Di vulgaris ha ben poco, permettetemelo. Questo meraviglioso ortaggio è commestibile “da testa a piè” e la dolcezza è la sua caratteristica precipua che lo rende perfetto per pietanze salate, agrodolci e sì, anche per i dolci. Di che stiamo parlando? Ma della barbabietola, AKA beetroot, rapa rossa, Beta (Vulgaris), l’ortaggio odiato probabilmente da molti di noi durante l’infanzia ma su cui poi ci siamo ricreduti – o ci stiamo per ricredere!

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THE BEETROOT-BETA VULGARIS in un’llustrazione di Giorgia Bressan

Sowing & Growing

La barbabietola ha poche e semplici richieste: terreno ricco di nutrimento, sole – ma non troppo –  e  una buona innaffiata quotidiana. That’s it.

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Una buona dose di concime aiuterà la radice a crescere senza diventare troppo legnosa. Abbiate cura, inoltre, di togliere eventuali erbacce e sassi, prima di seminare. Il mese di aprile è ideale per seminare: in quattro settimane vedrete già spuntare le prime foglie. Se volete farvi una scorta di barbabietola per l’inverno, potete piantarne i semi fino a settembre o lasciare in terra le più piccole, le baby beetroots, per tutto l’inverno. In questo caso, è consigliabile aggiungere ciclicamente una buona quantità di concime per mantenere il terreno fertile.

 Harvesting

A luglio la barbabietola è pronta! Non appena raggiunge i 5 cm di diametro può essere raccolta ma, attenzione, non deve superare la grandezza di una palla da tennis, altrimenti diventa troppo legnosa. Quando estraete la radice, fatelo con cura: con una mano afferrate i gambi alla base e con l’altra aiutatevi facendo leva con una vanga, in modo da non strappare le foglie dalla radice.

Cooking

Se non si può cavare sangue da una rapa, di dolcezza se ne ricava in abbondanza, altroché! E allora pensiamola in veste di dessert e trasformiamola in una crema estiva, chessò…un gelato! Ecco, sì, un gelato alla barbabietola.

Cosa c’è di meglio se non godersi e condividere con gli amici un gelato naturalmente dolce, fatto in casa e con un ingrediente decisamente inaspettato? Lasciate tutti a bocca aperta con questa ricetta.

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Gelato alla barbabietola con semi di papavero

4 barbabietole piccole (o 2 di media grandezza)

150 g di zucchero

300 g di panna liquida

150 ml di latte intero

2 tuorli d’uovo

semi di papavero per guarnire

Bollire le barbabietole in abbondante acqua, finché non si ammorbidiscono. Frullarle aggiungendo, se necessario, un po’ d’acqua.

Passare la polpa in un colino dalle maglie fini o, meglio ancora, in un panno di mussola.

In una casseruola mescolare la polpa con il latte e la panna e portare il tutto a ebollizione. Togliere dal fuoco e passare nuovamente il composto nel colino o nel panno di mussola. Unire al composto filtrato metà dello zucchero e riportare a ebollizione.

Nel frattempo, mescolare l’altra metà dello zucchero ai due tuorli d’uovo finché non diventeranno più chiari. Aggiungere, quindi, le uova al composto.

Mettere il composto sul fuoco fino ad addensare la crema. Una volta raffreddato, riporre in freezer e, per le prime 5-6 ore, mescolare ogni ora e mezza.

Se volete, potete aggiungere da subito i semi di papavero leggermente tostati, oppure potete usarli per guarnire prima di servire il gelato ai commensali.

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Now, grab a spoon and… dig in!


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In lingua italiana:  Gelato alla barbabietola con semi di papavero
In English: Beetroot ice cream with poppy seeds

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L’ORTO BRITANNICO
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