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Vi ho spiegato già l’abitudine degli Italiani a farmi ridere. Ma la cosa che non ho detto è ci sono altre abitudini comuni tra gli Italiani che mi fanno impazzire. Divento davvero… pazza!Ogni occasione mi induce il desiderio e la curiosità di chiedere alla persona che mi sta accanto “perché, perché, perché?!”

Però, ogni nuvola ha un risvolto positivo (da noi si dice così!), compresa la nonna antipatica che mi passa avanti in fila al supermercato. C’è qualcosa da imparare da tutti e quindi condivido con voi il lato positivo degli Italiani, anche i più fastidiosi.

1. Sii aggressivo.

La mentalità di tanti locali è essere i primi, o spingere tra il pubblico al fine di esserlo. Questa abitudine è più ricorrente nell’ufficio postale, nel panificio o al supermercato. Così, fare la spesa sembra uno sport di contatto e sicuramente quello che si crea è un mondo diverso dalle file ordinate, anche se lunghe, cui sono abituata a casa in Australia. Noi preferiamo essere sottomessi; preferiamo non dire nulla direttamente, ma lamentarci con chiunque ci ascolta subito dopo. E quindi, anche questa forza è qualcosa da apprezzare. Sto imparando che la vita non viene a me, devo sgomitare per assicurarmi le offerte migliori. Questo comportamento assertivo può sembrare esagerato, tuttavia nasce da un motivo positivo, ovvero dalla voglia di ottenere il meglio della vita, per noi stessi e per chi ci è vicino.

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Al mercato in Perugia, un’ esperienza indimenticabile.

2. Guida con sicurezza.

Se pensate che fare la spesa non è uno sport di contatto, guidare certamente lo è. Nonostante il modo disordinato in cui gli Italiani guidano, non ho visto quasi mai incidenti. Per caso? Penso di no. Sono felice di dire che preferisco le abitudini e le cortesie Australiane dove le rotonde sono un aiuto, non un ostacolo. Ma gli Italiani sono ugualmente assertivi quando guidano così come nella vita. E funziona. Tutti seguono il loro percorso e fanno i movimenti con convinzione, ma hanno un’ipersensibilità alle persone intorno. Non devi esitare o stai correndo un brutto rischio. Recentemente qualcuno mi ha chiesto se so a chi devo dare la precedenza all’incrocio e ho risposto “a sinistra”. “No,” lui a mi ha detto. “Tutti danno la precedenza a chiunque è più aggressivo.” E’ cosi semplice.

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Come preferisco vedere le strade della Basilicata. Vuote e tranquille. Photo: Andrea Paoletti

3. Vivi oggi, oggi.

Questa mentalità rilassata è una delle cose che amo e odio allo stesso tempo dell’Italia e della sua gente. Organizzare una cena, un’uscita o una riunione è quasi impossibile perché tutti rispondono “Ti faccio sapere domani, così come essere puntuale significa arrivare 30 minuti in ritardo. Noto questa resistenza a pianificare quando faccio un paragone tra le lingue. Quando spiego alla gente che ci sono 3 tipi di tempo futuro in inglese, lascio tutti perplessi. Anche quando parliamo delle vacanze, tutti mi guardano stranamente quando conosco il mio piano per l’estate 6 mesi in anticipo. In questo momento, loro si concentrano unicamente sul presente. Prendono il meglio da ogni esperienza e felicemente lasciano passare il tempo senza fretta. E’ vero che parliamo di futuro, ma soprattutto ho la sensazione che l’unico tempo che possiamo davvero gestire è il presente. Quindi, abbraccia la felicità adesso prima che scappi.

