Parole poetiche, divertenti, sonore, spesso in disuso o semplicemente dimenticate.
Vi ricordate il vocabolarietto nel quale, da provetti scolari, trascrivevamo le nuove parole che incontravamo nello studio? Ecco, ora capovolgiamo quell’idea. Riappropriamoci delle “vecchie parole”, fissiamole nero su bianco per non smarrirle. Che sia un semplice esercizio stilistico o un modo per arricchire nuovamente il nostro linguaggio ecco le nostre parole “di una volta”.

Parole-Belle_Cosebelle

PAROLE BELLEIllustrazione di Federica Aradelli

Non bastava la strana estate, l’idea di riporre sandalini, bikini, trikini e compagnia bella, le foglie che iniziano la loro danza verso terra, il rumore del mare che si fa sempre più lontano: quest’anno i drammi da rientro riguardano altre questioni, e per l’esattezza il non voler dimenticare il dimenticare.

Nessuno scioglilingua ma la sola paura di perdere letteralmente la parola che esprime il “cancellare dalla memoria”.

Mariachiara Tirinzoni_ParoleBelle_CosebelleMagazine

OBLITERAREIllustrazione di Mariachiara Tirinzoni: “Il primo riferimento resta il biglietto del treno obliterato, ossia annullato: è affascinante e un po’ spaventoso che per fare un viaggio si debba prima obliterare il documento che mi permette di farlo. La condizione necessaria dell’andare altrove, avanti, è forse la dimenticanza? Da qui il timbro con la data che dice “oggi” e nello stesso tempo nega “ieri” o “domani”, nell’atmosfera autunnale che accompagna il nostro lasciar andare, condannando forse all’oblio, l’estate, le cose, le parole.

Sì, perché al mio rientro l’amara e alquanto fuori tempo scoperta è stata che la parola che esprime il concetto “cadere in disuso” è diventata, ironia della sorte, una parola caduta in disuso, desueta per farla breve.

Dopo un’accesa auto-polemica su come mi possa essere sfuggito che una parola che uso quotidianamente si diventata nel frattempo desueta e l’essere incappata in arzigogolate discussioni in forum che, come me non ne accettano la messa da parte, sono arrivata alla conclusione che, in barba alle regole continuerò ad usarla:

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OBLITERARE – Definizione da Treccani