cosa che Luigi non aveva mai fatto prima è scrivere, ora condivide sulla pagina Facebook del progetto – che è pubblica e visibile proprio a tutti –  sul suo profilo e sul sito internet di MY EVEREST i suoi racconti, che stende durante il tempo passato all’ospedale e nei momenti in cui deve stare in casa. Luigi scrive di lui, dei suoi sentimenti, dei suoi ricordi e di tutto quello che gli capita in modo diretto, pungente, vero ed emozionante. E arriva alle persone. Luigi non avrebbe mai pensato di avere un appoggio così consistente e di raggiungere il “successo” in poco tempo – il progetto è approdato online sul profilo di Luigi meno di un mese fa, il 31 ottobre! – tanto che inizialmente ha dichiarato che avrebbe pubblicato un racconto ogni 25 richieste di amicizia, ma ora fa quasi fatica a stare al passo. E per fortuna! Significa che Luigi non è solo, ma è supportato da famigliari, amici, conoscenti, coloro che combattono la sua stessa malattia, amanti della montagna e non, per arrivare in cima al progetto MY EVEREST. E tu sei pronto per essere al fianco di Luigi? Sostieni il suo progetto e segui gli sviluppo sulla Facebook Fanpage e sul sito!

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un bel film