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Vivendo il momento nella campagna di Basilicata. Photo: Andrea Paoletti

4. Condividi. Sempre.

Le mie cose sono le tue, e le cose tue sono di tutti. Questa è la mentalità degli Italiani del sud. Che sia il cibo, le idee, le esperienze o lo spazio, le cose che ci sono, possono essere condivise. Ci sono momenti in cui desidero il mio piatto di pasta e scopro che è stato “apprezzato” dai compagni di tavolo prima ancora di arrivare a me. E cucinare è raramente un lavoro per una sola persona. Ci vuole più tempo, almeno una pausa caffe e quattro chiacchiere, ma un lavoro condiviso è un lavoro ben fatto. Dall’altro lato, questo significa che posso assaggiare più piatti buoni, prendere diversi punti di vista e nuova ispirazione e incontrare altre persone. La convivenza tra Italiani è affettuosa, accogliente e molto naturale. Al contrario dell’Australia dove lo spazio personale e la privacy sono la normalità, è stata una forzatura gradita per me aprire il mio frigo, la mia mente ed il mio cuore alle persone intorno a me.

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Facendo la pasta con il mio caro amico, Vittorio, a Matera. Photo: Mariella Stella

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ENGLISH VERSION

I’ve told you about the habits of Italians that make me laugh. What I didn’t say is there are some other common behaviours of Italians that drive me crazy. Crazy. Every time the desire and curiosity makes me want to ask the person next to me “why, why why?!”

But every cloud has a silver lining – even the grumpy, impatient nonna who has cut in front of me in the supermarket line. There is something to learn from everyone, and so I would share with you the beauty within the more “challenging” Italians.

1. Be aggressive.

The attitude of many locals is be first, or push through the crowd so that you will be. Above all this applies to the post office, the bakery and the supermarket. It’s almost a contact sport to go shopping and certainly a world away from the orderly, though long, lines I’m accustomed to at home in Australia. We prefer to be passive aggressive; say nothing directly but complain to anyone who will listen after the event. And so, this strength is something to be celebrated in a way. I’m learning that life doesn’t come to me, I have to push to the front of the counter to get the best offers. This assertive behaviour might seem exaggerated, but it comes from a good place of wanting the best in life, for ourselves and for those we are close to.

2. Drive confidently.

If you think shopping isn’t a contact sport, driving most certainly is. Yet despite the haphazard way in which Italians drive, I have seen almost zero car accidents. Coincidence? I think not. I am happy to confess I prefer the Australian standards and courtesies where roundabouts are a help, not a hindrance. But similar to being aggressive in life, Italians are equally so on the road. And it works. Everyone follows their path and commits to their movements but they have a hypersensitivity to those around them. Don’t hesitate or you are dancing with an ill fate. Just go and be sure. Someone asked me recently if I know who I give way to at an intersection and proudly I responded “I give way to the left”. “No,” he replied, “everyone gives way to whoever is more aggressive.” It’s that simple.

3. Live today, today.

This relaxed attitude is one of the things I simultaneously love and hate about Italy and its people. Organising a dinner, an outing or a meeting is near impossible when everyone always responds “I’ll let you know tomorrow”, or being on time means arriving 30 minutes late. I notice this resistance to planning even more deeply when comparing the languages. When I explain to people there are three types of future tense in English, they are left scratching their heads. Also, when we discuss holiday plans everyone looks at me strangely when I know my summer schedule more than six months in advance. In this moment they focus on this moment alone. They draw the most out of every experience and happily let it pass by at a slow and leisurely pace. It’s true that we still discuss the future, but above all I get the sense that the only time we can truly control is now. So embrace the happiness before it passes you by.

4. Share. Always.

What’s mine is yours, and what’s yours is everyones. That’s the mentality of southern Italian people. Whether it’s food, ideas, experiences or space, what there is is there to be shared. There are times when I daydream about a particular dish of pasta only to discover it has been “appreciated” by my dinner companions before arriving to me. And cooking is rarely a task for one. It may take longer, require a coffee and chat halfway through, but a job shared is a job well done. On the flip side, this means I’m able to try many other delicious dishes, gain new perspectives and inspirations and meet other people. The conviviality between Italians is warm, welcoming and so natural. Compared with Australia where personal space and privacy is standard, it has been a forceful but well-accepted hug for me to open my fridge, my mind and my heart to those around me.